L'universo in cui viviamo è in realtà un multiverso, composto da infinite realtà sovrapposte e parallele, ognuna che vibra ad una frequenza unica. Ognuna di queste realtà è un mondo completo e coerente, con i suoi abitanti e le sue "regole". I portali di cui parlo qui non sono altro che le soglie attraverso cui possiamo accedere a universi adiacenti al nostro, sperimentando altri mondi e incontrando i loro popoli.

Uno dei mondi più vicini a noi è senz'altro quello del cosiddetto "Piccolo Popolo", abitato da quelli che chiamiamo gnomi, fate, folletti, ondine, salamandre, e così via...
Nei meravigliosi boschi che circondano la mia casa, molto spesso ho sperimentato l'attraversamento della soglia (ormai ai nostri giorni sempre più sottile) tra la mia realtà e quella del Piccolo Popolo. Talvolta basta sedere in silenzio su una roccia, magari ai piedi di un albero maestro, e fissare lo sguardo sulle foglie poco lontane di un cespuglio, per cominciare a percepire la presenza curiosa degli esseri della foresta. 
Come racconta anche Anne Givaudan nel suo libro "Il Piccolo Popolo", essi preferiscono i luoghi dove l'elemento minerale si fonde armonicamente a quello vegetale, dove rocce e muschio sono abbondanti, e la presenza umana non è invadente.

Attraversare il portale, la soglia che separa i nostri mondi è in realtà più semplice di quanto pensiamo. Spesso ci accade naturalmente, solo che non ce ne accorgiamo. Ricordo bene una volta in cui tentavo di mettermi in comunicazione con gli abitanti di un luogo roccioso e potente, sulla riva del fiume Farma. Percepivo benissimo la loro presenza ma non riuscivo bene a comunicare. Dopo alcuni minuti vidi chiaramente sul muschio di un tronco apparire il volto un pò imbronciato di un piccolo essere, e la voce dentro di me che diceva: "Noi ci siamo, ma tu non ti sei presentato!". Avevo dimenticato di presentarmi e introdurmi, cercando subito di far loro domande... che maleducato! Non appena dissi il mio nome e mi presentai, vidi che sul tronco il volto era ora sorridente e ben disposto.

Ecco alcuni "portali ramificati", immagini che ho creato ispirato dalla soglia che ci divide dal mondo della Natura e del Piccolo Popolo.

Le ramificazioni degli alberi offrono un esempio straordinario di geometria sacra. La stessa struttura matematica si ripete in modo identico in scala sempre più piccola (geometria frattale), pur con le varianti tipiche di una struttura organica. Il risultato sono geometrie viventi, nelle quali è possibile individuare l'ordine divino unito armonicamente all'apparente caos dell'organico, un "caosmos" ipnotico e meraviglioso nel quale è meraviglioso perdersi e ritrovarsi.

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