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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. Sabrina
  2. 21 giorni di guarigione emozionale
  3. 26 Novembre 2018
Caro Niccolò,
Sto praticando le meditazioni proposte nel percorso "21 giorni di guarigione".
La meditazione Offrire la sofferenza al Divino mi aiuta molto a lasciar andare e a comprendere meglio il vero significato dell'abbandono al Divino. Cerco di metterla in pratica anche quando sono fuori casa, quando capitano situazioni che mi portano sofferenza.
Per il mio lavoro sono sempre in contatto con persone con le quali entro in empatia e mi parlano dei loro problemi e delle loro sofferenze. L'empatia che ho sempre avuto mi porta a sentire e prendere molto dal punto di vista energetico della loro sofferenza al punto che a volte sono sfinita e scarica. Sto provando anche con loro ad offrire la loro sofferenza al Divino. Provo a pensarmi come un tramite che invia la loro sofferenza, oltre alla mia.
Vorrei chiederti se effettivamente la meditazione può essere utilizzata anche in questo modo o se esiste un altra pratica più opportuna da mettere in atto in questi casi.
Ti ringrazio anche per questo spazio dove poter fare domande che non è possibile fare a nessun altro altrimenti sarei/saremmo considerati un po' strani.
Con immensa gratitudine
Sabrina
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Sto provando anche con loro ad offrire la loro sofferenza al Divino. Provo a pensarmi come un tramite che invia la loro sofferenza, oltre alla mia.
Vorrei chiederti se effettivamente la meditazione può essere utilizzata anche in questo modo o se esiste un altra pratica più opportuna da mettere in atto in questi casi.

Certamente. Quella che descrivi è in effetti una modalità molto rapida per aprire il cuore e sperimentare la vera compassione. Se lo fai sinceramente ne avrai moltissimi doni perchè ti starai offrendo come strumento di guarigione.
Attenzione però a non farti carico del bagaglio altrui. Se quando ti offre come dici ti senti poi stanca e appesantita, significa che non stai realmente offrendo al Divino la sofferenza altrui, ma la stai prendendo su di te. Quando si entra nello stato di vera compassione se ne esce sempre con più energia. Sì, si possono versare lacrime per il dolore altrui... ma sono un genere di lacrime dove gioia e dolore sono fusi, sono lacrime di Amore che liberano l'anima.

Quindi se ti senti appesantita esercitati invece ad accogliere il dolore altrui con più distacco, senza farlo risuonare troppo con al tua stessa sofferenza. So che non sembra facile a chi come te probabilmente è naturalmente molto empatico, ma è passaggio spesso necessario per accedere a uno stato di compassione più alto e nutriente.
Questo distacco di cui parlo non è freddezza ma saggezza, è quell'intelligenza che ti fa fare u passo indietro per guardare l'altro da una prospettiva più ampia, vedendo... oltre la sua parte sofferente, anche il colore della sua Anima, che in quella sofferenza rimane sempre serena.

Abbraccio
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Grazie! In effetti non sono mai riuscita a creare il giusto distacco. Mi viene spontaneo, ma non facile, sentire le persone come parte di un'unica Vita che si evolve, più che come singoli individui, ciascuno con i propri problemi Mi aiuta molto in questo la meditazione Connessione con la Sorgente. Potrei continuare a lavorare sul distacco in questo modo? Grazie
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 2 settimane fa
  3. #580
Sì, continua in questo modo e quando ti accorgi di appesantirti prendi una pausa. Non sta a te portare il bagaglio altrui, e non possiamo veramente aiutare quando proviamo un senso di pena per gli altri.
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