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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. Maddalena
  2. Coscienza
  3. 6 Ottobre 2019
Ciao.
Da tempo lavoro sodo su come io reagisco nelle relazioni. Quanto le azioni e i comportamenti dell'altro mi feriscono perché ho io dei trigger interni, ferite ancora aperte, etc. Ma fino a che punto è questione di accogliere e integrare le mie emozioni, e da quale punto è sano invece proteggermi e smettere di frequentare persone che non mi apprezzano? Veniamo all'esempio concreto: io nella vita scrivo, ho una grande passione per la scrittura e anche grande sensibilità e intelligenza per certe cose (bando alla presunzione, è solo per dire ciò che credo sia un mio grande valore). Per un certo tempo ho cercato l'approvazione dei familiari perché forse volevo conferma al mio valore, ma adesso io credo fermamente nel mio valore, accetto anche che a loro non freghi niente dei libri che ho scritto, che dinanzi alla mia condivisione nemmeno rispondano, che non chiedano mai come va la mia vita e le attività che amo. Ma devo continuare a frequentarli anche se per stare con loro devo lasciar fuori parecchio di quello che sono e che amo?
Grazie, un abbraccio.
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Ciao,
io non credo che serva forzarsi a stare vicino a persone che non ci nutrono e che a noi non interessa nutrire.
Non va bene disperdere le energie in relazioni poco appaganti. L'importante, anche quando ci si stacca, è farlo senza astio ma con gentilezza e risolutezza insieme, perchè altrimenti si creano ulteriori legami karmici che continuano a richiedere energia.
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  1. 2 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 1
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Cavoli che bella risposta. Bella perché anche quando dici di staccarsi senza astio non metti moralismi, ma lo illustri da un punto di vista "vitale". Vero, la rabbia lega. Io credevo di essermi emancipata dai miei genitori, forse in effetti è così, ma ho una schiera ampia di parenti qualcuno dei quali anche emotivamente vicino a me. Ma appena si tratta della mia scrittura, nemmeno rispondono, la me ufficiale non include nella loro percezione, la mia scrittura. So di essere obiettivamente brava, ognuno ha un talento e io ho questo, è semplice. Non vedo perché quasi debba vergognarmene. Qual è il problema? Che io i parenti non posso evitarli sempre, che comunque tutta questa faccenda ha creato in me una credenza del tipo "okay, per me e per qualcuno la mia scrittura vale infinitamente, ma fondamentalmente è una cosa da non condividere più di tanto, al mondo non interessa".
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  1. 2 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 2
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Può esserti utile anche nutrire la consapevolezza che i tuoi parenti con illoro atteggimaneto disinteressato in realtà ti stanno aiutando a guarire un blocco che appartiene a te e riguarda l'autostima. E' molto tipico nascere in una famiglia che osteggia i nostri talenti quando si vuole apprendere a credere in sè stessi senza bisogno di supporto esterno. pensa a quanti grandi artisti, scenziati, creativi hanno vissuto ciò... Se veramente accetti l'idea che a modo loro ti stanno fornendo una grande motivazione per credere solo in te stessa ti sarà più facile amarli per qullo che sono sciogliendo i legami vecchi di cui non hai più bisogno.
in altre parole, trasforma tutto ciò che percepisci come ostacolo in un alleato.
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  1. 2 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 3
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Posso dirti solo due parole: sei prezioso.
Grazie: in ogni modo io possa fartelo arrivare.
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  1. 2 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 4
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