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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. Alessia
  2. Coscienza
  3. 2 Febbraio 2019
Ciao Niccolò,
mi chiamo Alessia e ho 34 anni.
Volevo chiederti cosa ne pensi della decisione di voler uscire da questa vita.
Secondo te accade qualcosa di particolare alle anime che scelgono il suicidio?
So che diverse religioni e filosofie giudicano questo gesto estremamente negativo o comunque ritengono che non serva a liberarsi dalla sofferenza, nel senso che l'anima ritroverà lo stesso peso karmico nelle vite successive finchè non riesce a scioglierlo.
Personalmente mi viene da pensare che se fossimo davvero "obbligati" a vivere questa vita, la possibilità di andarsene attraverso il suicidio non ci sarebbe neanche. Invece esiste. Quindi forse è anch'esso un modo per lasciarci la libertà totale di autodeterminarci e scegliere cosa fare o cosa non fare della propria esistenza?
A volte si raggiungono livelli di sofferenza talmente grandi e pervasivi che non si riesce più a tollerare lo strazio della vita, ci sono malattie incurabili o handicap gravemente invalidanti che compromettono tutto il funzionamento fisico, psichico e sociale della persona. Quindi la morte volontaria diventa un aiuto, una vera e propria liberazione da un patimento costante, quotidiano, invasivo e direi estremo. Non a caso sono sorti i centri che praticano il suicidio assistito.
Che ne pensi di tutto questo?
Intanto ci tengo a ringraziarti per questo splendido sito, ricco di perle di saggezza e meditazioni intensamente profonde che mi arrivano dritte al cuore. Diverse volte mentre le ho ascoltate mi sono commossa, mi sento molto vicina al tuo sentire e alle tue parole.
Il mio interesse verso la spiritualità e la ricerca spirituale è iniziato dieci anni fa circa, mi sono avvicinata a diverse discipline orientali e meditazioni. Qui, in ciò che scrivi e trasmetti, ho ritrovato gli stessi principi di quella verità universale che sta alla base dell'essere e dell'autenticità di ciò che siamo.
Alessia
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Ciao Alessia,
grazie di cuore delle tue parole e dei ringraziamenti, è sempre importante per me sapere che le cose che condivido "arrivano" davvero, non è mai scontato e il dubbio sta sempre dietro l'angolo :)

Alcune riflessioni sul suicidio le ho condivise qui: https://accademiainfinita.it/video/1023-perche-il-suicidio-non-e-una-buona-idea

In generale, il concetto del suicidio come "peccato", o "errore", fa parte anche degli insegnamenti esoterici nelle varie tradizioni. Le religioni poi come sempre semplificano e distorcono questi insegnamenti in modo estremo.

Il suicidio è considerato un errore di valutazione perchè una persona può pensare erroneamente di risolvere i suoi problemi togliendosi la vita, ma ciò che accade è che continuerà a portarseli con sé anche nel dopo vita, e ad essi si aggiungerà anche il profondo trauma emozionale di essersi suicidati.

Un discorso diverso probabilmente è scegliere la morte fisica a fronte di una malattia o condizione fortemente invalidante. Anche qui... dipende. Tutto dipende dalla componente emozionale che accompagna quella scelta: se si sceglie con calma consapevolezza, o se si sceglie spinti dalla disperazione. Perchè quella componente emozionale sarà anche il veicolo che ci accompagnerà nel dopo vita, segnando quella che sarà la nostra esperienza futura e il nostro bagaglio karmico.

Si tratta di un tema così delicato... e non posso offrire certo risposte definitive, solo il mio punto di vista, quindi non prendere tutto questo come verità assoluta.
Qui su questo piano materiale abbiamo una visione molto ristretta di quelle che sono le intricate e complesse relazioni della nostra Anima con il Tutto. Perchè uno nasce con un grave handicap mentale, perchè un altro viene colpito da una malattia che lo paralizza, perchè uno si ritrova a vivere una vita densa di sofferenza...
Possiamo capire che tutte queste siano scelte dell'Anima che deve fare certe esperienze per apprendere ed evolversi, ma comprendere veramente questa verità non è facile quando guardiamo la vita di certe persone che soffrono senza sosta.

Personalmente, non sono contro l'eutanasia nè il suicido assistito, ma proprio perchè la nostra scienza ancora non accetta l'idea di una vita oltre la vita, queste pratiche sono gestite ancora solo come un atto finale, come un dare sollievo, invece che come un accompagnamento della persona verso una rinascita.
Qui credo che si trovi uno dei nodi da sciogliere... l'idea di aiutare a lasciare il corpo fisico quando le condizioni di vita sono diventate insostenibili potrebbe diventare uno strumento per esprimere un altro dei volti dell'Amore.
Anche se, quando avremo questa consapevolezza forse è probabile che avremo anche strumenti di cura tali da risolvere la sofferenza senza dover sacrificare il corpo.

Abbraccio
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  1. 2 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 1
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Grazie Niccolò per la celere e chiara risposta.
Ti avevo chiesto un punto di vista sull'argomento perchè mi riguarda molto da vicino: ho delle problematiche articolari che mi impediscono la deambulazione oltre al fatto che da vent'anni soffro di malattie psichiatriche mai guarite che anzi sono andate sempre più in peggioramento col tempo. Data la mole di sofferenza che ne consegue ho contattato un'associazione che si occupa di suicidio assistito e in questi mesi sto seguendo l'iter preparatorio per arrivare a questo passo. Sai, quando ho saputo che c'è questa possibilità per me è stato come ricevere un abbraccio di amore dal divino. L'ho vissuto e lo vivo come un aiuto, come una forma di autorispetto e benevolenza.

Non so che cosa accadrà di fatto nel lasciare il corpo, forse la certezza non ce l'ha nessuno. Condivido però pienamente quello che mi hai scritto, cioè che è molto importante lo stato emozionale che ci accompagna e su questo sono molto tranquilla. E' stata una decisione riflettuta e consapevole, maturata verso ottobre. Ogni giorno ci penso e ogni giorno sento nel mio profondo che va bene per me.
Inoltre mi sento rincuorata nel trovare comprensione ed empatia, come è stato col mio terapeuta, con la psichiatra che si è resa disponibile a stendermi la perizia psichiatrica e mio padre stesso si è mostrato molto vicino emotivamente nonostante il dispiacere.
La cosa bella è che nonostante le malattie, in questa vita abbia potuto risvegliarmi, entrare in contatto con la me più vera, acquisire consapevolezze meravigliose e aver avuto esperienze di meditazione veramente potenti che rimangono per sempre nel mio essere.
In questi ultimi anni, col peggioramento delle mie condizioni, il ritiro sociale è stato inevitabile e non ho più frequentato nessuno, quindi nemmeno gruppi nè persone a me affini (anime antiche per intenderci).
Poi, questi mesi ho incontrato il tuo sito e credimi che mi offre un bel sostegno nei pochissimi ma vitali momenti di pace che riesco a trovarmi.

Ti volevo chiedere se hai meditazioni particolari che secondo te potrebbero essermi utili in questo periodo che, salvo imprevisti, mi porterà al trapasso.

Inoltre ti vorrei chiedere un parere anche su un altro aspetto. Seppur, come ti ho scritto prima, ci siano persone aperte all'idea del suicidio assistito, altre persone invece non lo accettano e rimangono sconvolte o lo condannano (vuoi per l'influenza cattolica, vuoi per credenze o condizionamenti vari). Per cui sto riflettendo sul da farsi, ovvero se parlarne o meno con vecchie conoscenze che non frequento più ormai ma ogni tanto, seppur sporadicamente, ci si sente ancora. So già che non troverei supporto ma resistenza, però se non gliene parlo, c'è una parte di me a cui dispiace andarsene senza essere stata limpida.

Al contempo rifletto anche sull'energia che questo tipo di notizia susciterebbe, che è appunto molto negativa (rabbia, paura, opposizione). Nel momento in cui l'anima lascia il corpo questo tipo di vibrazione potrebbe danneggiarmi? Sarebbe forse far meglio credere che sono morta in un altro modo (meno sconvolgente per loro)?
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  1. 2 giorni fa
  2. Coscienza
  3. # 2
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Grazie Alessia per aver accettato di condividere questa tua profonda esperienza,
sono sicuro che possa essere di aiuto anche ad altri.

Per chi ci legge:

Per favore, leggete queste parole nel loro contesto. Nessuno qui sta indicando il suicidio come una soluzione valida in generale per la sofferenza. L'ho già detto in questo video https://accademiainfinita.it/video/1023-perche-il-suicidio-non-e-una-buona-idea e torno a ripeterlo: l'unico momento in cui potrebbe essere una soluzione accettabile è quando si fa questa scelta a fronte di sofferenze che rendono realmente impraticabile la vita, mantenendo però la testa sulle spalle, in piena consapevolezza e ponderandola attentamente per un lungo periodo. Soprattutto, questa scelta non va mai fatta da un punto di disperazione, ma con sobrietà, altrimenti il bagaglio emozionale negativo resterà con noi anche le dopo-vita.
Questo è un tema delicato, ma me la sento di discuterlo qui anche dando indicazioni precise, perchè so che può essere di utilità a molti, e perchè confido nell'intelligenza di chi legge.

Se stai avendo pensieri suicidi proprio ora chiama subito i Samaritani al numero: 800 860022 da fisso (gratuito) - 06 77208977 da cellulare (costi del tuo operatore verso i telefoni fissi).
I Samaritani sono una rete internazionale di volontari laici pronti ad ascoltarti e a darti un sostegno emotivo, in assoluta riservatezza (sito web: http://www.samaritansonlus.org).


Ti copio qui quanto ci eravamo già scritti via mail.

Ti volevo chiedere se hai meditazioni particolari che secondo te potrebbero essermi utili in questo periodo che, salvo imprevisti, mi porterà al trapasso.


Usa qualsiasi meditazioni o pratica che ti aiuta a connetterti con il tuo sè superiore, le tue guide o qualsiasi altra presenza benevola che tu senti nel tuo cuore

ad es. https://accademiainfinita.it/meditazioni-guidate/133-meditazione-guidata-allinearsi-al-se-superiore
C'è anche una pratica specifica per aiutare a conservare la consapevolezza al momento della morte, non è complicata e provo a condividertela qui.

Se ti risuona praticarla abbastanza spesso quotidianamente finchè non senti che è diventata un automatismo
Quando sei in meditazione, o quando stai per addormentarti, o quando ti senti connessa al tuo Sè Superiore, porta l'attenzione nella zona da sotto al gola fino al centro della testa, immaginando che ci sia un tubo luminoso (tipo neon) che va da sotto al gola fino alla fontanella.
Focalizzati sulla luce del tubo ed esprimi l'intento di conservare la tua consapevolezza. Puoi ripetere silenziosamente "io conservo la mia consapevolezza", "io sono consapevole" etc. Fallo per almeno 5 minuti

Al momento del trapasso, ripeti la procedura mentre sei in transizione, ti aiuterà a rimanere consapevole. Il tubo luminoso si chiama "Vaju Udana" nella tradizione dello yoga, ed è dove la consapevolezza si colloca prima di uscire dal corpo fisico.

Un altra pratica che potrebbe esseri di aiuto ( e puoi integrarla facilmente con quella del Vaju Udana) è lo Yoga Ndra, https://accademiainfinita.it/meditazioni-guidate/pro/1102-yoga-nidra

Più ti alleni a entrare in uno stato in cui il corpo addormentato ma la mente sveglia, più sarai in grado di lasciare il corpo consapevolemente ed effettuare una transizione più fluida.

In ogni caso, non prendere tutto questo come un "lavoro", vivilo come un gioco e con curiosità, la cosa più importante rimane quella di liberarsi di ogni zavorra terrena e questione irrisolta, per il resto avrai molti aiutanti che ti prenderanno per mano nella fase di passaggio, non avere paura... poichè stai facendo una scelta molto consapevole hai dato il tempo anche a chi sta dall'altra parte di preparasi a riceverti.
Inoltre ti vorrei chiedere un parere anche su un altro aspetto. Seppur, come ti ho scritto prima, ci siano persone aperte all'idea del suicidio assistito, altre persone invece non lo accettano e rimangono sconvolte o lo condannano (vuoi per l'influenza cattolica, vuoi per credenze o condizionamenti vari). Per cui sto riflettendo sul da farsi, ovvero se parlarne o meno con vecchie conoscenze che non frequento più ormai ma ogni tanto, seppur sporadicamente, ci si sente ancora. So già che non troverei supporto ma resistenza, però se non gliene parlo, c'è una parte di me a cui dispiace andarsene senza essere stata limpida.

Al contempo rifletto anche sull'energia che questo tipo di notizia susciterebbe, che è appunto molto negativa (rabbia, paura, opposizione). Nel momento in cui l'anima lascia il corpo questo tipo di vibrazione potrebbe danneggiarmi? Sarebbe forse far meglio credere che sono morta in un altro modo (meno sconvolgente per loro)?


Trattandosi di un momento delicato per la tua coscienza evita di smuovere energie che potrebbero confonderti o renderti il passaggio più complesso.
E' bene che tu voglia dare una comunicazione chiara a tutti, puoi farlo con un video, con una lettera etc.
Parla apertamente con quelle persone che sono molto importanti per te, liberati di qualsiasi questione irrisolta e non detto (puoi farlo anche con una lettera se la persona è irraggiungibile, deceduta o non te la senti di incontrarla)

Insomma, metti a posto tutte le questioni terrene e alleggerisciti di ogni zavorra, ti faciliterà di molto il viaggio.

Abbraccio,

N:
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  1. 2 giorni fa
  2. Coscienza
  3. # 3
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