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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. Salute
  2. 25 Giugno 2019
Caro Niccolò,
è un po' che non scrivo ma ora avrei qulche dubbio da porti. In questi mesi ho vissuto un bellissimi corso di yoga sciamanico che mi ha aiutata a connettermi con la mia essenza distogliendomi, a volte, da quei pensieri negativi che ancora mi perseguitano. Da qualche settimana ho trovato un lavoro come baby sitter; mi piace trascorrere del tempo con i bambini che sono pura energia libera e pura. Abbiamo tanto da imparare e forse riconnetterci con quella parte di noi non può che farci bene. Come ogni esperienza lavorativa che affronto però iniziano a presentarsi dei pensieri negativi e catastrofici. Se prima temevo di stare male, svenire, o altro ora temo per coloro che assisto e penso di poter essere causa del loro male. Mi chiedo perchè non riesca a concedermi un'esperienza positiva, spensierata, gioiosa, di vicinanza alla vita fatta di amore. Cerco di lasciare andare questi pensieri e li immagino scorrere senza dargli peso ma non sempre riesco e allora cerco di trovare spiegazioni. Quanto è utile per noi fare dietrologie quando avvengono questi arrovellamenti della mente? Ha senso trovare un perchè e un messaggio o sono solo convinzioni limitanti che ormai hanno preso l'abitudine di vivere dentro di noi? Non riesco neanche ad uccidere una formica eppure la mia testa mi confonde facendomi pensare il contrario...perchè la mente non si concede di amare in sintonia con ciò che siamo? pensavo al tuo corso sul mantra silenzioso...sicuramente può ristabilire un po' di pace e connessione con il mio sè. Ti ringrazio
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Ciao

Quanto è utile per noi fare dietrologie quando avvengono questi arrovellamenti della mente? Ha senso trovare un perchè e un messaggio o sono solo convinzioni limitanti che ormai hanno preso l'abitudine di vivere dentro di noi?

Ti capisco bene, perchè ho vissuto molte volte questo stato.
Cercare di capire "perchè" soffriamo usando solo la mente non è molto efficace, rischia di gettarci in maggiore confusione. Per alcune persone è utile questo tipo di psico-analisi, ma è raro che uno riesca a farlo da solo senza irrigidire la propria consapevolezza di sè.

I passi funzionali per qualsiasi guarigione sono questi:

1 - Osservazione
2 - Accettazione
3 - Trasformazione

Tu sei nella fase di "Osservazione" (che non è piacevole specie se la sofferenza è intensa e fonte di confusione), ma se continui ad essere presente a te stessa comincerai a riconoscere che i tuoi pensieri, la tua ansia, le tue "follie" non sei tu... accadono; magari non capisci perchè, ma più le osservi e sei presente mentre accadono (invece di distrarti con qualsiasi altra cosa), più respiri in presenza in quella sofferenza, più la presenza ti porterà naturalmente in uno stato di graduale accettazione.

La fase di accettazione include il perdono di sè stessi e degli altri e trasporta verso una trasformazione ancora più completa, ma ora non serve spiegare qui tutti i passaggi, devi farne esperienza tu stessa.

Per ora ricordati ora che nella fase di osservazione non è necessario capire, basta essere presenti. Lo stato di presenza stimolerà intuizioni, ma solo quelle che ti servono.

Se la tua mente cerca a tutti i costi di capire, di ragionare sulle cause e sui perchè, non reprimerla ma concedile un po' di spazio ragionando sui motivi del tuo dolore (funziona bene farlo ad alta voce), non farlo però per troppo tempo... dopo ritorna in uno stato di presenza silenziosa.

Quello della presenza è una modalità passiva (se ti risuona ti consiglio di cercare gli insegnamenti di Echkart Tolle e il suo libro "Il Potere di Adesso" ) .
Poi ci sono delle modalità attive e dinamiche per "scrollarsi di dosso" le cariche emozionali bloccate: tutte le meditazioni dinamiche di Osho sono utilissime (le fanno nei vari centri di Osho e in alcuni centri di meditazione), gli esercizi di bio-energetica, ma anche danzare, cantare... qualsiasi attività espressiva che permette di smuovere energia fisica e psichica allo stesso tempo.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 1
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Grazie di cuore delle tue risposte sempre veloci e esaustive nonostante i miei quesiti siano spesso gli stessi a distanza anche di tempo. Ovviamente si fa fatica a rimanere in uno stato di presenza e osservazione e la mente ci porta a cercare risposte attraverso quesiti su come fare per...la paura di "perdere la testa" è una follia solo della mente ma spesso ci confonde e ci disorienta. Parli di accettazione ma come fare di fronte a persone che si comportano in modo così lontano da ciò che è l'amore e l'accettazione dell'altro? Mi trovo a dover lavorare con una persona totalmente diversa e insensibile di fronte alla bellezza della vita. Mi riferisco a tre bambini di 15 mesi di cui mi occupo insieme a lei. E' così rigida...non gli concede nessuna libertà e non perde occasione per fare osservazioni solo negative, usando parole dure, rigide e poco rispettose verso il loro modo di stare al mondo.
Sento che questa situazione mi sta logorando, sono dispiaciuta e empatizzo con queste creature cercando di tamponare le sue uscite poco felici con parole di amore e incoraggiamento. Credo che ai genitori non piacerebbe vedere che lei si comporta così ma mi chiedo se sia giusto sfigurarla di fronte a loro o comunque fare presente che non condivido il metodo da lei usato. Quanto a me riconosco il mio forte senso della giustizia e la mia sensibilità di fronte alla minima discrepanza rispetto al mio modo di vivere certe situazioni...il fatto di trovarmi spesso a vivere situazioni lavorative con colleghi che toccano questo mio lato e si presentano così diversi dalla mia visione del mondo mi fa pensare che devo imparare a distaccarmi e non vivere così intensamente ciò che mi succede? Meglio osservare e accettare ciò che avviene senza crogiolarsi nel dolore di fronte all'insensibilità - in questo caso - degli altri? Dove ci può portare questo farci carico anche della diversità dell'altro? Posso scegliere di avere compassione verso la mia collega ma non ammetto che la sua debolezza venga sfogata su tre creature incapaci di difendersi. Io sono testimone di tutto ciò e non accetto di osservare semplicemente che le cose accadano...intanto me ne faccio carico ma sento che devo fare qualcosa.
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 2
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.il fatto di trovarmi spesso a vivere situazioni lavorative con colleghi che toccano questo mio lato e si presentano così diversi dalla mia visione del mondo mi fa pensare che devo imparare a distaccarmi e non vivere così intensamente ciò che mi succede?

Esattamente. Ma non è neanche utile costringersi a stare in una situazione insostenibile. Se scegli di cambiare situazione, l'ideale è farlo senza "fuggire", ovvero senza giudizio o condanna verso coloro che ti lasci alle spalle. Semplicemente li lasci al loro mondo, gli auguri ogni bene e scegli di rivolgerti verso mondi che riflettano di più al tua bellezza.


Meglio osservare e accettare ciò che avviene senza crogiolarsi nel dolore di fronte all'insensibilità - in questo caso - degli altri?

Hai compreso.

Dove ci può portare questo farci carico anche della diversità dell'altro?

Può portarti in diversi luoghi. Può farti contrarre in uno stato di arroganza, perchè pensi di sapere come l'altro dovrebbe essere. O magari può indebolirti, perchè ti fai carico della missione di cambiare l'altro.

Posso scegliere di avere compassione verso la mia collega ma non ammetto che la sua debolezza venga sfogata su tre creature incapaci di difendersi. Io sono testimone di tutto ciò e non accetto di osservare semplicemente che le cose accadano...intanto me ne faccio carico ma sento che devo fare qualcosa.

Considera che ognuno (persino quei bambini) sceglie a qualche livello di vivere quella specifica situazione. Con la presenza di bambini (e quindi di "innocenza" ) ciò è più difficile da comprendere, specialmente se i bambini sono sottoposti a violenze più o meno visibili.
In base alla propria coscienza, dobbiamo scegliere di agire perchè gli innocenti non soffrano, ma se lo facciamo giudicando aspramente i loro carnefici sarà più difficile produrre vera guarigione. Perchè anche il carnefice è stato a sua volta un bambino innocente che ha molto sofferto.

Io ti consiglierei prima di tutto di inviare amore al bambino ferito della tua collega, chiedendo alle vostre Anime che vi sostengano in questa fase. Poi parlale nel modo più equilibrato che trovi e comunicale ciò che senti cercando di amarla mentre lo fai.
Lei potrà reagire anche con rabbia, se non è disposta ad ascoltare... non importa, tu hai fatto il possibile. O magari reagirà aprendosi e scegliendo di ascoltarti. Non devi avere aspettative, lascia che tutto sia facendo il meglio che puoi.

A quel punto, se continuasse a comportarsi in un modo violento verso i bambini, il passo successivo sarebbe quello di abbandonare quella situazione senza rancori, se te la senti comunicando anche ai genitori il perchè della tua scelta. Il bagaglio degli altri non è tuo da portare, soprattutto se ti pesa sulle spalle e non ti dà gioia.

In tutto questo però, non smettere di inviare amore al bambino ferito della tua collega, se senti che ciò ti è possibile e fluido da fare, perchè questo tipo di pratica è quella che permette la più ampia trasformazione e guarigione anche per te, in quanto stimola l'amore incondizionato.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 3
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"Considera che ognuno (persino quei bambini) sceglie a qualche livello di vivere quella specifica situazione. Con la presenza di bambini (e quindi di "innocenza" ) ciò è più difficile da comprendere, specialmente se i bambini sono sottoposti a violenze più o meno visibili."


Puoi spiegarti meglio?

Grazie! ❤️ Cercherò di inviare più amore possibile non solo ai bambini ma anche alla mia collega e a me stessa. Da questa situazione posso imparare anch'io a stare nell'amore e a non giudicare. In fondo anche il mio bambino interiore è ferito e questo mio reagire e accollarmi la responsabilità forse deriva proprio da questo. Stare nella totale accettazione significa anche accettare ciò che siamo. No?
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  1. stefaniaerre
  2. circa 10 mesi fa
  3. #769
premetto che capisco bene la difficoltà di vivere una situazione del genere perché anch'io ho una bambina ferita dentro di me (che sta facendo di tutto per guarire) e mi scatterebbe dentro un istinto di protezione molto forte. ma mi chiedo e ti chiedo : potrebbe essere che questo condizioni il tuo modo di vedere il comportamento della tua collega ? perché educatori più distaccati e più rigidi possono anche essere semplicemente diversi da te e non sempre fanno dei danni. io terrei anche sempre presente che i bambini hanno delle notevoli risorse. io parlo cmq senza sapere e ti dico che sarei molto in difficoltà al tuo posto . ma credo proprio che, avendone l'occasione, direi quello che penso senza voler "proteggere" chicchessia, e ancor meno vorrei coprire cose gravi fatte verso dei bambini. condivido ciò che stai mettendo in campo e tutto ciò che ha risposto Nicolò! ?
  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 4
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Puoi spiegarti meglio?

Anche se un'Anima occupa il corpo di un bambino sta ancora scegliendo/creando le sue esperienze per motivi spesso a noi impossibili da comprendere (pensa a un bambino che subisce violenza carnale, o che muore di fame).
Ovviamente questo non vuol dire che non dobbiamo andare in soccorso di quel bambino, ma allo stesso tempo è bene sempre ricordarsi che l'esperienza che sta facendo ha un motivo preciso per la sua Anima.
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 5
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Caro Niccolò e carissimi tutti...
Come mi hai suggerito in una tua risposta precedente ho iniziato a leggere Eckhart Tolle che mi è di grande aiuto...il potere di adesso se messo in pratica riesce a fare spazio alla consapevolezza che ci permette di accedere alla nostra vera essenza risvegliandoci dal sogno della forma (mente). Ma mi chiedo se la consapevolezza può essere una via accessibile a tutti coloro che svolgono una vita normale, a chi deve state quotidianamente a contatto con persone che vivono solo di strutture mentali e che faticano più di noi ad accedere al proprio potenziale. Ovviamente questo è più facile se sei immerso nella natura dove riesci ad accedere a quella dimensione dove tutto è uno ma nella vita di tutti i giorni faccio una gran fatica. Piante animali bambini sono una porta più facile a cui accedere ma nel mondo degli adulti... Tolle parla fi questa dimensione unica...dove noi siamo l'altro e se riusciamo a viverla non ci sentiamo più separati dal resto del mondo. Questo fatico un po' a capirlo....ma è definibile? O si può solo farne esperienza?
Spero di partecipare presto ad un tuo seminario ?
Grazie di ❤️
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 6
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Carissima,
a un certo punto nel cammino tutti noi dobbiamo chiederci quali sono le cose che vogliamo veramente intorno a noi, che tipo di vita vogliamo condurre. Per quanto mi riguarda, alcuni anni ho rinunciato a una carriera importante in una grand metropoli, per tornare alla natura, vivendo con pochi euro al mese e nessun progetto, affidandomi... ed ora posso dire di aver creato circostanze favorevoli a esprimere meglio ciò che ho da dare al mondo.
Lasciare andare le cose, persone e situazioni che non appartengono al nostro vero cammino è certamente doloroso, ma tanto più necessario quanto più desideriamo abbracciare una versione più autentica di noi stessi.
Ci possono naturalmente essere condizioni in cui qualcosa ci appare come un ostacolo, ma in qualche modo ci sentiamo costretti a stare in quella circostanza. Che so, prendersi cura di un genitore molto anziano, o fare un lavoro che non ci piace per poter pagare i conti... in questi casi serve fare quelle cose che ci sembrano poco piacevoli con il massimo dell'amore, come se fossero un dono che facciamo al Divino.

Se ci si pone davanti ai compiti che ci creano resistenza facendoli lo stesso con amore, immaginando che siano un nostro dono per l'Universo, eseguendoli al meglio delle nostre capacità... le resistenze si sciolgono e l'ego va in tilt, perchè non lasciamo spazio alla lamentela interiore in cui è solito arrotolarsi.

Se guardi con sincerità la tua vita, potrai trovare alcune cose che ti senti costretta a fare o a vivere, ma saranno molto poche. Troverai anche tutta una serie di cose che in realtà potresti lasciare andare per la loro strada se volessi. Il tuo tempo e la tua energia sono preziosissimi, comincia a vedere quali cose non sono poi così importanti e taglia quei rami secchi, sarà inizialmente doloroso ma ti darà poi le forze per tagliare rami via via più grandi, lasciandoti sempre più leggera.

Talvolta, quando mi sento confuso rispetto alle cose che ho intorno, io immagino di avere una malattia terminale che mi lascia pochi mesi di vista. Sostando per un po' in questo stato di coscienza emergono subito le cose importanti,e quelle meno importanti sono le prime a farsi piccole... anche questo è un gioco utile per fare chiarezza di tanto in tanto.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 7
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Grazie... credo anch'io che fare pulizia in questo momento sia il passo più importante per fare spazio e lasciarsi trasportare da chi vede più lontano. Ogni tanto continuano a tornare le lamentele della mente e le invidie verso chi sembra aver raggiunto una felicità maggiore ma bisogna imparare a vederle per ciò che sono e non mettersi a quel livello. Un mese fa ho partecipato ad un incontro di yoga sciamanico - non era il primo - ma ho avuto conseguenze particolarmente destabilizzanti. Il tema era la rinascita...quello che proponi nel tuo seminario di 2 gg a Siena. La maestra che conduceva non ha più risposto alle mie domande sorte dopo l'esperienza...cosa si muove per attivare certi sintomi? Vertigini, nausea, forte ansia (io ne soffro particolarmente) ... è un movimento che lavora in modo indipendente o consiglieresti una rielaborazione più razionale? Se riesco mi piacerebbe partecipare al tuo seminario per rivivere in modo più seguito questo tipo di esperienza.
Grazie di cuore...
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 8
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Di solito quando si hanno sintomi fisici così forti è perchè si smuovono blocchi emozionali molto importanti, se accade una tantum va bene, è una catarsi che molti di noi devono attraversare; se però ti accade spesso durante i corsi che fai secondo me avresti bisogno di essere seguita da vicino da un operatore, così da continuare a trasformare i blocchi anche tra un corso e l'altro.
Quando la psiche non è in equilibrio bisogna muoversi con cautela anche rispetto ai corsi che si fanno, oggi sul mercato c'è di tutto, e certe esperienze sono energeticamente troppo forti per alcune persone, specialmente se non sono seguite.
Devo dire che anche per i facilitatori non è sempre facile capire, a volte ci si ritrova con persone che avrebbero bisogno di un lavoro diverso e si rischia di invalidare il percorso del resto del gruppo.
Il seminario sul bambino alchemico sarà un lavoro impostato in modo dolce, anche con diversi momenti di gioco, ma quando si lavora sul bambino è inevitabile smuovere energie potenti, dipende da quanto la persona si concede di vivere.
Se desideri venire, noi ti accogliamo a braccia aperte :)

In ogni caso, continua quotidianamente a trasformare i tuoi blocchi emozionali, ogni giorno concedendoti degli spazi di meditazione e soprattutto stando con l'ansia quando si presenta, senza cercare subito distrazioni. Il lavoro quotidiano, progressivo e continuo è fondamentale per trasformare i grandi blocchi... è un po' come la goccia che scava la roccia...
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 9
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Caro Niccolò..credi che la conoscenza possa passare solo attraverso la mente? Qualche giorno fa ho iniziato un corso di filosofia .a mentre cercavo di seguire la lezione e gli interventi dei miei compagni dentro di me sentivo che cresceva una forte resistenza, addirittura a casa ho temuto per un attimo di sentirmi così distaccata da ciò che sono a ciò che la mia mente cercava di fare mettendo ordine ai contenuti. Gli argomenti erano molto interessanti e con ricadute sulla vita di ognuno - l'esistenza di Dio ad esempio - ma è come se dentro di me fosse emersa una pace che diceva "non è necessario seguire questa strada, fatta di teorie e confutazioni di teorie, mi sento così completa nel silenzio e nella presenza". Credo che non proseguirò ma vorrei capire se questo sentire va assecondato o forse è meglio forzare le proprie resistenze. È come se avessi trovato una strada totalmente all'opposto di quella "filosofica" ossia una strada del non-pensiero. Non ho voglia di conoscere il pensiero degli altri perché dentro di me SENTO la verità e so benissimo che solo per me è così, come un abito su misura... è arroganza? Forse sarebbe un'opportunità per aprire la mente, per confrontarsi...poi temo la pazzia quando penso troppo e questo mi fa paura. Perché?
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 10
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Lo stato di non-mente che senti è positivo. Soprattutto se hai sofferto molto nella vita questo stato è foriero di salute e pace interiore, perchè la mente razionale/rigida è quasi sempre la sorgente del dolore.
Basta che segui questa strada senza giudizio per gli altri, comprendendo che per altri una via più mentale può essere soddisfacente e necessaria, rispettando il cmamino di ognuino come già stai facendo, e non sarà mai arroganza.
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 11
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♥️ Grazie!
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 12
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Caro Niccolò...
Sono tornati dei pensieri catastrofici che mi creano forte disagio...tu consigli l'osservazione, l'accettazione e la trasformazione. Ci sono delle meditazioni sull'osservazione?
La paura della follia mi crea il peggior scombussolamento...da dove viene? E perché sembra così reale? Se rimango presente senza agitarmi riesco ad accedere al silenzio e alla pace dentro di me, a ciò che sono, ma non sempre c'è la faccio. Il pensiero positivo aiuta o è solo un espediente? Come penso positivo posso pensare anche negativo o invece è un'abitudine che si può allenare?
Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 13
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