Successo e responsabilità

Descrizione del video

Che cosa evoca in te la parola “responsabilità”? Se sei ancora tra noi esseri umani, potrà evocare tante cose ma tra queste ci sarà almeno un pizzico di pesantezza. E se invece evoca solo leggerezza, beh… allora puoi anche fermarti qui. Ci è stato insegnato che la parola responsabilità va a spasso con la parola “colpa”. Di chi è la responsabilità di questo crimine? Chi è responsabile pagherà! E’ colpa tua, era tua la responsabilità… e via dicendo.

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Per me “essere responsabili” non significa tanto essere bravi cittadini, o persone buone, o altruisti. Responsabilità per me significa assumersi in ogni istante la responsabilità della propria esperienza di vita, qualunque essa sia. Puoi anche essere il peggior criminale, ma se in ogni istante ti assumi la responsabilità delle tue azioni e vivi le loro conseguenze sapendo che sei stato tu a generarle… probabilmente sei più spirituale di un “bravo cittadino” che non fa altro che lamentarsi del governo di turno.

Essere responsabili significa sapere che non c’è nessuno che può renderti felice se non tu stesso. E questo naturalmente è un punto di vista facile da accettare quando stiamo bene, quando le cose filano… ma cosa accade quando ci sentiamo circondati da un mare di sfiga? 

Magari pensiamo di essere bravi, di essere umili, di essere altruisti, di esserci comportati bene tutta la vita… eppure la sfiga non fa che tormentarci, i nostri progetti falliscono, le opportunità ci sfuggono, ed è sempre qualcun altro a vincere la lotteria.

La persona responsabile sa che anche in quei momento la sua esperienza di vita è una sua creazione. Anche se non capisce bene perchè le cose sembrano storte, si assume comunque la responsabilità di avere creato quella esperienza, e la attraversa al meglio che può, senza lamentarsi ma focalizzandosi invece su quelle cose, magari poche, ma così preziose, che ancora luccicano di felicità nella propria vita.

E’ solo quando ti assumi veramente la responsabilità delle tue sventure che puoi veramente abbracciare quella dei tuoi successi. Chiedete a qualsiasi imprenditore di successo e quasi tutti vi diranno che ci sono stati momenti molto bui nella loro ascesa, e che hanno saputo attraversarli solo grazie alla passione che li spingeva avanti.

Questo non è solo un modo che l’universo ha di educarci, ovvero farci attraversare il fallimento per poi regalarci il successo, è letteralmente una dinamica legata alla fisica di come l’universo funziona.

Prova a pensare a un progetto che hai come a un quid di energia in potenza: proprio come una ghianda dalla quale può sprigionare un’immensa quercia, ma che ancora non esiste.

E’ facile occuparsi di una ghianda: non occupa molto spazio, non richiede molte cure. Ma la selezione naturale impedirà a quella ghianda di prosperare a meno che tu non sia pronto a sostenere energeticamente la valanga di energia che proviene dal successo, o, se vogliamo rimanere in questa metafora, da un’immensa quercia generata dalla tua ghianda.

In questa immagine, i tuoi errori e i tuoi fallimenti non sono altro che batteri, funghi, muffe che attaccano la ghianda. Solo se la ghianda è capace di superare questi attacchi sarà una ghianda sana, capace di generare successo. Diversamente marcirà. E’ la natura, è come le cose funzionano per assicurare che nascano sempre querce il più possibile maestose e possenti.

Il successo non è una passeggiata, essere capaci di sostenere l’energia del successo richiede grande radicamento e grande equilibrio, oltre che una dose inesauribile di passione.

Ecco perché tanto più spesso, piuttosto che la paura di fallire, quello che ci frena nella manifestazione dei nostri desideri più segreti è in realtà… la paura del successo. A parole diciamo di volerlo: vogliamo quell’esplosione di successo, quella giostra di abbondanza e relazioni e opportunità… ma sotto sotto temiamo invece quel carnevale che potrebbe scatenarsi, quel terremoto di novità che verrà per scuotere il nostro salotto così ordinato, la nostra zona di comfort che abbiamo passato magari tanti anni ad arredare finemente.

Sì, perché il successo, quello vero, è un terremoto, un ciclone, e solo chi ha l’energia per stare nell’occhio di questo ciclone può usarlo per accelerare verso uno stato di felicità ancora più ampio. Diversamente, se non hai l’energia per stare nell’occhio del ciclone… il successo porta solo altri rischi, altre preoccupazioni, maggiore fatica, maggiore lavoro. 

E’ un gran bene quindi che la diga del fallimento ci impedisca di realizzare tutti i nostri progetti, facendo marcire quelle ghiande le cui querce non avremmo l’energia per nutrire.

Se così non fosse ci ritroveremmo con grandi querce malate, storte, continuamente bisognose di cure e fonte perenne di grandi frustrazioni. La prossima volta che incontri un fallimento sulla tua vita, fermati un attimo e domandati quanto veramente desideri il successo di quella cosa che stai facendo, quanto sincero entusiasmo, quanta sincera passione provi per quel tuo progetto. Basta un fallimento a farlo marcire? Allora magari è il caso di osservare quali muffe, quali funghi e batteri stiano impedendo alla tua ghianda di prosperare. Ovvero tutte le tue aspettative, paure, resistenze… tutte quelle strutture rigide che ogni fallimento ci dà l’opportunità di vedere meglio e trasformare.

Fallire è dunque indispensabile, almeno all’inizio. Più avanti poi fallire diventa un passaggio che possiamo imparare a chiamare con un altro nome. Magari riusciamo a guardare un fallimento e a vedere un’opportunità, un sentiero inaspettato che si apre dietro le macerie di quel crollo apparente. Quando questo comincia ad accadere, significa che siamo veramente pronti per il successo… siamo pronti a salire in groppa a questo cavallo pazzo che è la vita e a lasciare che ci porti sempre più lontano verso l’orizzonte.

Ecco che allora diventa più chiaro come responsabilità e successo siano strettamente legati. Finché la parola “responsabilità” evoca in noi pesantezza, il senso che dobbiamo prenderci sulle spalle un pesante fardello di cui poi saremo “responsabili”… fino ad allora il successo farà capolino di rado nelle nostre vite, ed è un bene… perchè se entrasse come un treno dalla porta principale ne saremmo soltanto travolti senza magari neanche riconoscerlo come successo.

Quando invece “responsabilità” diventa un gioco, un gioco in cui siamo capaci di giocare con sempre maggiore energia conservando freschezza e leggerezza, ecco che allora il successo diventa un fatto sempre più naturale: la naturale conseguenza del nostro assumerci maggiore responsabilità, giostrando una maggiore quantità di energia senza restarne travolti.

Spesso pensiamo anche che maggiore responsabilità significhi che dovremo rendere conto di cosa fanno gli altri, che saremo noi a pagare le conseguenze per gli atti di coloro per i quali “siamo responsabili”. Ma questo è un modo molto distorto di concepire la responsabilità.

Non possiamo veramente controllare quello che fanno gli altri, così come non possiamo sperare di tenere sotto scacco tutte le circostanze che in ogni momento ci circondano. L’unica cosa su cui abbiamo potere, e quindi di cui abbiamo responsabilità, è la nostra esperienza di vita. Come scegliamo di vivere ogni momento, che ci appaia positivo o negativo, successo o fallimento. Se scegliere di viverlo come un creatore, o come una vittima, questa è la scelta fondamentale. Una scelta che facciamo in ogni singolo istante, per ogni minima esperienza, sia che ce ne accorgiamo sia che la facciamo in modo totalmente inconsapevole.

Assumersi maggiore responsabilità significa quindi soltanto riconoscersi creatori sempre più spesso, in ogni circostanza… tutte le altre definizioni di “responsabilità” sono solo distorsioni che raramente ci aiutano a vivere felicemente questo concetto.

Non puoi essere veramente responsabile per quello che fanno gli altri, e in fondo forse neanche per l’andamento della tua azienda… ma sei responsabile per come vivi quegli eventi, per come li usi, per come li trasformi in cadute o in opportunità.

Per quanto ho potuto sperimentare fino ad oggi nella mia vita, il senso giocoso della responsabilità e il successo crescono insieme nella vita di ognuno, e non sempre è efficace lanciarsi verso immani e immaginari successi se non si possiede l’energia per gestirli e esserne responsabili.

Magari riesci anche a raggiungerli, quei traguardi, ma sono come frutti acerbi: non li comprendi, non li gusti… e alla fine li getti via.

Invece è molto più efficace focalizzarsi nel costruire quel senso di responsabilità, entusiasmo, leggerezza e con esso giocare alla propria vita.

Allora sì che ti accorgi di camminare verso un albero e raggiungi quell’albero proprio quando il frutto del successo è maturo e pronto da cogliere. E allora è un successo buonissimo.

Grazie

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Autore: Niccolò Angeli
Niccolò Angeli
Amo costruire ponti di significato tra l'antica saggezza e il futuro. Spesso lo faccio creando meditazioni e viaggi interiori per facilitare la guarigione, la consapevolezza e il risveglio. Tutti i miei contenuti in inglese li trovi su Kyrian.art.

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