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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. c.santini
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  3. 23 Novembre 2017
Ciao a tutti
Prendo spunto da una notizia odierna: la figliola che alcuni mesi fa ha subito il tentativo di darle fuoco da parte del suo ragazzo, dopo anni di botte, salva per miracolo al volto, ma non agli arti; non solo lo perdona, ma lo salva negando contro tutto e tutti che sia stato lui, anche se le telecamere sembrano inchiodarlo, cosi come le circostanze.
Tutti attorno a lei assistono a questa volontaria discesa all'inferno senza fare nulla. La madre dichiara: "è un amore malato.." certificando così che si tratti di amore, mentre così non è.
Quando ho letto questa notizia il mio primo istinto è stato quello di fare qualcosa (personalmente) per aiutarla. Ma non posso capire come non ci sia attorno a lei, oggi, una nuova rete di sostegno, amici, psicologi, che l'aiutino ad uscirne. Si accetta passivamente la rovina di una vita, forse la morte della sua forma esteriore, nello stesso tempo non si aiuta nemmeno lui, che ne ha altrettanto bisogno. Sogno un mondo di persone illuminate, risvegliate, so che ci sono, che, come scrive Eckart Tolle, " ...portano la nuova coscienza. Ogni cosa che fanno è allineata con il proposito del tutto. La loro pura presenza, semplice, naturale, non pretenziosa, ha un effetto di trasformazione su tutti quelli con i quali vengono a contatto".
Io ne conosco almeno due, e voi?
Abbraccio
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Leggendoti... mi viene questa riflessione, te la condivido anche se forse non c'entra particolarmente:

A volte ci è data l'occasione di toccare la vita di qualcuno per aiutarne l'evoluzione, ma non sempre scegliamo di farlo.
C'è quel momento in cui sei in bilico e ti chiedi "che faccio?... mi dono a questa persona anche se nessuno mi vede, anche se nessuna legge me lo richiede, anche se una parte di me vorrebbe invece reagire in modo opposto?".

Alcuni anni fa c'era un bambino che veniva spesso a casa mia, aveva 9 anni e la sua famiglia che vive qui nel mio paese non si curava molto di lui. Spesso tornava da scuola e si trovava chiuso fuori di casa, perchè non gli lasciavano le chiavi, oppure non c'era nessuno per accompagnarlo agli allenamenti di calcio, o più semplicemente nessuno si occupava di passare del tempo con lui.

Nel suo disperato tentativo di chiedere aiuto, questo bambino faceva spesso il giro delle case del paese, per chiedere di usare il telefono per chiamare il padre, l'allenatore o altri, oppure per chiedere qualche soldo... era petulante e non si faceva amare particolarmente, ma era il suo modo di farsi notare. Un'estate che si annoiava particolarmente (perchè nessuno lo accompagnava dagli amici nel paese vicino), veniva a casa mia e se ne stava lì, sena fare nulla.

Io sapevo dentro di me che avrei potuto dargli attenzioni, offrirgli di fare dei lavoretti per guadagnare qualche soldo, fargli sentire che era amato. Invece scelsi di vederlo come una scocciatura, e non gli detti attenzioni.
Negli anni seguenti, lui divenne sempre più petulante e insistente nelle sue richieste... a volte mi chiedeva un attrezzo per riparare questo o quello, ma non li restituiva mai e io mi sentivo... preso in giro.

Più avanti ancora cominciò a entrare in casa di nascosto in cerca di soldi... ancora una volta sapevamo tutti che era una richiesta d'aiuto, ma invece ci limitammo a cambiare le serrature.

A 16 anni, il bambino divenuto ragazzo andava in giro a rubare nelle case del paese e nei paesi vicini... qui a Maggiano ci ha battezzato quasi tutti. Io la chiamavo "la tassa" perchè sapevo che ce l'eravamo guadagnata per non avergli offerto assistenza quando eravamo ancora in tempo.

Oggi lui ha quasi 18 anni e alcune denunce sulle spalle, mi dicono che il padre lo ha riportato in Marocco per evitare che al compimento della maggiore età i carabinieri vengano a prelevarlo.

Questa esperienza pesa particolarmente sul mio cuore perchè tra tutti gli abitanti di questo piccolo paesino io ero forse l'unico che aveva abbastanza consapevolezza da capire cosa c'era da fare... eppure ho scelto di non farlo.
Siamo tutti pesantemente programmati a considerarci separati dagli altri. Se uno ruba, fa violenza, o più semplicemente soffre... non sono affari nostri.
Noi abbiamo la nostra sofferenza di cui occuparci, le nostre cose, non abbiamo tempo, non abbiamo denaro da condividere... ce lo ripetiamo e restiamo chiusi nelle nostre torri d'avorio.

Miracoloso è quel momento in cui invece scegliamo di toccare l'altro e basta. Ci offriamo all'altro senza difese, senza tornaconti, e senza secondi fini.
Io ho perso un'occasione all'epoca, ho pagato la mia tassa e ora procedo con il cuore pesante, ma anche questa occasione persa ha molto da insegnarmi... forse saprò scegliere diversamente la prossima volta che un bambino petulante suona alla mia porta.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
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Per me che lavoro nel sociale è il quotidiano, all'inizio mi sono lanciata anima e corpo, mi hanno triturato, il mio delirio di onnipotenza ha raggiunto cime vertiginose di speranza presto trasformate in in odio e disperazione nell'impatto con la realtà. Oggi mi limito a fare ciò che posso come posso e quando posso, mi chiedo quanto c'è di me in quelli che giudico vigliacchi e ingiusti, quanto c'è di me in coloro che cerco di aiutare, e infine cerco di dare come il sole, cioè senza poter fare molto sui miei effetti, cioè a volte scaldo illumino a volte infastidisco o brucio, non trapasso ombrelli e muri, a volte sparisco dietro spesse nubi a volte provoco scottature, e spesso tramonto :-)
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  1. più di un mese fa
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Che metafora! grazie per questo commento, mi ha fatto riflettere molto.
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  1. mariagigia
  2. circa 2 anni fa
  3. #247
Mi fa piacere, esempio di un piccolo raggio che è arrivato :-)
  1. più di un mese fa
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  3. # 3
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Ciao
Ho bisogno di raccontare ciò che mi è successo anche se forse esula dalla follia dell ego..nn so..vi racconto: un caro amico dei miei figli adolescenti ha esercitato.il suo carisma x metterli in situazioni di abuso...loro parti offese hanno raccontato tt a noi genitori e noi dopo molto parlare e nn solo decidemmo insieme ai figli di affrontare questo loro amico in un incontro a carte scoperte Tra di noi c è un rapporto affettivo di lunga data e denunciarlo nn era la soluzione giusta...bisognava avvicinarlo alla consapevolezza...se provochi del male nn ne sei consapevole..è stato per tt un travaglio ma alla fine l accettazione di entrambi le parti ,vittime e carnefice di andare oltre l ordinaria giustizia ha portato una sorta di serenità e crescita....ma il socio di lavoro di questo ex amico dei miei figli scopre queste notizie sul suo conto e senza informare i diretti interessati denuncia x tutelare la sua reputazione nel caso ripetesse queste azioni.....quindi dall oggi al domani i miei figli si sn trovati a testimoniare i fatti subiti senza poter opporre e far valere il loro dissenso alla denuncia perché questi fatti sn da denuncia e basta è stato dt loro dal maresciallo dei carabinieri! Noi nn abbiamo cambiato opinione a riguardo...anzi questo nostro sentire oltre le apparenze è ancora più forte ma certo la giustizia quella vera nn si sarebbe manifestata così...scusate il racconto lungo ..grazie
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  1. più di un mese fa
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