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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. Coscienza
  2. 31 Luglio 2019
Ciao!Ho appena visto il tuo video su cosa c'è dopo la morte!Toccante!Mio papà è passato a miglior vita da circa un anno...I primi mesi per me di dolore indescrivibile ma per fortuna lo sentivo nei "paraggi" e i suoi segnali mi hanno tantissimo aiutata!!!Tantissime piume, cuori...ecc.ecc. che "magicamente" comparivano sul mio cammino!Lo sentivo tanto vicino:) Ma purtroppo con il passare del tempo si sono diradati...Ora ti chiedo, secondo te, può ancora mandarmi segnali e sono io a non vederli perché sono "distratta" o non riesce più a farlo perché è troppo "oltre"...ad un livello superiore credo...magari vorrebbe ma non ce la fa...Come potrei attivarmi io, per essere più attenta, sensibile e ricettiva?Spero tanto in una tua risposta.Con GRATITUDINE!
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Ciao,

scusa se mi permetto di inserirmi ma è un tema che sento molto vicino come te e vorrei esprimere il mio punto di vista in attesa che Niccolò ti risponda.

I segni fisici e visibili, come cuori o piume, sono tangibili e quindi più facili da percepire. Se i primi tempi ne trovavi molti, secondo me significa che in quel momento avevi bisogno di quel tipo di segnali per rassicurarti e sentire ancora la presenza di tuo padre in modo nitido. Quindi lui, sapendo questo tuo bisogno, te li inviava di rimando.

Il discorso si collega anche al principio secondo cui ciò tu che emetti è ciò che ti ritorna. La tua richiesta, conscia o inconscia che fosse, era di comunicare in quel modo e infatti così avveniva.

Secondo me la comunicazione con le presenze sottili, dunque anche i cari che non sono più qui, dipende sempre dai messaggi mandiamo ( sotto forma di pensieri, emozioni, domande, richieste di aiuto ecc...), da quanto riusciamo a metterci in contatto e ascolto, e anche da ciò che abbiamo bisogno di sentire...in un certo senso ciò che "vogliamo sentire". Sostanzialmente non è poi così tanto diverso dalla comunicazione umana a tu per tu.

Io credo che le persone care che abbiamo avuto, specie se ci hanno amato molto (come un genitore appunto) continuano a seguirci intensamente con amore e dolcezza, tanto quanto facevano mentre erano ancora qui. Anzi, secondo me molto di più, perchè ora comunicano da una dimensione più pura e completamente libera da attaccamenti quindi il loro sostegno è totalmente incondizionato e il loro sguardo molto più ampio.
Noi, che siamo ancora in questa vita densa e materiale, abbiamo bisogno di raffinare molto l'ascolto per cogliere i segnali che ci arrivano da altre dimensioni così sottili.

Se poco a poco non hai più trovato quei segni concreti, mi viene da pensare che forse ora il tuo essere ti sta portando verso un tipo di connessione più profonda che in questo momento non ha necessariamente bisogno anche della "conferma" fisica attraverso quei segnali.
E' una mia personale lettura così, che mi viene sul momento, leggendoti.

Per essere più attenta, sensibile e ricettiva ci possono essere vari modi.
Io personalmente mi prendo dei momenti, anche molto brevi, in cui entro in me stessa, mi connetto all'anima con cui desidero comunicare e stringo la sua mano... altre volte, col pensiero, le chiedo "Sii con me...". So già che lei è con me, e lei sa che lo so, ma mi piace lo stesso chiederglielo. Mi dà sicurezza.
Spesso diventa un po' un giocare tra pensieri, sensazioni e sorrisi che non vedi con gli occhi ma che senti nel cuore.
A volte mi capita di avere delle intuizioni e subito dopo mi viene in mente mia mamma...in quei momenti sento che è lei che mi sta sostenendo... è proprio il fatto stesso che mi vengano da collegare le due cose a farmi pensare che lo siano davvero. E così voglio credere.

Più entri in contatto con un tuo caro, nel tuo caso tuo padre, attraverso il pensiero e il sentimento, e più lo porti con te durante le tue giornate anche nelle cose più semplici... più diventi naturalmente più connessa a lui...e quindi anche più ricettiva rispetto ai suoi messaggi, visibili o non visibili che siano.


Un abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 1
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Alessia ha già detto tutto :) grazie!
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 2
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Ciao, scusate se mi inserisco ma anch'io ho perso la mia mamma un anno e mezzo fa e il tema mi interessa molto... Nel corso di questo periodo, ho ricevuto diverse volte (in particolare da una persona che stimo moltissimo e che si dice esperta di questioni ultraterrene) il consiglio di smettere di chiedere dei segni di presenza alla mia mamma, che inizialmente sentivo molto molto presente e poi sempre più distante... Questo per permetterle di sentirsi libera di andare oltre ed evitare di darle motivo per rimanere troppo legata al piano materiale. Mi è stato anche fatto notare che è un comportamento egoista il mio, nel chiederle continuamente segni della sua presenza, perché se voglio il suo bene devo permetterle di ascendere ad un piano superiore e abbandonare i legami con quello materiale... Vorrei il vostro parere su tale posizione, cosa ne pensate? Anche Niccolò nei suoi contenuti parla dell' "andare oltre" delle anime delle persone defunte. Non c'è il rischio di bloccare il loro percorso nel richiamare continuamente i loro legami al mondo terreno?
Grazie. Un abbraccio, Vanessa
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 3
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La tua è un'ottima riflessione Vanessa,
io credo che la maggior parte dei segni ci vengano dati quando più ne abbiamo bisogno, ma non dobbiamo aggrapparci ad essi, sono un supporto temporaneo che nutre la nostra fede... ci servono soprattutto per sostenerci mentre attraversiamo il dolore per poi, appunto, andare oltre.

Ciò detto, credo anche che alcune Anime continuino ad accompagnarci molto a lungo, perchè avevano una relazione speciale con noi e magari perchè continuano ad inviarci segni utili ad un lavoro che stiamo svolgendo o che svolgevamo insieme a loro. Altre relazioni, è vero, vanno lasciate andare e bisogna dare respiro all'Anima di chi è dall'altra parte senza chiamarla continuamente con attaccamento, questo non serve a farci crescere nè è di aiuto a chi non è più fisicamente con noi.

Non posso certo dirti cosa dovresti o non dovresti fare, ma osservati e osserva con che atteggiamento chiami la tua mamma: se è per inviarle un pensiero d'amore o con un senso di tristezza e nostalgia.
Questa qualità della vibrazione con cui pensiamo ai nostri cari credo colori tutto il resto... se c'è paura, se c'è tristezza, pesantezza e nostalgia quella vibrazione tenderà di per sè a trattenere emozionalmente l'Anima a cui pensi (un po' come un bambino che piange chiamando la mamma).
Ma se invece c'è amore, sostenuto dalla semplice certezza di percepire quella presenza invisibile di chi amavi (senza necessariamente chiederle segni, ma essendo già certa che i segni giusti, se necessari, giungeranno da soli), ecco che potremo continuare a vivere con quella presenza nel nostro cuore.

L'idea che dobbiamo lasciare andare chi non è più in vita fisicamente, come se a un certo punto dovessimo lasciarlo andare verso un viaggio che ci separa completamente da quell'anima, può talvolta trarre in inganno.
Infatti nulla è mai separato da nulla, noi conteniamo le persone che amiamo (così come quelle che odiamo) dentro di noi, fanno parte di noi e non possono mai essere veramente "altrove".
Quello che semmai va lasciato andare, è l'attaccamento, è la continua richiesta, la continua paura della separazione.

La tua mamma, ne sono certo, ti accompagnerà per sempre, e sarà probabilmente lì ad aspettarti quando la raggiungerai... nutri la sua presenza nel tuo cuore, pensala con grande amore e gratitudine, in questo modo la sostieni immensamente in qualsiasi avventura sia ora immersa, e quell'energia ti tornerà per sostenere te nella tua.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 4
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Alessia, Vanessa grazie di cuore per le vostre risposte e testimonianze.Grazie Niccolò per le tue "osservazioni".È tutto molto utile per cercare di capire.Ci tengo a raccontarvi un'altra cosa che ho notato nel tempo...I segnali spesso arrivavano nei momenti in cui ero serena!durante una passeggiata, alla fine del turno di lavoro, durante il quale avevo cercato di stare un po' "allegra", in pausa lavoro tanto che mi sembravano come segni di approvazione da parte sua...Ragionandoci sopra, mi dà l'impressione che papà si facesse sentire quando avevo una Frequenza più elevata che probabilmente si avvicinava di più alla sua.All'inizio invece più su richiesta, anche nei momenti di disperazione, come per sorreggermi, ma solo all'inizio...Anche a me una sorella ha detto che non dovevo chiamarlo di continuo, che dovevo lasciarlo andare...A me piace pensare che più il tempo passa e più si elevano e più possibilità hanno di accompagnarci e sostenerci ma magari hanno una frequenza talmente elevata rispetto a noi che diventa difficile a noi "percepire".Forse in momenti particolari, in stato meditativo o in momenti in cui siamo in pace, per loro è più facile "farsi sentire", è un mio pensiero che però non ho ancora sperimentato.Sono certa che i segnali possono arrivare ancora, senza che li ostacoliamo nel loro passaggio perché sono già oltre, già "in alto".Grazie per il confronto!
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 5
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Piacevole e nutriente leggere ognuna delle importanti riflessioni che avete scritto, in cui sento molta risonanza e saggezza.
E scusami Niccolò se ho risposto subito "prendendo il tuo posto" ma l'argomento mi stava particolarmente a cuore e mi sentivo veramente di condividere.
Vi abbraccio, anime belle!
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 4 mesi fa
  3. #728
Te ne sono davvero grato, è più bello quando si crea un autentico spazio di condivisione.
  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 6
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Vi ringrazio moltissimo per questo confronto, davvero.. Non è facile trovare persone con cui scambiare osservazioni e consigli di questo livello, le vostre parole mi fanno bene.. Grazie a voi inizio a comprendere anche i consigli della mia cara amica, che mi metteva in guardia verso una deriva egoistica del mio rapporto con la mia mamma... Mi ero circondata di cose sue, ero molto gelosa dei suoi oggetti e portavo il suo anello e i suoi vestiti... Quasi nel tentativo di rimanere sospesa con lei nel piano materiale, per creare una sorta di "illusione" materiale della sua presenza. La mia mamma era il centro del mio mondo, era la mia migliore amica, la mia forza e se né andata molto velocemente e con molto dolore, non ho avuto il tempo neanche di salutarla e dirle quanto l'amavo, è stato orribile... Piangevo molto, avevo attacchi di panico, non lavoravo, non mangiavo, vivevo continuamente le immagini del suo dolore e la invocavo disperatamente.... lei veniva regolarmente a trovarmi nei miei sogni e mi rassicurava con immagini in cui lei non soffriva più...
Io ero bloccata, credo, in questa sorta di sospensione materiale, dove ne io ne lei andavamo avanti...
Poi , dopo molti mesi, ho piano piano ricominciato a portare avanti la mia vita e lei ha iniziato ad apparire meno spesso....
La mia amica, di cui vi parlavo, mi aiutata a mettere via le cose e le foto della mamma e a sostituirle con cose mie, e poche settimane fa ho tolto anche il suo anello.
Ora, come dite voi, non mi capita più di invocarla nei momenti di disperazione, ma la ritrovo nelle piccole cose belle delle mie giornate... La sogno prima di una scadenza importante, ma non molto spesso...Nei momenti di gioia mi appare il suo viso sorridente o mi vengono in mente battute che farebbe lei!
Probabilmente adesso ci connettiamo quando vibriamo a una frequenza più alta, mentre nei primi mesi la obbligavo a vibrare con me alle frequenze più basse e cupe della mia disperazione... Non so come ringraziarvi per avermi aiutato a trovare la chiave di lettura adeguata a queste emozioni così forti e destabilizzanti...
Siete davvero preziosi. Un abbraccio forte e grazie per aver letto le mie parole.
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 4 mesi fa
  3. #730
Grazie a te di cuore per aver condiviso la tua esperienza. Non sai a quante persone che passano di qui farà bene leggerla :)
  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 7
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