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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. Laura
  2. Bambini
  3. 15 Gennaio 2020
Ciao Benedetta
Mi piace molto questo nuovo spazio” dedicato “ dell’ Accademia infinita.... ! È una bella idea!!
Le tue riflessioni le condivido in pieno ... se però dovessi riflettere su che visione ho della genitorialità, il concetto della non interferenza mi richiama più che l’angelo custode , quella bellissima immagine de “ il profeta” di Gibran che parla dei genitori come l’arco dai cui le frecce ( i figli) vengono scoccate..... mi risuona di più immaginare una freccia direzionata da un arco leale che dopo averle dato tutti gli strumenti della sua conoscenza e coscienza la lascia libera di tracciare nel cielo la propria parabola.
E qui mi riaggancio al concetto di genitorialità per me: ho sempre pensato questo concetto più che legato ad una protezione sempre presente ma discreta, come il tuo angelo custode, a ciò che lascerò ai miei figli ( 16 e 13 anni) dopo la mia morte, e ho sempre avuto il desiderio di lasciare loro più che un patrimonio materiale, che forse avranno ma attualmente non me ne preoccupo,ad un patrimonio più “spirituale”, non tanto fatto di credenze o ideologie ma di strumenti molto pratici per entrare in contatto per esempio con le proprie emozioni, familiarizzare con il loro linguaggio e poi rielaborare il tutto nel pieno rispetto della loro individualità e originalità .... si può insegnare loro come costruire fondamenta solide ... ma poi che casa costruiranno sarà a far loro.
Inoltre amo pensare ,ma non è detto che cambi idea, al ruolo del genitore come di un riferimento, di una guida , almeno per una certa parte della vita ... che dia dei modelli, giusti o sbagliati che siano, da cui il bambino debba partire per poi rielaborare.... e confezionarsene dei nuovi...credo che i modelli, gli insegnamenti sono importanti più che per il loro contenuto concettuale per il messaggio di maggiore o minore coerenza questi possano veicolare : mi viene questo esempio ...spesso una regola dei genitori per far mangiare i bambini è ed é stata che si deve mangiare tutto, e non si lascia il piatto a metà. Ora concettualmente le nuove scienze educative probabilmente dissentono da questa regola , e francamente io non l’ho mai applicata ....però in questa regola c’è molta coerenza che spiega come le cose non vadano lasciate metà, che non si può sempre iniziare qualcosa e poi non portarla a termine ...
Questo per dire che una regola di per se anche “ sbagliata “ può mandare un messaggio molto chiaro che responsabilizza e fa crescere...
Capire, poi, dove sia il limite fra il tuo dovere di genitore di indirizzare e quello lasciarli andare affinché sperimentino per conto loro ... beh! penso che ad una certa età te lo facciano capire loro molto bene...e quando questo avviene non puoi che rallegrartene se , come dicevi molto bene tu, Benedetta, nella tua introduzione , hai saputo sfruttare questa bellissima avventura di essere genitore, per una tua crescita personale! GRAZIE !
Risposta accettata Pending Moderation
Ciao Laura,
ti ringrazio di cuore per la tua condivisione e per le tue riflessioni.
Anche io amo moltissimo il brano di Gibran sui figli e trovo che sia una grandissima fonte di ispirazione; in particolare a me colpiscono due temi sollevati dal suo scritto, che in parte ritornano anche nelle tue parole.
Il primo è il gioco fra la creazione di queste basi solide, di questa "arte del tiro con l'arco" che è la genitorialità (arte che è fatta di attenzione, equilibrio e centratura) e la consapevolezza che la freccia, una volta scoccata, andrà dove vuole e deve andare, in base a molteplici fattori che sono assolutamente al di fuori del nostro controllo.
E mi rendo conto di quanto sia difficile comprendere, momento dopo momento, quando calibrare e quando distendere le dita e lasciare la presa...
L'altra cosa che amo e che ritengo profondamente vera del brano che hai citato, è che i nostri figli saranno sempre un passo avanti a noi, che appartengono ad un futuro che noi non possiamo comprendere appieno, così come i nostri genitori non possono capire del tutto noi perché sono figli di un altro tempo.
E in questa accelerazione continua dell'Evoluzione dobbiamo trovare gli spazi ed i modi per amarci ed accettarci in questo essere anelli differenti di una medesima catena, e accogliere quel quantum di ineffabilità per cui i nostri figli sempre ci sfuggiranno, almeno un pochino, non solo "fisicamente" ma anche rispetto a quelle che saranno le loro visioni.
Tutto ciò che possiamo fare per loro è essere, avere il coraggio di essere pienamente noi stessi, anche in quelle zone di noi che sono dolorose o imbarazzanti da contattare. Così loro potranno vedere come si fa; come si fa ad essere nella gioia, ma anche nel dolore, nell'incoerenza, nel fallimento.
Per questo siamo così intrinsecamente connessi a loro, e la loro crescita alla nostra.
Interessante la tua riflessione sulle regole...ci penserò su e magari saranno oggetto di qualche prossimo video e futura conversazione!
Un abbraccio

Benedetta
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  2. Bambini
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