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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. c.santini
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  3. 26 Febbraio 2018
Ciao a tutti
sto per scrivere qualcosa già vissuto da molti di noi. Mio marito è stato colpito improvvisamente in questi giorni da una malattia seria, da cui sappiamo oggi si riprenderà, anche se lentamente. Osservo a distanza di una settimana le reazioni dei conoscenti, degli amici e della famiglia. Comportamenti inattesi straordinari da persone non così vicine, negazione da alcuni, ricerca del dolore da altri, vicinanza e comprensione da altri ancora, la maggioranza. I comportamenti più deprecabili (non devo giudicare lo so) all'interno dell'ufficio, i capi specialmente. Ho scritto stamattina ad una amica che non credo di riuscire a sopportare più tanta disumanità, almeno nel mio mondo del lavoro. Mi suscita una rabbia e un dolore che non riesco a controllare. Non riesco a non detestarli.
Nessuno della famiglia (mio marito è originario del nord Europa) ha preso l'aereo per arrivare a vederlo. Si informano ma non alzano le chiappe (perdonatemi la caduta di stile); è stato in terapia intensiva tre giorni, io sarei partita subito per vedere mia sorella. Per me è quantomeno incredibile. Che follia. Sto giudicando. Proprio di fronte ad eventi come questi si vede se con il "percorso spirituale" ci siamo messi in una condizione dell'essere diversa.
Abbraccio
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Ho scritto stamattina ad una amica che non credo di riuscire a sopportare più tanta disumanità, almeno nel mio mondo del lavoro. Mi suscita una rabbia e un dolore che non riesco a controllare. Non riesco a non detestarli.

Giudicare va anche bene, soprattutto perchè te ne rendi conto e ti rendi conto che il fatto di giudicare di per sé non ti aiuta a comprendere meglio il mondo.
In casi come questi (quando qualcosa veramente mi irrita o mi scandalizza) io uso sempre il caro vecchio principio dello specchio.

Che cosa c'è di disumano in te che risuona con quelle persone che ti appaiono disumane?
In che modo nella tua vita, nel tuo lavoro, etc... stai nutrendo questa stessa disumanità che detesti?

Poiché quando siamo in perfetta armonia con noi stessi nulla ci infastidisce più, e sebbene continuiamo ad avere preferenze, diventiamo infinitamente aperti e tolleranti verso tutto ciò che no preferiamo, per me è sempre evidente che ogni mio senso di fastidio mi indica qualcosa che ancora non amo di me.

Talvolta non è facile individuare questi aspetti, perchè sono inconsci.

Leggi la storia di un bambino rapito e violentato da un uomo adulto. Invece di provare compassione, provi rabbia per il violentatore. Allora domandarsi quale bambino dentro di noi stiamo continuamente rapendo e violentando? Stare di fronte a quella domanda, vedere cosa stimola.

Quando il telegiornale vomita violenza sulle nostre tavole.
bambini morenti - Quale bambino dentro di me sto lasciando morire di fame?
bombardamenti in Afghanistan - Quale innocenza dentro di me sto bombardando?
politici corrotti - Quali menzogne dentro di me sto permettendo di essere al comando?

E così via...

Se osservi le cose da questo punto di vista, ti renderai meglio conto come ogni persona "disumana" che incontri ti sta in realtà aiutando a capire e trasformare la tua propria disumanità, e in questo modo ti assicuro che ti appariranno assai più umane quelle persone...

benedizioni per tuo marito!
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  1. più di un mese fa
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  3. # 1
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Spesso tendiamo a giudicare le persone e i loro comportamenti, senza capirne bene le motivazioni. Ma quando viviamo delle situazioni di sofferenza. Sembra che intorno a noi si formi il vuoto .Il più delle volte è dovuto al nostro smarrimento che ci porta a vedere le cose da un punto di vista molto egoistico. Bisogna imparare a gestire le nostre energie in modo più razionale ,trovare dei piccoli spazi dove poter lasciare il dolore l'apprensione per i propri cari al di fuori. Solo così ci sentiremo meglio e avremo uno sguardo meno critico verso gli altri.
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  1. più di un mese fa
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  3. # 2
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Grazie tuttavia: ho scritto più volte della mia tendenza al giudizio, questo vuol dire che per contrappasso mi sforzo sempre di capire le motivazioni di certi comportamenti. Di più, tendo sempre a giustificare, a vedere la sofferenza dietro ad espressioni apparentemente anaffettive o disumane. Non si tratta in questo caso di avere uno sguardo critico ma di osservare i comportamenti degli altri, che sono oggettivamente inadeguati. Chi dice che siano inadeguati? ma allora che idea abbiamo del mondo? Può darsi che lo smarrimento dovuto ad una situazione di sofferenza ci renda temporaneamente più egoisti. Essere più razionali in certe circostanze è una bella sfida. Come fate voi nel concreto?
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  1. più di un mese fa
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  3. # 3
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Sono d'accordo, e non vado in giro chiedendo assistenza, ma alla Direzione della mia azienda ho dovuto dirlo visto che mi sono assentata tre giorni, e anche a due colleghe a cui voglio bene. Ieri ho incontrato nel meeting settimanale di coordinamento il mio capo funzione, lavoriamo insieme da 30 anni, nemmeno una parola. Non trovate che nonostante tutti i buoni propositi si un po' difficile essere comprensivi? Proprio in questo momento?
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  1. inesrendena
  2. circa 2 anni fa
  3. #317
Cara Miriam ,purtroppo viviamo in un mondo molto egoista dove il profitto , la carriera,arrivismo, rendono le persone ceche e insensibili. Ma non prendertela , guardati intorno e troverai anche persone piene di umanità e generosità pronte a tenderti una mano o ad ascoltare il tuo sfogo di dolore. Pensa, anni fa avevo un grave problema con mio figlio e ho trovato aiuto e conforto non da chi avevo più vicino ma bensì da un gruppo di preghiera che mi ha aiutato e supportato fino a che non ho superato il peggio. Anche il nostro caro Niccolò è una guida carica di potenziale amorevole e sempre pronto ad ascoltare e aiutarci con la sua parola e le sue preghiere anche collettive. Nell''ambiente di lavoro difficilmente troverai mani tese o spalle su cui piangere o avere una parola di comprensione. Spero che tuo marito si riprenda bene e sarà nelle mie preghiere. Namaste
  1. più di un mese fa
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  3. # 4
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Ciao a tutti,:D
vorrei scrivere sulla sofferenza di quando stiamo male per quanto non ci sentiamo comopresi.
Credo che molto di questo malessere provenga più che dalla mancata comprensione degli altri dal nostro stato del momento
dovuto alla circostanza sì, ma anche piuttosto da uno stato di vulnerabilità della nostra persona dato dalla situazione delicata e difficile che la vita ci pone.
Scrivo questo perché se riflettiamo profondamente, riguardo a queste persone disumane che pensano solo alla produzione e al lavoro mancando di sensibilità nel chiedere come stia la persona accidentata, non possiamo che avere compassione.
Essendo persone povere di spirito e di consapevolezza.
Vanno solo compatite perché queste persone molto probabilmente non hanno comprensione neppure con se stesse.
Non tutte le persone sono empatiche o consapevoli e a volte aspettarsi umanità dagli altri non può che farci del male.
Quando viviamo momenti difficili l'unica maniera per provare meno dolore possibile è quella di affidarci a Dio colui che ci capisce e conosce meglio di tutti.
Per chi non credesse a Dio allora dico di affidarsi a quelle persone che sentiamo più vicine e che hanno per noi delle buone parole di speranza.
Caloroso saluto
Miriam
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  1. più di un mese fa
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  3. # 5
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E io invece ti direi, la vita non ci dà niente x caso, avere un tale dolore e sentire il contrasto della disumanitá e della solitudine intorno porta un essere umano sano di mente a soffrire profondamente, razionalizzare pensando che sbagli qualcosa tu è inutile e forse anche comodo. Forse la vita ti spinge con forza ad un certo cambiamento, ti dice urlando che non sei nel mondo giusto. Non è normale e non è così ovunque, forse è più facile pensare che sbagli tu e con qualche meditazione in più va tutto a posto. Certo, le proiezioni esistono, ma se uno mi da uno schiaffo non è che sto li a pensare quale parte di me voleva lo schiaffo o voleva darlo ecc ecc. Intanto mi sposto, poi ci penseró, forse, o forse non ce ne sarà più bisogno. E un abbraccio x il tuo momento
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  1. più di un mese fa
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  3. # 6
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Grazie, a tre settimane di distanza dell'evento sono molto provata, anche se la situazione evolve positivamente. Non sono in equilibrio e non sono quasi mai nel presente, sto soprattutto nel futuro come credo sia normale in una simile condizione (si riprenderà, sarà perfettamente normale ecc.). Poi sperimento una solitudine intensa, io che non ho mai avuto paura della solitudine anzi, l'ho sempre ricercata ed oggi ancora ne ho bisogno. è una solitudine diversa, ma non so esprimerla a parole. Poi intensamente torno nel passato e penso a ciò che avrei potuto fare e diventare (lo so, doveva andare così e tutto è perfetto), ieri per la millesima volta un estraneo mi ha chiesto : "Lei è insegnante"?, quante volte nella mia vita mi sono sentita porre la domanda, dovevo esserlo, ero e sono portata per questo ma adesso è tardi. Anche questa domanda non è stata un caso. Cosa mi dicono gli eventi? mi spingono ad un cambiamento che non ho il coraggio di affrontare, ora "urlando" come suggerisce MariaGigia. La mia protesta oggi e il bisogno di staccare si sono manifestati non andando a lavorare. Sono piena di sensi di colpa. E sono piena di rancore. Ma non solo.
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  1. mariagigia
  2. circa 2 anni fa
  3. #323
Quanto somiglia alla mia situazione. Posso dirti fidati, non giudicati anche x sentimenti legittimi, accoglili senza troppo pensare, esiste anche una realtà esterna e molti hanno sperimentato il vuoto intorno di fronte a fatti tragici, niente di più lontano dalla natura delle società primitive, oggi si vive nell alienazione e si fugge dal dolore e chi ce lo ricorda. Dunque niente sensi di colpa e giudizii x le tue emozioni, e le razionalizzazioni servono a poco. Non volevo dirti di mettere in discussione il tuo passato, ma ora, capire ciò che è davvero importante, avere amici veri, iniziare un percorso in cui avvicinarti al tuo cuore e ciò che lo scalda. Io x ora ho perso quasi tutti, ma in realtà non ho perso nulla, cerco di modificare profondamente le mie frequenze, e qualcuno su queste frequenze si avvicinerà. Ma prima forse c'è da passare attraverso un certo inferno, la via dell'anima non è una zona comfort. Medita più che puoi, spegni la mente più che puoi, accogli tutto ciò che emerge, fidati di una saggezza profonda che troverà il modo di emergere quanto meno pensi,io faccio così, la mia casa è il silenzio interiore, riposa . La vita ci porta li a volte, a volte dobbiamo trovare gli amici dentro, non arrenderti, non fidarti della mente ora, vai dentro nel silenzio, e fidati, arriverà il tuo amore, la tua luce, magari all'inizio x brevi istanti, ma insisti, troverai la strada.Parola di nessuno, parola di sorella, parola del mio cuore
  1. più di un mese fa
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  3. # 7
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Cara Cinzia,
quando siamo provati da un grave evento la nostra mente ci fa degli scherzi di manovra, vale dire a volte ritorna appunto nel passato per mostrarci come avremmo potuto affrontare quel periodo. Oppure tende a fuggire nei sogni.
Questo ritorno del passato potrebbe aiutarci se lo osservassimo con distacco e coscientemente con il pensiero che così doveva essere, in quel passato non eravamo presenti con noi stessi ed inconsapevoli abbiamo agito di conseguenza in quella direzione che ritenevamo fosse quella giusta.
Il passato può aiutarci a comprendere chi siamo noi ora nel presente.
Niente è un caso, se penso a tuo marito che avrebbe potuto morire posso dire che sia miriacolato.
E così è il mio pensiero Cinzia.
Quindi forse il pensiero può aiutare a vedere tutto in un altro modo..
Perchè pensare al futuro? Vivere ogni giorno non è già abbastanza ?
Vivere una situazione difficile nel presente giorno dopo giorno non è sufficiente?
Non pensiamo al futuro, così vereamente perdiamo il vivere quotidiamo.
Non pensiamo a come sarà dopo, siamo fiduciosi che ogni cosa che ci accade, accade per una trasformazione di crescita.
Anche se al momento non vediamo questo, quando siamo nel percorso della consapevolezza ogni movimento è di crescita.
Impariamo a vedere sempre la luce anche nell'abisso perchè cè sempre un lumino se osserviamo bene.
Non vorrei sembrare presentuosa ma credo veramente a ciò che ho detto.
Un caloroso abbraccio
Miriam
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  1. più di un mese fa
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  3. # 8
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