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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. Alessandro Pintucci
  2. Scienza
  3. 20 Dicembre 2019
Ciao Niccolò. Pratico il respiro consapevole da quasi 20 anni. Eppure sento ancora feroci nodi o blocchi alla gola e al petto. Secondo te mi conviene continuare questa pratica, da molti definita "violenta" e "pericolosa" o conosci modi più dolci per scioglierli? Pensavo di iscrivermi al corso dei 21 giorni di guarigione emozionale....
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Ciao Alessandro,
non so cosa intendi con "respiro consapevole", puoi chiarirmi la pratica visto che il mio modo di farlo è tutt'altro che violento?

Tieni anche conto che non è detto che un blocco emozionale si sciolga semplicemente meditando. Può essere così, ma in molti casi abbiamo bisogno di liberare l'emozione vivendo un'esperienza che ci porta a trasformare le nostre paure.

Può essere semplicemente il comunicare con qualcuno verso il quale abbiamo una questione irrisolta (non di rado è un genitore o un familiare), oppure smuovere le memorie e le sofferenze dell'infanzia per consolare il proprio bambino.
A volte si tratta semplicemente di trovare una pratica capace per noi di portarci fuori dalla zona di comfort, molte persone che meditano si trovano troppo a loro agio nel sedersi nella quiete, al riparo dai contrasti del mondo, e se questo rallenta la crescita l'anima richiede che magari si faccia altro... magari ci è richiesto di urlare, cantare, danzare... esprimere in modi creativi quell'energia che ancora è pesante, magari affrontando la vergogna e l'insicurezza che spesso scopriremo essere radici di quella stessa emozione.

I "21 giorni di guarigione emozionale" ti dà sopratutto degli strumenti quotidiani per prenderti cura del tuo equilibrio emozionale, e c'è un primo contatto con il bambino interiore. Di sicuro potrebbe esserti utile, provalo se vuoi; ma io ti consiglio anche di osservarti e di valutare se la tua pratica di meditazione non nasconde a volte un modo di ritirarsi dal mondo, e se non ci sia nel tuo cuore un desiderio di esprimersi in modo più effervescente, giocando magari con altri.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Scienza
  3. # 1
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Niccolò, oramai il mio sogno lo conosci. Pertanto altro che volere ritirarsi dal mondo! Se potessi vorrei invece avere tanta gente intorno che mi apprezza. Quindi direi tutto l'opposto. Ma come è successo a tanti artisti, compreso il grande Lucio Battisti, a un certo punto vieni isolato. Non importa perché. Nel suo caso per motivi politici dato che era missino. Nel mio caso perché non sono stato in grado di lavorare duramente come la cultura familiare e sociale voleva, arrivando ad ammalarmi sia psichicamente che fisicamente.. Ma in entrambe i casi le persone intorno a qualche livello del loro essere conoscono il tuo valore, solo che si sentono disturbati energeticamente perché stare con noi vorrebbe dire affrontare il tema anche della loro felicità. Ma pochi sono disposti a mettersi in gioco. Scappano per questo. La maggioranza preferisce vivere come ha sempre fatto, tenendosi quel poco che ha. Ma oggi chi rimane ancorato al vecchio sistema corre grossi rischi perché lentamente sta crollando. Nella mia generazione se provavi a mettere un annuncio dove cerchi qualsiasi lavoro e sei disposto ad adattarti a tutto, non trovi niente. Mentre magari negli anni 50 si. A quasi tutti i colloqui che ho fatto in vita mia mi sono stati fatti pesanti test mirati a vedere se quello era o no il mio vero sogno, il lavoro della mia vita. E non esiste quindi più possibilità di fuga. Cosa stiamo facendo noi? La crescita spirituale. Ma non solo noi, anche tanti altri. Ecco perché il mondo sta cambiando in questo senso, e come ripeto, non ci scappi. Eccoti un tipo di respiro consapevole. <a target="_blank" href="https://www.tbitalia.org/it/" rel="nofollow">https://www.tbitalia.org/it/</a>
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  1. più di un mese fa
  2. Scienza
  3. # 2
Risposta accettata Pending Moderation
Non conosco questa tecnica specifica, ma non mi pare sia nulla di pericoloso, è una pratica dolce.
Da ciò che scrivi trapelano l'amarezza e la sfiducia dopo aver magari molto provato a muoverti in una direzione. Conoscono bene questo stato di coscienza, l'ho vissuto per anni. Non è lo stato ideale per manifestare nulla, fai attenzione a non entrare in una dinamica in cui ti sforzi di muoverti il tuo sogno, perchè è molto controproducente.

Quando sentiamo resistenza e sfiducia, è il momento di occuparsi della propria guarigione. Se saremo abbastanza capaci di arrenderci alla vita potremo magari raggiungere un punto in cui capiamo che non è importante realizzare questo o quel desiderio, che i desideri sono al servizio del risveglio e non viceversa.
Quando un sogno fatica a manifestarsi è perchè manca di purezza, vi si mescolano le paure dell'ego, ma è comunque un buon campo di lavoro per evolversi, perchè permette molto bene di osservare tali convinzioni limitanti e trasformarle.
Quindi, osservati.
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  1. Alessandro Pintucci
  2. circa 10 mesi fa
  3. #778
Mi osservo continuamente ma non mi ci trovo in ciò che dici
  1. Niccolò Angeli
  2. circa 10 mesi fa
  3. #779
Era solo una sensazione che mi dava il tuo modo di scrivere, non ti conosco quindi posso benissimo sbagliare. Se di fronte a ciò che vuoi manifestare vivi solo gioia, leggerezza e nessun senso di resistenza procedi, è lo stato di coscienza ideale.
  1. Alessandro Pintucci
  2. circa 10 mesi fa
  3. #780
Infatti. Secondo me è molto inesatto ciò che si dice sulla legge dell'attrazione. Non bisogna lamentarsi, non bisogna provare rabbia, tuttavia dobbiamo amare noi stessi. Ma se non ci permettiamo di esprimere le nostre emozioni represse non amiamo noi stessi. I pensieri non creano niente, immagina sennò che mondo impazzito. Inoltre osserva bene il sogno di cui ti ho parlato. E magari risenti le canzoni che hai ascoltato in vita tua. Secondo te sono tutti pensieri positivi? Non è detto, anzi spesso sono il contrario. Però producono emozioni positive nell'ascoltatore, ecco la differenza.
  1. più di un mese fa
  2. Scienza
  3. # 3
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