La legge di attrazione e la scala emozionale

Ovvero come modificare i propri pensieri ed emozioni con il minimo sforzo. Come si fa a girare la manopola della radio su una frequenza più piacevole? Si cominciano a produrre pensieri ed emozioni più piacevoli di quelli precedenti. Lo so… è più facile a dirsi che a farsi, soprattutto quando ti trovi in uno stato mentale di confusione o di forti emozioni negative.

In realtà ci sono anche molti malintesi intorno alla legge di attrazione e a come fare per girare la benedetta manopola della radio.

Ad esempio la versione banale della legge di attrazione dice se vuoi la macchina nuova devi solo chiudere gli occhi e immaginare la tua macchina nuova, magari mentre la stai guidando, e gustarne tutti i dettagli. Poi tu lì accanto hai una pila di conti da pagare, sei in arretrato con l’affitto e il tuo lavoro non ti piace… ma devi solo fregartene e stare lì a immaginare la macchina nuova. Chi ci ha provato sa già che non funziona proprio così. Questo tipo di atteggiamento ti porterà solitamente a maggiore frustrazione, fino a che ti convincerai che la legge di attrazione è solo una fregatura e continuerai a credere che sei sfigato.

Trovare pensieri ed emozioni più piacevoli non significa che se ti senti depresso devi sforzarti di sentirti felice! Tra questi due stati c’è infatti un’enorme distanza vibrazionale. Sarebbe come dire che devi girare molto molto a lungo la manopola della tua radio, senza sapere neanche esattamente su che stazione si trova la felicità.

Quello che devi fare invece è molto più semplice: si tratta di cercare una stazione, la più vicina possibile, che abbia una vibrazione leggermente più piacevole. Ad esempio… la rabbia! Esprimere la propria rabbia fa solitamente sentire meglio che non chiudersi nella depressione.
Questo è quello che Abraham chiama “risalire la scala emozionale”. In altre parole, dal punto emozionale in cui ti trovi, passare gradino dopo gradino ad emozioni via via più piacevoli. Poichè è molto difficile saltare dalla depressione (che di solito è il gradino più basso) alla felicità (che è quello più alto) un possibile percorso potrebbe essere questo:

  1. Depressione
  2. Rabbia
  3. Frustrazione
  4. Pessimismo
  5. Neutralità
  6. Speranza
  7. Buonumore 
  8. Ottimismo
  9. Gioia
  10. Felicità

Si tratta solo di un esempio poichè la scala emozionale è sempre soggettiva. Magari tu dai nomi diversi ai tuoi vari stati, oppure essi si susseguono in un altro ordine. Non ha importanza. L’importante è che ti sia chiaro il concetto.
La chiave è stare in ascolto delle proprie sensazioni. Ogni volta che, nel passare da uno stato emozionale ad un altro, provi anche un pur minimo senso di sollievo, significa che stai risalendo la scala nella direzione giusta.

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Tempo fa ero piuttosto in bolletta. Avevo un bel computer, e nel suo hard disk c’era tutto quello che avevo prodotto, come artista e scrittore, fino a quel momento.
Lo trattavo bene perchè in fondo avevo paura che un bel giorno non si accendesse più. Gli parlavo, lo spolveravo, e gli facevo un sacco di vaccini antivirus. Ma in fondo in fondo avevo paura, perchè l’idea di doverne comprare uno nuovo mi faceva sentire povero.
 

Ed ecco che una bella mattina ho premuto il pulsante, lui ha fatto una luce blu, e poi si è spento per sempre.
La mia prima reazione emozionale è stata di panico mascherato da neutralità. Qualcosa del tipo “cerchiamo di ragionare” mentre in realtà dentro di te si è già scatenato l’inferno. Questo stato è durato mezz’ora, durate la quale ho tentato di rianimare la macchina. Chi mi avesse visto da fuori avrebbe visto una persona equilibrata nell’atto di cercare una soluzione: in realtà in quel momento ero su uno dei gradini più bassi della mia scala emozionale.

Poi ho avuto l’ispirazione di passare al gradino successivo. Ho lasciato perdere il cadavere del pc, sono sceso in cortile, ho preso un’accetta e ho cominciato a fare rabbiosamente a pezzi un mobile di legno che stava lì a marcire da un pò. Naturalmente mentre vibravo colpi di accetta ringhiavo e ansimavo come si deve. Questa fase è durata meno di quanto avrei voluto perchè ho cominciato a  sentirmi veramente stanco.
 Allora mi sono seduto sulle scale fuori da casa mia, e ho notato un certo sollievo.
C’era più chiarezza e mi sentivo calmo: dopotutto avevo fatto il backup due giorni prima, non avevo lavori urgenti da finire, e conoscevo una persona che poteva dare un’occhiata al computer.

Sono passato rapidamente dalla neutralità per poi assestarmi su uno stato di speranza.
Ma questo rapido mutamento emozionale sarebbe stato molto più faticoso se non fossi passato prima dalla rabbia.


 Attenzione alle opinioni degli altri!

Alcune emozioni sono più accettate di altre nella nostra società. Una persona che esprime rabbia è meno accettata di una che esprime depressione, e, ahimé, in certi ambienti una persona che esprime neutralità può essere più accettabile di una che esprime gioia.
Fidati solo delle tue sensazioni interne, perchè le persone che hai intorno potrebbero cercare di portarti in uno stato che a loro sembra più conveniente (magari mascherando quell’atto come un aiuto nei tuoi confronti).
L’unica guida sicura per noi è come ci sentiamo, tutto il resto vale 0.

Questo e moltissimi altri temi vengono approfonditi in modo pratico nel mio corso online L’ Arte della Creazione Consapevole, per capire se ti interessa puoi accedere gratuitamente ad alcune lezioni cliccando qui.

Autore: Niccolò Angeli
Niccolò Angeli
Amo costruire ponti di significato tra l'antica saggezza e il futuro. Spesso lo faccio creando meditazioni e viaggi interiori per facilitare la guarigione, la consapevolezza e il risveglio. Tutti i miei contenuti in inglese li trovi su Kyrian.art.

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