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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. LAURA PACINI
  2. Coscienza
  3. 16 Gennaio 2019
Ciao Niccolò avrei questa riflessione da condividere che mi è stata stimolata ascoltando alcune tue riflessioni nei tuoi video su YouTube: più volte , ma nello specifico nel tuo video sulla pratica dell’ Ho-oponopono, tu evidenziavi l’importanza del responsabilizzarsi , cioè di sentirsi responsabili di ciò che ci accade nel mondo esterno , ricondurre sempre e comunque a noi ogni circostanza esterna della nostra vita. Ora se questo può essere capito e se ne può fare
esperienza per circostanze di piccola o media “gravità “( il capo che ti offende, l’amico che ti trascura , fino anche forse un tradimento) più difficile è per me immaginare di riuscire di farsi carico nell’accezione sopra descritta di circostanze più gravi , come per esempio una violenza fisica: un marito che percuote la moglie o peggio ancora le violenze perpetrate verso un bambino, per arrivare alle tutte numerose atrocità collezionate dalla storia...mi chiedo un bambino come può essere responsabile di gesti atroci nei suoi confronti? Come può assumere la consapevolezza che la sua reazione a quella circostanza esterna di violenza dipende esclusivamente da lui... e che guardando la vicenda da un punto di vista diverso , in una posizione di terzietá , la sua reazione / resistenza può essere diversa ? Al punto da ringraziare piuttosto che maledire?
Ecco , questo è il punto in cui attualmente mi sono arenata .
Grazie ciao.
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Ciao Laura,
mi chiedo un bambino come può essere responsabile di gesti atroci nei suoi confronti?

il dubbio che tu poni è uno dei più antichi del mondo e non credo ci sia una risposta veramente soddisfacente... tranne quella l'esperienza personale.

Posso darti delle risposte "filosofiche" però.
Il bambino in questione sarà di solito veramente capace di perdonare il proprio carnefice quando diventerà adulto, non solo fisicamente ma soprattutto spiritualmente. Nel momento in cui il suo livello di coscienza sarà abbastanza elevato, si renderà conto di non essere mai stato in realtà un bambino, ma di avere vissuto milioni di anni di esperienze nel tempo lineare, di essere stato a sua volta carnefice in altre esperienze... insomma d fare parte di un gioco di coscienza infinitamente più vasto e ricco di quanto potesse immaginare.
Questa consapevolezza sorgerà di solito inizialmente in maniera intuitiva... ovvero capirà che assumersi la responsabilità della propria esperienza e perdonare i propri carnefici gli fa bene e gli permette di andare oltre, anche se non ha ancora diciamo le "prove" di queste intuizioni.

Più avanti, smuovendo questi blocchi emozionali e elevando ancora di più la propria consapevolezza, potrà rivivere memorie di altre esperienze di vita... ricevendo così le prove concettuali di ciò che aveva intuitivamente compreso.
A me a tanti altri è accaduto così... abbiamo rivissuto esperienze in cui avevamo ucciso, violentato, torturato... e questo ti proietta ancora di più verso la volontà di perdonare continuamente e lasciare andare ogni giudizio.

Ora, dire che uno "è completamente responsabile di ciò che gli accade" può essere frainteso. Perchè in realtà ogni creazione è sempre una co-creazione di diverse consapevolezze individuali che giocano insieme, si tratta dunque di una responsabilità condivisa.
Ciò di cui però si è certamente responsabili è il modo in cui si sceglie di vivere, filtrare e interpretare le proprie esperienze.
Uno vive il trauma in maniera tragica, un altro lo elabora e passa oltre. Sono due modi diversi di interpretare la stessa esperienza. Il modo in cui interpreti e la tua capacità di andare oltre dipende dal tuo grado di consapevolezza/saggezza.

Diciamo dunque che capire il concetto di responsabilità va fatto passo passo... prima si accetta di essere responsabili delle piccole cose, e poi si comincia ad ampliare questa comprensione. Ad un certo punto diventa più chiaro che non si può essere responsabili solo al 50%, non ha senso. Se si co-crea la propria realtà, è una co-creazione totale.

Per quanto possa apparire difficile da accettare, l'essere umano è capace di farlo. Ora più che un tempo. Gesù perdonava ed amava totalmente i propri carnefici, non perchè fosse "buono", ma perchè la fiamma che lo alimentava era Amore totale. Questo stato di coscienza oggi più che mai è vicino ai cuori di molti che si stanno svegliando, non è più solo riservato a mistici e santi.
Ma non va raggiunto con uno sforzo mentale, non va tanto compreso con la razionalità quanto vissuto e vissuto ancora, finchè non diventa un naturale mondo di stare al mondo. L'intelligenza del Cuore sa già qual'è la strada da seguire.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 1
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Dunque se ho ben compreso rimuovendo i blocchi emozionali e raggiungendo un livello di consapevolezza maggiore entrerei in contatto con me nelle mie precedenti vite.
Scoprendo magari di essere stata un carnefice dei più feroci ... ma non c’é il rischio di venire destabilizzati da un’esperienza simile ?
Questa possibilità che tu esprimi in cui da queste esperienze in “mondi paralleli “ si esce con l’aver acquisito la capacità di perdonare ... perché in realtà nessuno é da perdonare , il concetto di buono e cattivo non esisterebbe o perlomeno scomparirebbe il giudizio perché tutti hanno avuto entrambi i ruoli ...dunque nessuno può permettersi di giudicare ... ebbene tutto ci mi risuona e mi commuove profondamente sebbene non ne comprenda razionalmente il motivo, ma contemporaneamente mi inquieta...per la grande insidia che rappresenta per la grande mamma -ragione, che non può essere dismessa così, e soprattutto per non sapere dove percorsi di questo tipo portano... in altre parole come si fa a distinguere fra una sana espansione della propria coscienza e una manipolazione di un ego scaltrissimo che ci porta alla pazzia ?
Grazie ancora
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 2
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Dunque se ho ben compreso rimuovendo i blocchi emozionali e raggiungendo un livello di consapevolezza maggiore entrerei in contatto con me nelle mie precedenti vite.

Dipende, è soggettivo. Il "velo della dimenticanza" è diversamente spesso per ciascuno, a seconda di quello di cui al sua anima ha bisogno per crescere.
perché in realtà nessuno é da perdonare , il concetto di buono e cattivo non esisterebbe o perlomeno scomparirebbe il giudizio perché tutti hanno avuto entrambi i ruoli

esattamente, hai compreso la parte più importante. Ma qui si giunge dopo aver perdonato per un po', considerandosi "buoni" rispetto all'altro ancora considerato diverso, ecco che infine ci si accorge che il vero perdono è integrazione totale, è unione con l'altro per diventare Uno.
come si fa a distinguere fra una sana espansione della propria coscienza e una manipolazione di un ego scaltrissimo che ci porta alla pazzia ?

Quando la coscienza si espande, anche se all'inizio ci si può sentire confusi e destabilizzati, dopo si prova amore... ci si sente fluidi e in pace con il mondo. Diversamente, il gonfiarsi dell'ego genera sempre un senso di "lotta interiore", una sensazione spiacevole di conflitto e di dover dimostrare qualcosa al mondo.
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 3
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Eppure a me è proprio questo concetto di “buoni” che mi pesa ... questo esserci buoni che perdonano e cattivi che vanno perdonati....è proprio questa contrapposizione che non mi lascia andare avanti ... “io sono buona perché perdono” .... mi risuona come un’affermazione egoica... o comunque qualcosa di “innaturale “ e qui nuovamente mi blocco...
Grazie.
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 9 mesi fa
  3. #643
Perchè dovresti bloccarti? Significa semplicemente che sei pronta ad avere una diversa e più corretta visione del perdono, non ti pare?
  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 4
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Si, se avessi fatto esperienza di questa assenza di dualità, del fatto che tutti noi siamo stati vittime e carnefici... ma poiché così non é, per ora lo devo prendere come atto di fede, accettarlo come assunto da cui partire ed é quì che un po’ mi areno ...
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 9 mesi fa
  3. #645
Datti tempo. Se l'idea del perdono stride in te perchè senti che non esiste colpa, sei già su questo livello di consapevolezza, indipendentemente dal fatto che tu abbia memoria di quando facevi la parte del carnefice.
Rifletti anche sul fatto che ogni anima deve vivere tutte (ma proprio tutte) le esperienze per poter crescere, quindi è logico che sarà ora carnefice ora vittima finchè non sarà in grado di riconoscere l'illusione del gicoo e andare oltre.
  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 5
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Ok, grazie Niccolò!:)
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  1. più di un mese fa
  2. Coscienza
  3. # 6
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Ciao Niccoló
sono andata a cercarmi proprio questo post di diversi mesi fa.... non è stato facile visto che i miei post carichi di punti interrogativi hanno ben ben ingolfato questo forum!?
Ma questo lo ricordavo perché ti ho incalzato parecchio con domande e sub domande, perché il mio sentire non riusciva ad armonizzarsi con la ragione ...terminavo il post ovviamente ringraziandoti ma allo stesso tempo con la delusione di aver sfiorato qualcosa senza riuscire ad acchiapparlo ( d’altronde come si può acchiappare un raggio di luce?).
Dopo il seminario “ luce che io sono” c’è però stata una svolta .... non mi sono vista nelle danze delle vite passate vittima e carnefice, così da farmi capire che siamo all’interno di un gioco in una posizione di equilibrio..ma è successo qualcosa di diverso : perché attraverso questo amore incondizionato che ho ricevuto nel cerchio di luce, io ho potuto contattare quella parte pura e “ sana” di chi sento come il mio carnefice che avevo completamente dimenticato e che probabilmente anche lui ha completamente dimenticato... ciò non mi spinge all’esigenza di perdonare ma è più come una preghiera rivolta a me di riconoscerla e imprimerla nella memoria della mia anima, perché ciò che chiede è solo di non essere dimenticata..
Dunque nel mio caso è come se la memoria avesse trasceso il concetto di vittima e carnefice ... forse è suggestione... o forse no... boh! Ciò che però è certo che di fronte a tutto questo il mio corpo risponde con un grande senso di pace e apertura ...
Non so se sono riuscita ad esprimermi chiaramente...grazie
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  1. 2 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 7
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Ti sei espressa perfettamente :)
E' proprio così che accade la trascendenza. Quando vai oltre, perde senso l'idea di perdono perchè realizzi che non ci sono colpe, ingiustizie, nè vittime e carnefici... ma solo attori che si aiuitano a vicenda a ricordarsi chi sono veramente.
Te l'ho già scritto e te lo ripeto, tutto ciò è espressione della tua maestria che desidera cominciare ad uscire allo scoperto: questi stati di coscienza sono rari e richiedono un alto livello di consapevolezza che tu evidentemente stai imparando a riconoscere. Non lasciarti ingannare dalle cadute, dai dolori e dalle apparenti perdite dell'allineamento... anche quando si lascia fiorire la maestria tutto ciò continua ad accadere, spesso persino con maggior irruenza di prima... almeno per un po', perchè l'ego si ribella con tutte le sue forze a un cambiamento che nno può comprendere; ma si comincia a vivere tutte queste cadute in modo diverso, appunto liberandosi dei panni della vittima e cominciando a riconoscere sinceramente il ruolo della sofferenza come alleata del risveglio.

Abbraccio
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  1. 2 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 8
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Grazie Niccolò, le tue conferme comunque aiutano perché c’è sempre il tarletto che ti suggerisce che te la stai raccontando ...
Vorrei anche fare una precisazione del mio sentire: e cioè che questo ,chiamiamolo “trascendere” , non significa per me che adesso io vado a cena fuori con chi mi ha fatto soffrire ( carnefice devo dire che mi risuona troppo forte !) anzi vedo addirittura con maggiore chiarezza le nostre distanze e faccio ancora fatica a relazionarmici ad un livello “ più quotidiano “ , tuttavia c’è quell’altro livello in cui nutro quel ricordo animico che mi consente di vivere meglio il mio quotidiano e in particolare il disagio / sofferenza che ancora mi genera ... grazie!
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  1. 2 settimane fa
  2. Coscienza
  3. # 9
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