Che cos'è un maestro?
Un maestro è una figura d'ispirazione, che con la sua semplice presenza sa illuminare tutto ciò che lo circonda, con amore e compassione. È un'immagine di equilibrio, sospesa fra le nuvole, in un istante eterno.

I suoi silenzi contano molto più delle sue parole, perché in essi è racchiusa la consapevolezza dell'infinito che ci portiamo dentro, latente eppure sempre presente. Quando respira il segreto del mondo si schiude agli occhi di chi presta attenzione.

Il maestro commuove e fa riflettere, avvolto nella sua elegante umiltà.

Una volta il maestro era percepito come una figura distante, quasi appartenente ad una diversa realtà, uno stilita sulla sua colonna. Sapienza in cammino, impeccabile esempio di trascendenza assoluta, rischiava spesso di venire trattato da idolo, davanti cui chinarsi, le armi dell'intelletto deposte a terra, in uno stato di cieca obbedienza.

Lungo le trame della storia, i maestri erano un'élite costituita da pochi, speciali individui.

maestri contemporanei

Per chi sa guardare con passione al di là delle apparenze, dietro le guerre ed i conflitti di ogni natura, quello contemporaneo è un tempo in cui i muri si abbattono e le differenze tendono a dissolversi. È il tempo in cui la solidarietà fa capolino dietro le divisioni, è il tempo in cui "io e te" diventa "noi", la nascita di un nuovo umanesimo, dilagante, universale.

L'uomo inizia a scorgere con chiarezza l'unità dietro le distinzioni, attraverso lo strumento dell'empatia percepisce che non vi è soluzione di continuità fra lui ed un altro essere umano, un animale, una pianta, una roccia, l'aria che respira… siamo tutti fatti della medesima, mistica sostanza, celata dietro le nostre forme.

In questo senso, alcune categorie e classificazioni create dall'uomo iniziano a perdere di valore, come quelle sociali, religiose, etniche, e via dicendo. E questo riguarda anche i maestri.

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Il seme del magistero è deposto in ognuno di noi, e a noi spetta prendercene cura e farlo crescere, nutrendo quel quid di unicità che ci è stato donato. Dato che ognuno di noi è irripetibile, ognuno di noi è maestro, poiché ha in sé qualcosa che merita di essere condiviso, un talento, un particolare punto di vista sul mondo, una fragranza speciale.

La maestria è l'arte di coltivare tale seme, affinché diventi quella pianta che è suo destino essere; non è, questa, una pianta destinata ad ornare "il nostro orticello", ma piuttosto una creatura del mondo, devotamente al servizio degli altri… anche se l'Altro in realtà non esiste, come non esiste l'Io.

seme di Teak

Quello che maggiormente mi affascina del maestro contemporaneo è la sua imperfezione, la sua fragilità, la sua umanità. Nel tempo odierno il maestro ha abbandonato il suo piedistallo, è disceso da quella colonna che lo teneva separato dal mondo, per affondare saldamente i piedi nella nuda terra. Il maestro odierno cade, fallisce, e trascorre momenti bui, ma non si vergogna della sua vulnerabilità, ed anzi la mostra agli altri, e ne condivide le lezioni di vita.

Egli non ha tutte le risposte, perché le risposte cambiano di continuo, e perché comprende di essere molto limitato, nella sua immensità. E proprio in questo sta la sua forza, perché la sua instabilità è la dinamo della sua evoluzione, e di quella altrui.

Il maestro contemporaneo non ha allievi, se non se stesso, ed onora il maestro insito in ogni creatura che incontra; con sempre maggior consapevolezza, i maestri siedono assieme, si scambiano un dono ed un sorriso, e poi proseguono il loro cammino, qualche volta in gruppo, qualche altra da soli.

donna allo specchio

Il maestro contemporaneo sei tu, che in questo momento leggi queste semplici righe, assimilandole e plasmandole nelle trame della tua saggezza, e portandole con te passo dopo passo.

Essere maestro non è una meta, ma un modo di essere e di vedere la realtà. Che inizia qui ed ora.

uomo alla guida

Benedetta Altichieri
Autore: Benedetta Altichieri

Il mio background formativo e professionale si compone di esperienze nel settore delle arti visive, della didattica dell’arte e dell’editoria accademica. Considero me stessa come un sistema in continua evoluzione; la mia spiritualità si esprime attraverso pratiche corporee di meditazione e usando la scrittura come strumento di indagine e di viaggio. Di più su Benedetta
Foto di Giorgia Salinitro


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