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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. miriam
  2. Coscienza
  3. 8 Dicembre 2017
La paura
Avete già preso per mano la paura e camminato assieme?
È quello che desidero condividere con voi, la mia ombra che improvvisamente appare ma non davanti a me, né di lato, né dietro ma di fianco a me.
Fino a quando la mia vita scorreva tranquilla nella solita routine la mia ombra restava come assopita, come se nemmeno esistesse.
Tutto accadde quel giorno in cui decisi di rimettermi in gioco, svolgevo interessantissimi seminari evolutivi senza avere un obiettivo finale.
Fino a che al termine del percorso decisi di dare l’esame, che mi avrebbe consentito anche di avere una professione, non una qualsiasi ma una confacente al mio essere.
Ahimè non avevo fatto i conti con la mia ombra, la paura.
Si fece vedere una notte, già proprio di notte, quando vorresti dormire tranquillamente per così avere energia il giorno dopo.
Ma quella notte non dormii niente, la vidi, si trovava nel fondo apparentemente tranquilla, ma in realtà non lo era perché mi toglieva il sonno.
Decisi così di chiamarla e conoscerla, mi chiesi come potevo camminare con lei senza che lei bloccasse il cammino.
Di cosa avevo bisogno per continuare?
Cosa faceva la paura?
Mi toglieva il respiro ogni qualvolta pensavo all’esame, pensieri negativi si affollavano nella mia mente del tipo: sai che sarai ripresa dalla telecamera?
L’esame scritto dura tre ore,ecc.
Iniziai a respirare ogni qualvolta mi mancava il respiro, a meditare, a trasformare i pensieri in pensieri costruttivi fu così che la presi per mano e cominciammo il nostro cammino.
Fatto di esercizi quotidiani, dove ogni giorno ripassavo il materiale degli esami.
Così per tre mesi, la notte? Dormivo?
Mi aiutarono anche delle gocce omeopatiche, un’amica che mi aiutava al ripasso della materia e le preghiere.
La paura, la mia ombra divenne un’alleata e... come dice Niccolò noi non siamo la paura siamo esseri di luce lei è soltanto un’ombra, ma quello che vi dico io è : riconoscetela.
Cari saluti a tutti
Miriam
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E' grazie a Anime come te che condividono apertamente il proprio viaggio insieme alla paura, insieme alla sofferenza... che il cammino di tanti altri diventa più facile.
Talvolta pensiamo che finchè non saremo liberi da ogni briciola di paura e resistenza, non arriveremo là dove vogliamo andare. Oppure pensiamo che solo noi soffriamo mentre per gli altri la vita è più facile, siamo solo noi che Dio ha abbandonato.
Ma io dico che la paura e l'ombra ci accompagneranno sempre, è il rapporto con esse che cambia, proprio come tu dici, è cominciare a camminare al loro fianco invece che esserne schiacciati, è comprendere la loro funzione, è accettarle, abbracciarle, amarle e ringraziarle addirittura... solo così la trasformazione, quella vera, può fiorire nel cuore.
Solo ieri mi trovavo in uno stato di contrazione, scoraggiato, triste e apatico per una vecchia resistenza che di nuovo premeva dove fa male... stamattina mi sveglio ancora apatico, penso che sarà una giornata faticosa... e invece più tardi mi metto a respirare tutta quella resistenza... e la grazia, la consapevolezza, la gioia esplodono dopo poco.
Ora posso ringraziare la mia ombra perchè senza il suo stimolo stamani non avrei scelto di sedermi e respirare, non avrei vissuto questo altro picco di estasi e bellezza.
Ogni giorno una lezione, ogni giorno un altro passo... passi ancora migliori se abbracciamo la nostra ombra.

grazie!

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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 1
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Durante l'ennesimo attacco di panico mi si infila in testa la speranza che sia solo un attacco di panico e non sto per morire, qualcosa dice no cazzo! Altro che attacco di panico, stai morendo non ti illudere. Allora rispondo è se sto morendo che male può farmi illudermi? Dunque dico stavolta faccio ciò che so che si fa, mi abbandono all'attacco. Giuro che avevo le speranze di uno che gioca la schedina, ma lho fatto, del resto era l'ultima schedina, vinci la vita o sei morto, ci credi poco ma te la giochi, e guarda un po', prima mi sono sentita dissolvere ogni singola cellula, allontanate tra loro, sono diventata un gas, vedevo ancora qualcosa intorno ma il mio corpo non c'era più, e pochi secondi dopo sono andata in bagno, ho vomitato anche l'anima nella gioia di avere un corpo, anche se vomitante, ho amato il buco del mio cesso che avrei visto ancora molte e molte volte, perché non morivo, non morivo più, era davvero un attacco di panico. O forse, chissà, dovevo davvero morire di qualcosa ma la mia anima mi ha salvato così, bó. Da quel momento le teorie sulla conciliazione coi demoni e l'accettazione della paura ecc sono entrate nella mia carne, nessuna paura può essermi estranea o nemica, e se è più forte significa che lho tenuta troppo lontana, motivo in più x accoglierla e camminarle accanto
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 2
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ho vomitato anche l'anima nella gioia di avere un corpo, anche se vomitante, ho amato il buco del mio cesso che avrei visto ancora molte e molte volte

:D quando ho provato forte disagio fisico e vomito mi sono accorto che in quei momenti cambiano di colpo tutte le mie priorità, se quando sono chino sul cesso contemplo le cose della mia vita... quelle meno rilevanti aumentano la nausea e il disagio, mentre quelle più vere mi danno conforto. Anche questo è un modo di capire meglio quali sono le cose che il cuore desidera e quali quelle che desidera la mente :D
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 3
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