
Sostanze psichedeliche e risveglio spirituale
Le sostanze psichedeliche sono sostanze che stimolano l’espansione della coscienza verso reami percettivi di solito inesplorati. Sono potenti portali che ci conducono a vedere di più di noi, una parte più ampia, un universo che potremmo dire è vicino a quello del sogno lucido.
Le sostanze psichedeliche sono ancora illegali o decriminalizzate in Italia (tranne la miscela dell’Ayahuasca): questo articolo non vuole istigare a contravvenire la legge ma è stato scritto con propositivi educativi, informativi e di riduzione del danno.
Provocano in effetti una forma di mini-risveglio temporaneo, un picco di consapevolezza. Alcune di queste sostanze vengono chiamate dagli sciamani “carne degli dei” perchè sono un nutrimento profondamente spirituale, che può aprirci fino alla più intima visione di Dio.
In effetti, quello che queste sostanze fanno è elevare lo stato vibratorio del corpo energetico, facendoci letteralmente accedere a diverse versioni di realtà o addirittura all’Intelligenza che genera tutte quelle versioni.
Questa esperienza può risultare simile ad un “attacco di follia” se la persona ha difficoltà a digerire la nuova grande quantità di informazioni. Anzi, la “follia” è quasi sempre un passaggio necessario per accedere poi ad una comprensione più ampia. Nella mia esperienza, se ti ritieni una persona psichicamente equilibrata, la follia sarà solo un passaggio rapido, magari terribile, intenso e inaspettato, ma rapido e seguito da un altrettanto intenso e ben più duraturo stato di estasi, via via che apprendi a digerire la nuova informazione e le dai un nuovo senso dentro di te. Se invece ti ritieni già psichicamente fragile, una forte esperienza psichedelica può portare sicuramente a galla psicosi latenti.
Solitamente si sconsigliano le sostanze psichedeliche a chi soffre di problemi psichici, personalmente penso che la cosa vada compresa più a fondo. L’uso attento di queste sostanze (soprattutto LSD e psilocibina) è stato usato molte volte in ambito clinico per curare dipendenze, depressioni, patologie psichiche diverse, e persino disturbi fisici. Quindi, in realtà, sotto la giusta guida (che tradizionalmente era lo sciamano, l’uomo di medicina, e che oggi in occidente potrebbe essere l’operatore olistico esperto in questi percorsi), queste sostanze hanno sempre una funzione di conoscenza e medicina. Detto questo, un vero viaggio psichedelico è una corsa mozzafiato sulle montagne russe della psiche, e ognuno dovrebbe esserne ben consapevole prima di di partire, perchè è un viaggio da cui non puoi tornare indietro una volta che i motori sono accesi.
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E’ sempre la quantità di energia che elabori che fa la differenza. Più riesci a digerire velocemente il nuovo apporto di informazione, più il viaggio è estatico e felice. Più resisti all’esperienza, cercando di capirla mentalmente o fuggendo da ciò che la sostanza porta a galla, più il viaggio è oscuro e faticoso.
Questi portali che chiamiamo sostanze psichedeliche sono potenti catalizzatori. Ti danno una spinta verso le stelle… o verso gli abissi, a seconda di cosa hai bisogno di esplorare e di quanta resistenza offri al viaggio. Per questo motivo dovresti sapere bene quello che stai facendo quando usi questi strumenti: fare la tua ricerca, essere presente a ciò che fai… oppure fidarti totalmente, istintivamente, senza riserve. In realtà, se sei sinceramente chiamato verso una sostanza, l’intuizione ti darà le indicazioni necessarie a ciò che hai bisogno di sperimentare, ma non potendo sempre capire quanto sincera è la nostra chiamata, una solida ricerca preventiva è una sana abitudine secondo me.
E’ anche estremamente utile avere con sè una guida esperta e trovarsi in un luogo armonico, vivo, luminoso. Ma talvolta accade di fare un viaggio da soli e nell’oscurità, e va bene anche quello, perchè anche la notte dell’Anima è un luogo ricco di conoscenza.
ATTENZIONE: Testate sempre qualsiasi sostanza scegliate di assumere se è stata prodotta in laboratorio. In commercio ci sono kit per il test chimico che sono legali da acquistare. Se non testate accuratamente le sostanze che assumete, vi esponete al rischio di morte fisica… dico sul serio!
Canalizzare l’energia con il corpo per evitare gli attacchi di follia
Una cosa che ho imparato sulla mia pelle è l’importanza di canalizzare l’enorme quantità di energia che viene liberata dalle sostanze psichedeliche. Dobbiamo capire che siamo essenzialmente sistemi energetici, strutture dentro le quali l’energia si muove, e questi movimenti generano pensieri, emozioni, azioni, comportamenti.
Quello che chiamiamo “ego” non è altro che un’altra struttura energetica, quella con cui ci identifichiamo per la maggior parte del tempo, ma che in realtà rappresenta solo una piccola e temporanea parte di ciò che siamo. Quando assumi una sostanza psichedelica, una tale potente energia viene liberata nel tuo sistema che la struttura del tuo ego subisce un forte sovraccarico e sostanzialmente va in tilt, permettendo al tuo intero sistema di resettarsi.
Questo sovraccarico energetico è ciò che genera gli “attacchi di follia”, la paranoia, l’ansia e qualsiasi forma di paura: tutti sintomi che si acuiscono se cerchi di capire con la mente l’esperienza che stai vivendo: perchè la mente razionale non può digerire la grande quantità di energia che è in circolo nel tuo sistema.
Quello che invece dovresti fare se percepisci questo senso di sovraccarico energetico… è usare il corpo fisico. La cosa migliore è rilassare il corpo e lasciarlo libero di fare ciò che vuole: è utile lasciarlo libero di entrare in vibrazione e accompagnare questi spasmi e vibrazioni spontanee aiutando il corpo a canalizzare l’energia.
Puoi percepire vibrazioni in tutto il corpo, o solo in alcune parti di esso, ed è molto funzionale rilassarsi e immaginare che tutte quelle vibrazione si scarichino a terra proprio come se fossero corrente elettrica.
Un altro modo utile di usare il corpo è quello di mantenerlo nella sua simmetria, facendo gesti simmetrici, muovendo braccia e gambe armonicamente. La simmetria è sempre ciò che ci permette di ritrovare coerenza e di digerire qualsiasi esperienza in modo rapido e intelligente. Se ti accorgi che il tuo corpo si contorce o diventa asimmetrico durante un’esperienza, prova a riportarlo nella simmetria e ti renderai subito conto di quanto sia benefico.
Durante le mie prime esperienze psichedeliche ero tutto concentrato mentalmente a capire l’esperienza e a ricordarla per poterla rievocare una volta tornato sobrio, non davo quasi per nulla attenzione al corpo e questo mi portava a fare una grande fatica. Più avanti ho compreso quanto il corpo sia un cervello in grado di capire e ricordare. Non è necessario che ti ricordi l’esperienza con la mente, se canalizzi l’energia con il tuo corpo fisico questa verrà assorbita e digerita sotto forma di consapevolezza: magari non ti ricorderai nel dettaglio l’esperienza, ma avrai fatto tua la consapevolezza che ne è scaturita, e questo è tutto ciò che conta.
Il rischio di fuggire dal mondo
Per tutte queste sostanze esiste il rischio della fuga, di usarle per fuggire dal mondo invece che per integrarlo con le tue nuove scoperte. E questo rischio esiste per tutte le esperienze, come il sogno lucido e il viaggio astrale, che ti portano a vedere reami più ampi di te stesso, talvolta immensamente più ampi.
Quei regni sono così belli, veri e luminosi che puoi cedere a usarli come fuga dalla tua “dolorosa e banale quotidianità”, invece che per seminare in questa un seme di cambiamento e consapevolezza.
Questo è uno dei motivi per cui non ricordiamo così tanto di chi eravamo prima di nascere. Se ricordassimo, il senso di nostalgia per quell’immenso Essere ci renderebbe intollerabile vivere in questa realtà ad alto contrasto. Quindi, ci avvolgiamo in quel “velo del dimenticare” così da rendere la nostra esperienza qui più efficiente, fruttuosa e entusiasmante. E da sotto quel velo del dimenticare, cominciare a ricordare è infinitamente più entusiasmante che non nascere sapendo già tutto. Giochi a dimenticare e ricordare continuamente, perchè così puoi processare la stessa informazione in modi più diversi e creativi.
Nell’ambiente spirituale esistono molte correnti di pensiero che sono assolutamente contrarie all’uso di “droghe” di qualsiasi tipo.
Personalmente ho anche io avuto questa posizione per alcuni anni, ma alla fine non ho più potuto negare la mia curiosità e il mio desiderio di esplorare anche questo aspetto della ricerca spirituale. Essendo una persona molto metodica, cauta e sobria, mi sono sempre sentito al sicuro rispetto ai rischi per la mia salute, e devo dire che la mia sobrietà ha ben bilanciato fino ad ora la mia selvaggia curiosità. Infatti se dovessi seguire solo lo stimolo della curiosità, sarei portato probabilmente a ingerire ogni tipo di sostanza solo per vedere l’effetto che essa ha sulla mia psiche, il che non è certo consigliabile!
Le sostanze psichedeliche causano dipendenza?
Il motivo principale per cui le “droghe” sono sconsigliate per la ricerca spirituale, è che c’è sempre il rischio di una dipendenza psicologica. Se cominci a pensare di poter vivere quegli stati espansi solo utilizzando la sostanza, e ti senti quindi dipendente da essa per accedere a tali stati, allora sei a rischio di dipendenza psicologica, ed è veramente il caso di fare una pausa di riflessione. Ma questo, d’altra parte, non è vero solo per le sostanze psichedeliche: è vero più o meno per tutto ciò che riteniamo importante nella nostra vita.
Se sei devoto a un maestro e riponi solo in lui la possibilità per te di risvegliarti, sei dipendente psicologicamente dal tuo maestro e questo ti toglie consapevolezza. Se pensi di poterti evolvere rapidamente solo avendo quella persona accanto, o attuando quella data tecnica, o mangiando un certo cibo… sei dipendente psicologicamente da queste cose e di nuovo dai via la tua consapevolezza. Tutti noi siamo dipendenti psicologicamente da qualcosa, è raro vedere una persona totalmente libera da dipendenze, totalmente presente e consapevole.
Quindi, assumere “droghe” nel proprio cammino spirituale causa un rischio di dipendenza psicologica, ma questo rischio esiste anche per tutte le altre cose di cui ci circondiamo, e talvolta è talmente sottile che viviamo in stato di dipendenza per anni senza neanche accorgercene. La differenza è piuttosto che le sostanze psichedeliche sono estremamente potenti, e con grande potere viene anche un rischio più elevato.
Per quanto riguarda la dipendenza fisica, nessuna sostanza oggi ritenuta “psichedelica” ha questo effetto collaterale. Ci sono però sostanze solitamente non ritenute psichedeliche, come l’MDMA o la Cannabis, che possono avere effetti importanti sul fisico. L’MDMA causa quasi sempre un brusco calo della serotonina nei giorni successivi all’assunzione, il che risulta in un calo dell’energia e dell’umore (effetti probabilmente evitabili assumendo integratori naturali di serotonina come 5-HTP prima e dopo l’esperienza). La Cannabis, se assunta quotidianamente e per lunghi periodi, può dare sintomi da astinenza fisica quando si smette di assumerla.
Una sostanza che certamente dà una forte dipendenza fisica, oltre che psicologica, è l’oppio (da cui proviene l’eroina). L’oppio non è oggi ritenuto una sostanza psichedelica, e anche se è una sostanza interessante per i suoi effetti sul corpo e sulla psiche. L’uso è decisamente sconsigliato ai più perchè i rischi di contrarre una forte dipendenza fisica e psicologica sono davvero troppo alti.
L’alcool: da bevanda sacra a cancro sociale
Infine come non menzionare l’alcool. Questa sostanza che ormai riteniamo una normale bevanda sociale, un tempo era usata come stimolo psichedelico in contesti sacri (vengono subito in mente i riti greci dedicati al dio Dioniso, poi diventato Bacco in epoca romana, ma diversi tipi di alcolici sono sempre stati usati nelle più varie tradizioni spirituali).
Oggi l’alcool è secondo me la peggiore sostanza che potete usare per esplorare stati espansi di coscienza: ha effetti devastanti sul corpo fisico, causa dipendenza fisica e psicologica, e non di rado stimola l’aggressività piuttosto che la contemplazione. Mentre le persone muoiono quotidianamente per l’assunzione di alcolici, ad oggi non è stata registrata una sola morte dovuta alla sola assunzione di una sostanza psichedelica (sì, puoi assumere LSD e poi lanciarti dal decimo piano, ma è praticamente impossibile fare overdose fisica di uno psichedelico). Ciò detto, viene naturale domandarsi perchè tra tutte le sostanze che l’uomo ha conosciuto per incontrare il divino, l’alcool sia l’unica rimasta legale, mentre tutte le altre sono state esiliate come fuorilegge.
Come tanti altri sospetto che la decisione sia stata concertata a tavolino quando negli anni ’50 le prime serie ricerche sugli psichedelici hanno svelato quanto questi potessero aiutare la risoluzione dei più diversi traumi psichici e portare le persone ad un più alto livello di consapevolezza. Come sempre, qualsiasi cosa che sveglia le persone salta all’occhio di chi ha interesse a mantenerle come un branco di zombie senza volontà.
L’LSD è stata una delle prime sostanza usate in ambito clinico per curare gli stati depressivi e le dipendenze. E’ celebre il lavoro del dott. Stanislav Grof, che effettuava sessioni di psicoterapia con l’uso controllato di LSD ottenendo risultati strabilianti. Proprio quando la ricerca cominciava a diventare nota e interessante, durante gli anni ’60, i legislatori e i predicatori sono calati con le loro ghigliottine.
Improvvisamente l’LSD e le altre sostanze psichedeliche erano sostanze diaboliche che trasformavano le persone in mostri assetati di sangue, la cannabis era la sostanza preferita da neri e messicani che violentavano le giovani americane, e chi osava fare ricerche scientifiche in tal senso era solo un hippy travestito della peggior specie.
Usare le sostanze psichedeliche solo per fare un “viaggetto”
Ho fatto viaggi profondamente estatici e viaggi oscuri… molto spesso un misto delle due cose. Ma sempre, in ogni caso, sono uscito da quei viaggi con un immenso bagaglio di consapevolezza, e devo dire che il lavoro più impegnativo è stato forse digerire e integrare quella consapevolezza espansa nella mia consapevolezza ordinaria nelle settimane che seguivano al viaggio.
Non sono invece mai stato particolarmente interessato all’uso “ricreativo” delle sostanze psichedeliche: probabilmente perchè sono così certo che i mondi rivelati da tali sostanze siano reali e genuini, che una volta partito per il viaggio sento di non avere tempo da perdere, devo raccogliere ogni dettaglio, ogni riflesso di quella realtà più grande, e questo in fondo è l’unico aspetto ricreativo che mi interessa veramente… il gioco a cui sento di dover giocare.
Quando usi queste sostanze solo per fare un “viaggetto”, solo per avere “allucinazioni”, solo per svagarti dalla banalità che percepisci nel mondo quotidiano, è come se, avendo una Ferrari, invece di farci un bel giro tu restassi fuori ad ammirare la carrozzeria. E se ritieni che la realtà quotidiana sia l’unica realtà possibile, mentre tutto il resto è “allucinazione” o “stato alterato di coscienza”, allora percepirai il viaggio psichedelico come una distorsione della realtà, non come l’accesso a una realtà più vasta, e ti sarà più difficile usarlo come portale per un balzo di consapevolezza.
Queste sostanze sono potenti maestri, ma solo se li ritieni tali e le rispetti per questo. Per questo motivo è impossibile predire l’andamento di un “viaggio”: ognuno vive ciò che deve vivere, e la qualità del viaggio è dettata anche dal rapporto che hai con quel determinato maestro. Alcune volte ad esempio mi è capitato di assumere una sostanza con un atteggiamento saccente, ritenendola nulla più che un catalizzatore di un’esperienza di cui ero in totale controllo. Quando però la sostanza ti sommerge come un’onda irresistible, e la tua psiche esplode in un universo dove la tua razionalità ha la capacità di controllo di un neonato, allora, se sei saggio, ti inginocchi umilmente a quel maestro che è l’Infinito, chiedendo scusa per la tua arroganza, e lasci che lui faccia il resto.
Gli psichedelici: una pillola magica per il risveglio?
Anche se devo confessare che ho sperato alcune volte di tornare stabilmente “illuminato” da un viaggio psichedelico, devo dire che le cose non sono così piane e semplici. Le sostanze psichedeliche sono come lenti di ingrandimento sulla tua psiche: ti mostrano quello che già esiste dentro di te e nulla più. Te lo mostrano in modo accelerato, violento e potente; tuttavia non possono mostrarti qualcosa che non sei pronto a vedere, a digerire. Se questo accade, semplicemente vivi un attacco di follia, oppure vai nell’incoscienza.
Se per pillola magica intendiamo qualcosa di esterno a noi che risolve in un sol colpo tutta la nostra ricerca spirituale, non credo che tale sostanza esista. Semplicemente perchè non credo che qualcosa di esterno possa accelerare il nostro risveglio. Tuttavia, se noi internamente possediamo già i semi di quel risveglio, quello che la sostanza può fare è accelerare il germogliare di quei semi, e quindi in questo senso potremmo dire che sì, sono una sorta di pillola magica. Ma perchè la pillola magica funzioni ha pur sempre bisogno di una delicata alchimia: il giusto stato della psiche, il giusto momento, il giusto equilibrio interno.
Per questo motivo non ha molto senso per me assumere una sostanza una sola volta e sperare di imparare la lezione. Sicuramente è possibile, ma io vedo queste sostanze come maestri: e una serie di lezioni graduali funziona sempre meglio di un’unica lezione in cui cerchi di imparare tutto.
Non sto parlando di fare una dieta di psichedelici per tutta la vita, ma piuttosto un ciclo di assunzioni intervallato da lunghi periodi di integrazione. Come per ogni vera medicina, l’assunzione ha senso solo se ti porta ad una guarigione.
Se ti senti bisognoso di assumere per tutta la vita la medicina, più che di medicina si tratta di una distrazione dalla malattia. Gli psichedelici, intesi come medicina per guarire dalla prospettiva miope dell’ego, hanno senso solo se ti portano idealmente ad un punto dove guarisci da quella miopia senza più dover ricorrere alla sostanza. In altre parole, ad un certo punto apprendi la lezione e passi oltre. Magari ne farai ancora un uso sporadico, ma sarà solo a scopo di promemoria.
Un modo funzionale per iniziare una ricerca con una sostanza psichedelica:
Le sostanze psichedeliche sono ancora illegali o decriminalizzate in Italia (tranne la miscela dell’Ayahuasca): il paragrafo che segue non vuole istigare a contravvenire la legge nè ad assumere sostanze psicotrope, ma è stato scritto con propositivi educativi, informativi e di riduzione del danno.
- Assumi una dose ridotta della sostanza (la dose a cui cominci a percepirne nettamente gli effetti) e cominci a familiarizzarti con la sua vibrazione. Testa sempre la sostanza se si tratta di un prodotto da laboratorio (in commercio ci sono kit per il test chimico e sono legali da acquistare).
- Alzi il dosaggio gradualmente per 2 o 3 sessioni. Tra ogni sessione lasci passare un intervallo di tempo variabile per ogni sostanza (da 1 settimana a 1 mese), sia per evitare l’assuefazione sia per avere modo di integrare l’esperienza ed evitare la dipendenza psicologica.
- Durante ogni sessione fai tutto quanto ti suggerisce l’intuizione per integrare l’esperienza e digerire l’informazione, non si tratta tanto di capire o controllare razionalmente ciò che accade, quanto di lasciarsi andare in uno stato fiducioso ma al contempo attento e ricettivo.
- Idealmente, aumentando la dose e cercando ogni volta l’alchimia perfetta si riesce ad avere un’esperienza straordinaria rispetto a tutte le altre. Hai la sensazione di aver raggiunto un picco della coscienza, e al contempo hai la sensazione di riuscire a trattenere qualcosa di quell’esperienza nei giorni successivi, quando la tua coscienza è tornata in stato ordinario. Se, riportando alla memoria la tua esperienza psichedelica, riesci a riattivare in te anche un minimo di quella vibrazione di picco che hai vissuto, allora sei sulla buona strada.
- Questa esperienza di picco è quella a cui dovresti mirare, e una volta raggiunta e una volta verificato che puoi recuperare almeno un frammento di quella vibrazione e attivarla nella tua coscienza ordinaria, allora è tempo di fare una lunga pausa e lavorare per apprendere ad attivare sempre di più quella vibrazione extra-ordinaria nella tua vibrazione ordinaria.
- Quando hai l’impressione di aver dimenticato il sapore di quella vibrazione extra-ordinaria, e di non riuscire più a richiamarla chiaramente alla memoria, allora puoi usare nuovamente la sostanza come promemoria. Oppure puoi tornare ad usarla semplicemente perchè senti che è il momento giusto, perchè senti che ha qualcosa di nuovo da mostrarti. Ma in ogni caso dovresti fare sempre attenzione alla dipendenza psicologica. Se cominci a pensare di poter vivere quegli stati espansi solo utilizzando la sostanza, e ti senti quindi dipendente da essa per accedervi, allora sei a rischio di dipendenza psicologica, ed è veramente il caso di fare una pausa di riflessione.
Ogni sostanza poi ha le sue caratteristiche, e alcune sostanze prodotte in laboratorio vanno assunte in dosi microscopiche: quindi se scegli di intraprendere un percorso di questo tipo devi fare la tua ricerca, verificare la posologia esatta, gli effetti indesiderati più noti, e tutto quanto ti permetta di assumerti al meglio la piena responsabilità del viaggio che stai per intraprendere.
Ricordati che tutte le sostanze psichedeliche sono potentissimi catalizzatori di coscienza, quindi non prenderle alla leggera.
Approfondimenti:

L'arte della creazione consapevole - videocorso 













