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Discutiamo insieme su tutto ciò che è "nuova" saggezza.
  1. Salute
  2. 28 Giugno 2018
Caro Niccolò,
grazie per mettere nel mondo la tua energia, attraverso le meditazioni e gli altri video, di modo che ognuno di noi possa prendere ciò che gli serve in quel momento e condividere ulteriormente le proprie energie. Sono arrivata a te grazie alla mia ennesima ricaduta nella "sofferenza" e nella "depressione" e questo mi comunica che forse avevo bisogno di capire dentro me stessa il vero messaggio di queste energie che in modo caotico mi mettono così a disagio tanto da non riuscire più a condurre una vita "normale". In questi momenti gli episodi che più scatenano in me questo subbuglio sono la morte e la paura di morire soprattutto se vissuti causa un parente deceduto, una malattia, una morte accidentale alla quale ho assistito o un incidente, ecc. tanto da aver paura di poter essere io la causa di queste sofferenze (quanta importanza che ci diamo!) La sofferenza fisica, il panico, l'ansia, la necessità di scappare, ecc...derivati da questi episodi come possono essere interpretati?
Come fare proprio il messaggio "finchè non accettiamo il dolore non possiamo superarlo"? Come zittire la mente e ascoltare le proprie sensazioni per ciò che sono senza dargli etichette dopo anni di martellamento continuo? Hai altri suggerimenti oltre alla meditazione?
Tengo a precisare che sto facendo un percorso con una psicoterapeuta da diversi anni.
Ti ringrazio per la tua presenza e energia che diffondi.
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Ciao,
hai detto una cosa fondamentale...
quanta importanza che ci diamo!

Io credo che nell'importanza che ci diamo risieda anche il nodo principale di qualsiasi sofferenza. L'importanza personale era ritenta dal maestro di Castaneda anche il maggiore ostacolo al risveglio dello Spirito, non a caso...
Con importanza personale si intende l'identificazione estrema con la propria struttura egoica (che sia vittima o carnefice non fa differenza) al punto da gonfiarsi nell'immensa presunzione di capire il mistero dell'esistenza.
Chi ha molto fuoco trasforma questa importanza personale in arroganza e diventa un presuntuoso, chi tende verso la malinconia diventa invece depresso e privo di motivazione... ma l'origine è sempre l'importanza personale.

Non intendo dire con questo che lo stato di depressione non abbia una sua utilità: ha infatti una funzione infallibile nel mandare in crisi proprio le strutture dell'ego che non ci servono più, nello stimolarci a cambiare pelle. Ma quando la depressione diventa cronica, quando si trasforma in un "male di vivere" che ci trasciniamo dietro sempre più stanchi (ma in fondo un po' rassegnati), ecco che è di nuovo l'importanza personale a prendere il comando, facendoci credere che il nostro destino sia magari... quello di soffrire.

Per questo motivo io trovo che lo strumento in assoluto più potente di tutti sia sdrammatizzare sé stessi, alleggerirsi del bisogno più o meno inconscio di sentirsi vittime sacrificali o malati senza speranza.
Come si fa? Il modo migliore è stare con le altre persone, aumentare le proprie relazioni, passare più tempo possibile in contesti leggeri dove si fanno e condividono cose con persone amiche.

So perfettamente quanto per il depresso questo sia difficile, perchè il guscio sembra duro da rompere, eppure la via è questa, e io mi stupisco sempre di quanto rapidamente lo stare giocosamente con gli altri possa sdrammatizzarci.
Improvvisamente scopriamo che non ci siamo solo noi, ci sono anche gli altri! Questi altri hanno problemi diversi dai nostri, alcuni li possiamo consigliare, da altri possiamo trarre ispirazione, ma soprattutto ci rendiamo conto piano piano che la nostra sofferenza ha un recinto molto piccolo a confronto con l'immensità dell'umanità che la circonda; quel recinto diventa immenso solo quando ci chiudiamo dentro di esso e ne facciamo il nostro nido di dolore.

Per chi se lo può permettere, un periodo di lavoro e condivisone in una comunità dove si accompagna il lavoro spirituale a quello della terra è l'ideale. Non ci sono molti luoghi così in Italia, ma a cercare qualcosa c'è di sicuro, così a memoria mi viene in mente Damanhur vicino a Ivrea, Miasto qui in Toscana, Alcatraz in Umbria, Findhorn in Scozia... è probabile che si trovino anche comunità più piccole e che condividono una spiritualità più leggera, meno segnata dalla presenza di un maestro o di una via (Findhorn e Alcatraz ad esempio sono così... leggere).

Comunque, il contatto con Madre Terra, la condivisione e il gioco con gli altri, il lavoro spirituale nel gruppo... questi sono gli ingredienti chiave secondo me per qualsiasi profonda guarigione emozionale.
Tutte le altre cose che uno può fare aiutano di sicuro, ma sono forse meno incisive e tendono a diluire la sofferenza piuttosto che a trasformarla fino in fondo (questa è una mia opinione comunque, ognuno ha un percorso suo e può essere benissimo il caso che il lavoro individuale con un terapeuta porti a una profonda guarigione).

Ti consiglio quindi di continuare il lavoro di meditazione, ti sosterrà e ti darà chiarezza, ma cerca anche di capire dentro di te se desideri e ti senti pronta per un'esperienza di guarigione condivisa, profonda e trasformativa... e se senti quel desiderio comincia a cercare fiduciosa, affidando al tuo Spirito di portarti le risposte e le indicazioni giuste.

Abbraccio

P.s.
mi sono accorto che ho preso la tangente e non ti ho affatto risposto sulla paura della morte, ma probabilmente è perchè non avevo alcuna risposta :p
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 1
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Grazie Niccolò del tuo rimando. Mi stupisce il fatto che questi sintomi tornano a galla anche in momenti di condivisione (ho trascorso più periodi lontano a servizio degli ultimi). L'emozione si fa sentire più forte quando sono lontana da casa, motivo per il quale torno ad avere paura di allontanarmi soprattutto da sola. Faccio fatica a comprendere questo... dentro di me vorrei tanto fare altre esperienze di condivisione ma dubito della mia integrità psicofisica. E quindi abbandono soprattutto memore del vissuto così faticoso. E probabilmente facendo così rinforzo questa paura e le dò credito. Un circolo vizioso che si trascina da diversi anni. Grazie delle tue indicazioni...chi lo sa che ora grazie alla meditazione e a questa nuova visione che la sofferenza non va combattuta ma accolta forse riuscirò a ritrovare me stessa per riandare nel mondo...sarebbe davvero bello!
Continuerò a seguirti perché sento di essere più allineata e questo mi dà speranza ☺️
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  1. Mister X
  2. circa 1 anno fa
  3. #413
ciao, mi stanno succedendo le stesse cose tue e ho notato anch'io l'importanza delle esperienze di gruppo; se un giorno vorrai seguire la via della condivisione (anche pratica), sentiti libera di scrivere a persone con problemi simili. Sofia
  1. Amiro
  2. circa 1 anno fa
  3. #432
Cara Sofia, ci sono esperienze di gruppo che mi suggerisci? Sto valutando di fare un periodo di volontariato in una comunità spirituale...in cambio del tuo aiuto puoi usufruire delle meditazioni di gruppo e condividere con gli altri. Grazie per aver commentato il mio interveto...mi fa sentire meno sola di fronte a questa paura. Ti ringrazio di cuore...
  1. Mister X
  2. circa 1 anno fa
  3. #438
Ciao! sono appena tornata da una di queste realtà e farò un periodo di volontariato in una comunità spirituale (la sincronicità è bellissima), sono esperienze che penso dovrebbe fare chiunque combatta con problemi interiori e paure che non sempre riesce a gestire.. andare là mi ha fatto rendere conto che persone insospettabili vivono cose molto simili ma nessuno lo dice per vergogna. pensa che io mi sono aperta per prima e quindi gli altri sono stati più incoraggiati a farlo.. mai avrei pensato che i miei errori avrebbero potuto produrre qualcosa di talmente bello. ti scrivo in privato
  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 2
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L'emozione si fa sentire più forte quando sono lontana da casa, motivo per il quale torno ad avere paura di allontanarmi soprattutto da sola.

In questo caso è importante trovare occasioni di condivisione dove anche gli altri condividono le nostre stesse paure e tematiche, dove si lavora sulla guarigione emozionale tutti insieme. E' un po' come per le comunità di recupero per i tossicodipendenti, il contesto funziona perchè sei in mezzo ad altri che hanno il tuo stesso "problema", non ti senti emarginato. Il volontariato e il servizio agli altri può venire in una fase successiva, quando c'è più equilibrio.
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 3
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Caro Niccolò...ho avuto una risposta positiva dalla comunità buddista di Pomaia per fare un'esperienza di volontariato. Tu sai dirmi qualcosa?
Non vorrei fosse troppo "impegnativa" ... come scegliere?
Mi sono iscritta al tuo corso perchè ascoltare le tue meditazioni e spiegazioni mi è stato di vero aiuto e credo si sia aperto un piccolo spazio di crescita dentro di me che voglio sfruttare bene.
Ti ringrazio di cuore.
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 1 anno fa
  3. #433
Non conosco questa comunità, io ti consiglio di andare senza rifletterci troppo. A cambiare idea sei sempre in tempo, e ricordati che senza rischiare non si cresce! Abbraccio
  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 4
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Grazie...forse hai ragione ma la mia paura più grande è di stare male, di non saper gestire la situazione quando l'ansia diventa forte e ho paura di impazzire. Sento la testa che continua a martellare con il pensiero "starai male, adesso ti succederà qualcosa, non riuscirai a controllarti". Ho ascoltato le tue spiegazioni e fatto diverse meditazioni e finché sono in un posto sicuro ce la faccio ma quando l'ambiente cambia non riesco più a mettere in pratica nulla e perdo il controllo fino ad avere un forte senso di svenimento. Come posso riuscire ad osservare la mente e distanziarmi dal ronzio mentale che mi travolge?
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 1 anno fa
  3. #435
Allora hai bisogno di un posto/gruppo dove ti senti al sicuro per fare i lavoro su di te e poi gradualmente uscire più allo scoperto.
Ti consiglierei di vedere se nella comunità che hai trovato c'è un responsabile a cui puoi spiegare la tua situazione specifica, di solito lo spirito buddhista è molto accogliente e magari ti inviteranno a provare ad andare e vedere come ti senti.
  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 5
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Grazie Niccolò...come mi hai suggerito ho esposto le mie difficoltà e mi hanno accolta con entusiasmo ugualmente...anzi! Ora sto prenotando il viaggio in treno e spero di riuscire ad arrivare a destinazione perchè ovviamente l'ansia si sta facendo sentire ed è anche peggiorata forse perchè le dò credito? Ho eseguito più volte la meditazione Essere Oceano, Accettare la sofferenza e ho acquistato anche quella della Paura. Sono tutte molto utili soprattutto quella dell'accettazione perchè a livello di immagini ti aiutano a capire come funziona la sofferenza, o quella che etichettiamo come tale, e vedendla come un piccolo essere sofferente e bisognoso di aiuto ci fa capire l'importanza di accettarla prima di trasformarla. Grazie quindi per tutto ciò che insegni. Tante volte però mi succede di fare fatica a mettermi dalla parte dell'osservatore soprattutto quando sono in difficoltà e sentirmi oceano o parte accogliente di quella paura non mi diventa proprio. Ci sono altre immagini più efficaci per accedere più facilmente allo stato di osservatore di quel flusso mentale così impetuoso? In certe situazioni faccio molta fatica a distinguere quella parte dall'io sono perchè io sono anche le onde in fondo....scusa la confusione ma vorrei avere più chiarezza perchè credo sia la chiave per gestire molte crisi d'ansia. O sbaglio?
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 6
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Ciao,
mi fa molto piacere che tu vada, vedrai che ti farà benissimo... persino se sarai in ansia.
Tante volte però mi succede di fare fatica a mettermi dalla parte dell'osservatore soprattutto quando sono in difficoltà e sentirmi oceano o parte accogliente di quella paura non mi diventa proprio.

E' normale quando l'ansia la fa da padrone.
In questo caso sono più utili pratiche fisiche che fanno scendere i livelli di ansia e lavorano direttamente sulla chimica del corpo senza bisogno di visualizzare o entrare in uno stato meditativo.
Il modo più semplice è usare il respiro, con al respirazione molto profonda (di pancia), lenta e ritmica.
Ho condiviso un po' di esercizi di respirazione antistress qui https://accademiainfinita.it/meditazioni-guidate/pro/984-esercizi-di-respirazione-antistress (questi sono a pagamento).

Comunque di base quando senti che l'ansia ti crea confusione mentale e disagio fisico per cui hai difficoltà a meditare
- Siedi e metti una musica piacevole
- Comincia a respirare solo con il naso gonfiando la pancia ad ogni inspirazione e sgonfiandola ad ogni espirazione
- Rallenta gradualmente il tuo respiro e rendilo sempre più lento, calmo e profondo
- Fai una piccola apnea tra un respiro e l'altro

Questo fa scendere automaticamente i livelli di stress/ansia.
Poi, tra gli ansiolitici naturali blandi puoi provare il Rescue Remedy (fiori bach), tra quelli più potenti l'olio di CBD (estratto dalla cannnabis... è un ottimo rilassante e non è psichedelico). Ce ne sono di sicuro molti altri, non ho molta esperienza in merito.

Abbraccio
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  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 7
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Ottimi gli esercizi di respirazione antistress che ho acquistato...ma oltre a praticarli nei momenti di ansia tu consigli di farli regolarmente tutti i giorni come una meditazione? Magari scegliendone uno e praticandolo per 5/10 minuti? So che non c'è una regola precisa ma è molto soggettivo... però volevo sapere un tuo parere. Anche per quanto riguarda le meditazioni è meglio tenere la stessa per un po' o va bene anche cambiare spesso? Ad esempio io pratico molto quella dell'accettazione per accogliere l'ansia e la paura...non vorrei focalizzarmi troppo su quell'aspetto...tu cosa consigli?
complimenti per il testo tratto da "microbiografia di una pulce" che hai messo negli approfondimenti del corso:)
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 1 anno fa
  3. #443
Per le meditazioni secondo me dipende solo da come ti trovi meglio, anche io amo variare spesso.
Gli esercizi di respirazione vanno bene anche da fare per raggiungere uno stato meditativo e rallentare le onde cerebrali, farli ogni giorno di sicuro non fa male! Comunque il senso è quello di educarsi a respirare in modo diverso, così che ti venga spontaneo usare la respirazione in modo intelligente quando senti i primi sintomi dello stress.
  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 8
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Caro Niccolò, è possibile scriverti in privato per un consiglio?
Grazie
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 1 anno fa
  3. #454
Ciao, preferisco se scrivi sul forum in forma anonima, altrimenti qualsiasi consiglio è utile solo a te. Grazie
  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 9
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Hai ragione..scrivo qui per condividere con tutti.:D
Strano...ieri ho scritto una risposta e questa mattina non c'era più...forse è un segno che non andava scritta? Eppure sono sicura di averla mandata...
Comunque nel messaggio scrivevo che non sono più riuscita a partire per l'esperienza di cui ti dicevo causa crisi d'ansia molto forti. Ovviamente ho avvertito il colpo della sconfitta ma mi sono anche detta che forse in questo momento si trattava di una cosa troppo grande per me...da tre mesi ho smesso un farmaco contro l'ansia e ora galleggio nel periodo dell'astinenza. Ho smesso e ricominciato più volte ma ora voglio andarci a fondo a costo di perdere lavoro e altre stabilità...è come aver messo un cerotto per tanti anni e ora sento il bisogno di gridare aiuto. Il tuo corso mi sta aiutando molto per gestire questi momenti ma ci sono giorni in cui faccio fatica ad appellarmi al sè superiore, a stare nella valle, a vedermi in un percorso in continua crescita...come fare in questi momenti? Come sentirsi parte di qualcosa di più grande e dare fiducia al mondo quando non riesci a uscire di casa per la paura? Questi farmaci sono droghe legalizzate ma molto più pericolose di quelle illegali...ci entri e poi nessuno ti dice come uscirne...questo meriterebbe un capitolo a parte.
Ti chiedo anche se puoi consigliarmi un percorso in qualche comunità dove sei seguito su questi aspetti e lavorare sui momenti di panico che ti paralizzano. Ogni tanto ci riesco anche da sola (meditando, respirando, accogliendo la paura,ecc.) ma vorrei condividere questo momento con qualcuno che possa capire...come dici tu prima di aiutare gli altri devi lavorare su di te e ora sento che ho bisogno dell'aiuto di qualcuno, di condividere; vorrei urlare il mio dolore e sentirmi libera di farlo.
Grazie infinite...
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  1. Niccolò Angeli
  2. circa 1 anno fa
  3. #455
scusa... ti ho fatto riscrivere 2 volte. Avevo pubblicato la tua risposta come un nuovo post perchè avrebbe ricevuto più visibilità. Comunque vedo che l'hai già trovata :)
  1. più di un mese fa
  2. Salute
  3. # 10
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