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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. silvia_80
  2. Coscienza
  3. 16 Giugno 2019
FLUIRE....semplicemente fluire, sembra facile (e forse lo è davvero) ma spesso mi rendo conto di non esserne capace, a volte penso che se mi sforzo e mi focalizzo sul respiro lo diventerà e per un seppur breve momento è così. Ma credo che per riuscirci veramente occorrerebbe non "sforzarsi"...è come se conoscessi la teoria ma non riuscissi nella pratica...non so spero di essermi spiegata, ad ogni modo vorrei chiederti Niccolò se c'è un video, un esercizio, una musica o un "semplice" consiglio per imparare semplicemente a... fluire.
Utilizzo questo spazio anche per chiederti cosa ne pensi della "Didgeridoo sound therapy", ne ho letto qualcosa ieri e vorrei sapere cosa ne pensi tu!

Grazie del tempo che mi dedicherai
Risposta accettata Pending Moderation
Ciao,
credo che l'ostacolo maggiore che tutti incontriamo sia che pensiamo che la capacità di fluire, una volta raggiunta, debba persistere per sempre e liberarci da tutti i nostri "mali". Non è così.

In modo apparentemente paradossale, la capacità di essere fluidi è direttamente proporzionale alla nostra capacità di accettare di essere anche rigidi. Più si accetta di fallire continuamente, più si diventa gentili con sè stessi e si aprono spazi di fluidità sempre più ampi.

Ma poichè di solito desideriamo fluire con un forte bisogno di risolvere qualcosa, o liberarci di qualcos'altro... ecco che quel senso di bisogno crea la resistenza che poi torna a farci soffrire.

La pratica più potente che io sperimentato per imparare a fluire è quella della "Presenza": imparare ad osservare sè stessi, specialmente quando ci si sente sofferenti o resistenti, e poi imparare ad accettarsi e perdonarsi per quel momento in cui non siamo fluidi.
Se le emozioni resistenti sono intense, osservarsi non è piacevole, accettarsi richiede ancora più energia... per questo è una pratica che va ripetuta costantemente, goccia a goccia erodendo la convinzione illusoria di essere al propria resistenza, per riconoscere sempre di più che sebbene la resistenza accada dentro di noi, noi siamo qualcos'altro.
Più si riconosce pienamente questo qualcos'altro, più si diventa fluidi e gioiosi... ma questo non significa che non ci saranno più resistenza, errori e dolore nella nostra vita... anzi. Le sfide aumentano in base alla nostra capacità di affrontarle.

Questa è una meditazione molto semplice da usare nei momenti di resistenza non troppo intensa: https://accademiainfinita.it/meditazioni-guidate/410-meditazione-guidata-rilasciare-la-resistenza

Dunque esercitarsi continuamente ad essere presenti a sè stessi: osservarsi, accettarsi, perdonarsi, fluire... queste le azioni da compiere.
Attenzione però a non osservarsi in modo rigido, non deve diventare un ipercontrollo (e questo è un tipico errore in tanti "spirituali" ). L'osservazione è leggera, decisa ma anche scanzonata. Se si sente di diventare troppo rigidamente controllori di sè stessi, praticare la gentilezza e regalarsi un bel gelato con panna (vegana)!

O magari... anche un bagno sonoro con il didgeridoo che è ottimo per sciogliere le durezze emozionali.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 1
Risposta accettata Pending Moderation
Il temibile abisso fra teoria e pratica ....! Silvia ,....quanto ti capisco !
E forse frequentare questi forum se sbagli il punto di vista da cui guardi può fare anche peggio ....
Tuttavia devo dire che il fatto che Niccoló, il nostro referente principale, non si metta MAI in cattedra aiuta molto a non cadere in questo inganno. Comunque il grande gap tra teoria e pratica lo vivo anche io...che dire ... io accetto anche questo, quando me ne accorgo... e mi sembra di percepire che le distanze si accorcino....
Devo dire che una cosa la sto un po’ più “ automatizzando” : prima quando entravo nel mio tunnel nero della resistenza ci entravo punto e basta, mi ci identificavo e ,con più o meno autocontrollo , sempre una schifezza mi sentivo... adesso invece ,appena entrata , scatta l’automatismo del dirmi che c'è la possibilità di cambiare il punto di vista ( come più volte ci ha raccontato Niccoló) .... ora... devo essere onesta ... non è che lo cambio proprio questo punto di vista ... ma il fatto di sintonizzarmi un attimo con questa possibilità incomincia ad attenuare un po’ la resistenza..
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  1. LAURA PACINI
  2. circa 3 settimane fa
  3. #713
?
  1. Emanuele
  2. circa 3 settimane fa
  3. #716
Il fatto che subentra l'automatismo nel dirti che c'è la possibilità di cambiare punto di vista, allontanando le resistenze
  1. LAURA PACINI
  2. circa 3 settimane fa
  3. #717
Si, Emanuele, lo avevo capito ... non so come ti ho risposto con un ?...,volevo solo mettere un’emoticon sorridente di intesa ...! Va beh!
  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 2
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