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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. Coscienza
  2. 23 Settembre 2019
Ciao Nicolò,
non so se quanto voglio chiederti rientri in questo forum ma non sapevo bene dove collocarlo.

Ciò che ti voglio chiedere è questo: Come si fa ad acquisire un diritto all'esistere? A sentirsi parte di sé stessi
Io dopo anni ed anni di analisi in cui ho sempre esposto quanto le persone non mi amassero o quanto io volessi ottenere cose che poi quando le ottenvo non mi davano quello che volevo in termini emotivi cioè che mi facessero passare la depressione e la solitudine, piuttosto che parlare di relazioni finite male e così via.... Mi sono trovata a capire che io per questioni familiari in cui io ho fatto da genitore ai miei genitori (per farla molto breve) non sono mai stata al centro di me stessa, non sono mai stata una persona guidata e "spiegata".
Ma ero sempre io rivolta all'aiuto, alla comprensione alla ricerca di soluzioni in età in cui avrei dovuto avere io questi insegnamenti e tutto quello che mi ha sempre fatto credere di "essere avanti" rispetto ai miei coetanei sono le stesse cose che invece mi hanno lasciata indietro affamata d'amore che non conosco che è diverso dal sapere che qualcuno ti vuole bene.
Non lo contegno, appena una persona mi dice che ci tiene a me io sono contenta un secondo e poi quella sensazione scompare e ho bisogno che mi venga ridetta un attimo dopo e ancora dopo e ancora dopo e così via.
Questo mi fa sentire dissociata dalla realtà quando sono SOLA CON ME STESSA. Mi riconosco solo nell'affaccendarmi, nella sofferenza nel pensare alla vita degli altri perché io non so cosa fare del mio tempo non so cosa voglia dire esistere sviluppando dipendenze che ora sono il cibo ora è una relazione piena di voglia d'amore che finisco per rovinare tutto perché pretendo pretendo e ancora pretendo.
Attenzione, io non ho paura a stare da sola con me stessa e ad esempio a meditare anzi.. È nel quotidiano il vero problema: magari mi trucco perché so che specialmente per andare al lavoro sia la cosa giusta e mi piaccio anche magari.. Ma quando torno a casa mi guardo ed invece di essere entusiasta per questo io mi sento di aver compiuto un gesto che non mi ha portata a nulla ma se ad avermi vista fosse stata un persona che mi piace ne sono compiaciuta.
Io non mi basto io sola non mi sento di esistere..
Leggevo che il primo chakra potrebbe essere "responsabile" di questo squilibrio.
Io vorrei fare un percorso che mi faccia amare, amare del mio trucco, della mia giornata di me stessa anche quando sono sola.
Io mi ricordo che mia nonna si metteva il mascare anche quando stava in casa perché si piaceva e questo per me era bellissimo e non per il trucco in sé ma per l'amore che aveva per sé stessa.. Poi potrebbe essere qualsiasi cosa, anche apparecchiare da cerimonia anche quando si cena da soli..
Godere di me penso sia la cosa che mi lacera da sempre e che mi fa entrare ed uscire da relazioni che quando ne esco mi sento con le vertigini perché perdo completamente il senso di me della mia vita perché perdo non tanto l'amore che, ripeto, non sento, ma gli effetti adrenalinici che mi fanno credere di essere pervasa dall'amore.
Pur continuando ad aiutare il prossimo, io credo di dover fare un percorso inverso..non riversare le mie frustrazioni nell'aiuto agli altri ma andare verso me stessa.

Spero di esssremi spiegata..

Quale percorso potrei fare per riassorbirmi?
Meditare sul 1 chakra? Se si, in che modo con quale intenzione?
Come si scioglie questo blocco?
Mi sento a poco dalla "verità". Mi manca un pezzo e vorrei uscisse.
Non tanto come evento specifico di un qualcosa accaduto in passato, piuttosto come energia che deve uscire ed accogliere nuova luce.

Grazie mille di cuore.
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Ciao,
come hai già capito da sola vivi una mancanza di amore per te stessa.
Qualcosa di cui bene o male soffriamo tutti, ma alcuni più intensamente di altri.
Hai una buona consapevolezza su quella che è la tua situazione, e questo ti avvantaggia molto; ma l'amore per sè stessi non nasce da sole nottetempo, non è frutto di una catarsi improvvisa (anche se una catarsi può stimolarlo di sicuro a crescere).

Più che consigliarti una meditazione specifica, ti consiglierei di cominciare a dedicare qualsiasi meditazione e qualsiasi altro gesto del quotidiano a te stessa.

E' di grande aiuto anche tornare in contatto con il bambino interiore (lavoro che introduco con Massimo nel seminario "La Luce che Io Sono" - https://accademiainfinita.it/luce) e sviluppare una relazione viva con lui.

Molto spesso l'amore per sè stessi si comincia a coltivare quando ci si dedica ad amare il proprio bambino, invece di continuare a censurarlo e punirlo dall'alto del nostro giudice interiore.

Puoi dedicare 1 ora al giorno ad amare te stessa in qualsiasi modo ti suggerisca l'intuizione? Io comincerei così, poi vedi come ti senti.

Non pensare che ti serva "un percorso" per fare questo, la mente rende la cosa più complessa di ciò che è in realtà. La cosa fondamentale è procedere in modo graduale spingendo sempre di un poco i propri limiti. Se 1 ora al giorno è troppo, comincia dunque con mezz'ora. Ma in quella mezz'ora scegli di amare completamente e incondizionatamente te stessa.

Questo non significa necessariamente trovare dei motivi per amarti (sono bella, brava etc.) ma amarti così come sei per il semplice fatto che esisti. Da questo stato di coscienza, i buoni motivi vengono alla mente da soli.

Puoi darti questo appuntamento quotidiano? Se mezz'ora è troppo, inizia con 15 minuti. Ma in quel tempo sii totalmente lì con te, amando te stessa come ameresti la persona più importante della tua vita.



Abbraccio
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  1. 4 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 1
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Grazie per la risposta..
Io posso dedidcare tutto il tempo che mi hai proposto e anche di più perchè come ti dicevo mi sento così desiderosa di rompere questo schema e vicina ad un dunque che non vedo questo tempo come pesante.
Però il vero problema è che non so cosa vuoi dire :(
Non so cosa intendi, dedica attività o meditazioni rivolte al bambino interiore, o fare cose che mi facciano volere bene.
Nel senso che io non mi butto giù, non sono una perdi giorno che scoraggiata si butta sul letto e si demotiva.
Io esco, sono tre mesi che mi dedico a giorni alterni a correre e a camminare, mi tengo fisicamente, organizzo we con amici ecc..
Io credo di dedicare momenti per me che mi rendano piacevole la giornata e mi spronino a fare..ma sono certa che non sia quello che intendi tu..
Mi sbaglio?

Grazie ancora..
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  1. 4 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 2
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Non mi è facile consigliarti senza conoscerti, senza averti e seguirti qui di persona.
Se ti sembra di fare tutto bene ma stai ancora soffrendo, di solito c'è bisogno di qualcuno che da fuori possa seguirci e osservarci, perchè non siamo in grado di capire da soli.
Ti consiglierei di cercare qualche operatore o coach nella tua zona che possa farlo, non mi rivolgerei a uno psicologo a meno che non sia uno piscologo junghiano.
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  1. 4 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 3
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Certo capisco.
Hai ragione.
Adesso cercherò di farmi aiutare per titare fuori il pezzettino che mi manca perchè si, mi sembra di fare tutto bene ma evidentemente la realtà è che non è affatto così e devo capire dove "sbaglio"...

Grazie

Un abbraccio
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  1. 4 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 4
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Ciao,
Ho colto leggendo ciò che hai scritto una severità di giudizio personale e precisamente quando dici devo capie dove sbaglio, anche se hai scritto tra le virgolette sbaglio.
Questo punto forse potrebbe essere per te un aiuto per lavorare interiormente con la domanda : come mi giudico nelle cose che faccio o semplicemente come sono in quel momento che le svolgo? Sono davvero dei bisogni reali o mglio fondamentali? Li svolgo con amore per me stessa?
Anche io come Nicola di più non posso dirti.
Un abbraccio
Miriam
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  1. 5 giorni fa
  2. Coscienza
  3. # 5
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