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  1. Coscienza
  2. 27 Aprile 2019
Ciao Niccoló, hai letto la bibbia? Cosa ne pensi e cosa mi sai dire dell'inferno? C'è chi dice che non viene nemmeno nominato (per quello che si intende a livello popolare)

Ciao, buona giornate e grazie ?
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Ciao,
ho letto la Bibbia e sono molto legato anche al cattolicesimo, perchè il mio primo insegnante spirituale è stato un prete molto particolare...
L'inferno, non solo nella Bibbia ma anche in altre culture, è una rappresentazione di molte cose diverse... una sorta di insalata mista.
E' per esempio una descrizione di certe regioni del basso astrale, dove l'Anima può ritrovarsi a vagare se la sua vibrazione è ancora bassa e oscura (ne trovi una bella rappresentazione all'inizio del film Nosso Lar https://accademiainfinita.it/blog/12-coscienza/1111-nosso-lar-la-nostra-dimora-film-completo-italiano).
Secondo me è però anche una rappresentazione simbolica dell'inferno della mente: il labirinto oscuro dove ci si può perdere se si diventa schiavi della mente carnale, attratti dalle "tentazioni" e incatenati dai "vizi".

Naturalmente nella religione cattolica l'idea dell'Inferno è stata strumentalizzata per controllare le masse, per cui se non segui i dettami della Chiesa sei condannato al fuoco eterno... su questo credo non ci sia bisogno di molti commenti.

L'Inferno credo che sia forse prima di tutto un concetto. La nostra vita può "essere un inferno" in certi momenti. Qualcuno sostiene che l'inferno sia dove ci troviamo ora, in questa terra del limite e del contrasto... e a volte non posso dargli torto, le cose appaiono infernali qui su Terra, specialmente per chi in qualche modo una reminiscenza, un ricordo interiore di un mondo dove tutto scorre molto più armonicamente.

Comunque, ogni Inferno è un luogo ricco di opportunità di apprendimento, proprio come la fornace forgia l'acciaio che poi diventa durissimo e resistente, la nostra Anima attraversa vari Inferni e così cresce sempre più robusta.
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 1
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Ho guardato il tuo video sul tuo sogno riguardante il diavolo, credimi mi ha d'avvero toccato il cuore! Anche io per due volte ho sognato quello che credevo essere il diavolo, la paura anzi il terrore ha avuto il sopravvento..in un'altra esperienza precedente a queste, sono fuggita addirittura dalla "luce"..anche qui non ero pronta. Quella luce era meravigliosa, niente di più bello e sapevo che era un dono speciale eppure qualcosa in me ha interrotto l'esperienza. Mi dirai: "sapere" presume la mente in qualche modo attiva..ehh già! Ti chiedo: meditare regolarmente, fare addirittura dei "verticali" pranayama/navikriya per produrre le basi solide per accogliere queste esperienze..eppure in circostanze particolari la paura diventa vera zavorra che ti riporta giù. Suggerimenti? Che dici? Grazie
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 2
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La meditazione è certamente la base per affrontare la paura: diventare testimone.
Ma nello spazio del sogno tutto accade molto rapidamente, si è trascinati da reazioni spesso automatiche che si collegano ad istinti primordiali (combatti o fuggi).
Io mi sono un po' allenato, nella vita da sveglio, prima di tutto a stare fermo di fronte alle cose che mi fanno paura, senza reagire in alcun modo, poi ad andare loro incontro superando l'istinto di fuga.
Mi sono divertito a stare nei boschi a notte fonda, a muovermi al buio in luoghi che mi facevano paura, a frequentare i cimiteri di notte etc. Con il tempo questa è diventata la mia nuova reazione istintiva, per cui ora se sogno qualcosa di spaventoso, di solito mi viene di andarci dentro anzichè fuggire. La paura c'è ancora (talvolta c'è un terrore potente) ma qualcosa mi spinge ad entrare dentro l'oggetto della mia paura, a gettarmi su di essa. Questo però, è ancora un atteggiamento da guerriero, che secondo me va poi trasceso.
Poi mi sono allenato a ringraziare a prescindere quando mi accade qualcosa che la mia mente registra come "male". Quindi quando poi incontro i vampiri nei miei sogni per prima cosa a volte li ringrazio.
Lo spazio di amore totale comunque, dove ci si fonde con il mostro per amarlo realmente e capire che siamo sempre noi, non lo vivo ancora sempre... ma quando accade comprendo bene che quella è la via da seguire.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 3
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Sono totalmente d'accordo, la meditazione è basilare. Nel mio caso il witness/testimone c'è. Nel quotidiano non si zittisce quasi mai, pizzicando le mie furbizie mentali fa si che lo Yoga diventi parte integrante con il vivere. È talmente presente che a volte ci si ritrova spettatori del proprio agire. Entrare in ciò che fa paura è un esercizio che porto avanti da molto, più o meno bene..ho osservato che la vita da sola sceglie con cura e dovizia gli argomenti e la ringrazio proprio come fai tu. Mi sorprende da pazzi! Il lavoro prosegue di notte attraverso i sogni..immagino che le paure ataviche richiedano un tempo. Comunque grazie e se qualcosa che scrivo non ti corrisponde ben accetto qualsiasi consiglio.
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 4
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