meditazione vipassana

La meditazione Vipassana è una antica pratica buddhista ed è anche una delle più semplici meditazioni da praticare, anche se non hai mai meditato prima.
Vipassana significa letteralmente "vedere in profondità", perché in questa meditazione si apprende gradualmente a contattare uno stato di pura consapevolezza: uno stato in cui l'acqua della nostra coscienza, che molto spesso è torbida per il continuo vorticare di pensieri, emozioni, confusione... diventa piano piano sempre più limpida e cristallina, finché ci è possibile vedere e sperimentare quello che c'è sul fondo di quel lago che è il nostro sé.

Quando ciò accade, gradualmente cominciamo a capire che fino a quel momento avevamo conosciuto solo una minima percentuale di ciò che siamo realmente, perché la nostra reale consapevolezza è così vasta che quando riusciamo a percepirla diventiamo letteralmente persone diverse, molto molto più ampie di quella persona nelle cui scarpe abbiamo camminato magari per tanti anni.

La meditazione Vipassana è una meditazione di pura osservazione, dove ci rendiamo testimoni di tutto ciò che accade dentro di noi, e nel primo step di questa pratica lo strumento che usiamo per osservare noi stessi è il nostro respiro. Il gesto del respirare, quando lo osserviamo senza fare nulla, è un catalizzatore naturale di consapevolezza. 

Infatti possiamo osservare il nostro respiro soltanto se siamo presenti, se stiamo vivendo il tempo presente nel suo svolgersi. Ogni volta che un pensiero ci distrae, come quando ci perdiamo a rincorrere una memoria o un progetto futuro, inevitabilmente ci dimentichiamo di osservare il nostro respiro, e questo ci dice che in quel momento non siamo presenti.


L'importanza del tempo presente

Perché è così importante stare in tempo presente? Perché, se ci rifletti un attimo, il tempo presente è l'unico momento veramente reale, veramente tangibile della nostra vita. Tutto il nostro passato e tutti i possibili futuri sono sempre dei fantasmi perché, anche se possiamo immaginarli o ricordarli, non possiamo mai essere lì con tutto il nostro essere.

Il nostro essere abita sempre e solo nel presente, al punto tale che potremmo dire che solo il presente esiste. E' un presente in costante movimento, che lascia la sua scia dietro di sé così come una nave lascia la sua scia sull'oceano, e allo stesso tempo punta su un futuro possibile, una tra infinite direzioni, che più la nostra nave si avvicina ad essa, più essa si fa probabile e tangibile.

Naturalmente possiamo usare le memorie del passato e le visioni del futuro per caricarci, per entusiasmarci, per accumulare potere e spinta, ma questo processo funziona solo se siamo solidamente radicati nel nostro presente. Il tempo presente è il nostro perno fondamentale, è la sede del nostro potere, e solo essendo presenti possiamo usare passato e futuro per diventare sempre più consapevoli.

Nota ad esempio come, quando sei molto distratto, quando ti perdi completamente dietro un ricordo o dietro un'immaginazione, alla fine puoi sentirti molto scarico. Accade perché ti sei sbilanciato, spostando il tuo punto di equilibrio dal perno reale del presente verso l'illusione del passato o del futuro.

Ma, torno a ripetere, essere presenti non significa non avere progetti o non coccolarsi con i propri ricordi. Significa essere consapevoli di esistere qui e ora, essere consapevoli che solo questo momento in costante movimento in cui puoi dire "io esisto" è reale, e che da questo momento puoi ricordare e progettare con grande efficacia, perché sei nel centro del tuo potere personale.

Allora la meditazione Vipassana e l'osservazione del respiro ci aiutano a fare proprio questo, imparare a percepire il nostro centro e a mantenerci in quella posizione. Questa meditazione non è l'unico modo di farlo, ma è sicuramente una delle meditazioni più semplici perché si basa sul catalizzatore naturale del respiro.


Impegno quotidiano per 21 giorni di Vipassana

Quando comincerai questa meditazione, potrai facilmente distrarti anche solo dopo pochi secondi. E' normale, perché la nostra consapevolezza è così poco abituata a stare in tempo presente che sempre cerca di fuggire altrove.

Potrai provare noia, potranno sorgere scuse, potrai sentirti stanco e avere sonno. Qualsiasi cosa accada, limitati ad osservare e a riportare la tua attenzione sul respiro.

Se ti senti scoraggiato perché sei più distratto di quanto pensassi, osserva lo scoraggiamento e riporta l'attenzione sul respiro. Se ti senti annoiato perché pensi di avere cose più interessanti da fare, osserva la noia e riporta la tua attenzione sul respiro. Se il tuo corpo prova dolore, prurito, fastidio, osserva il fastidio e riporta la tua attenzione sul respiro.

Perché questa meditazione funzioni, è importante che tu scelga di farla fino in fondo. Puoi cominciare con 5 minuti al giorno. Solo 5 minuti in cui scegli di sedere in silenzio e osservare il tuo respiro. Ma in quei 5 minuti fai un patto con te stesso e decidi di effettuare la meditazione fino in fondo, senza scuse. Spegni i telefoni, chiudi la porta, e dedica quei 5 minuti alla tua consapevolezza. Tutto ciò che potrà portarti a non rispettare quello spazio sarò solo una scusa, siine consapevole.

Puoi cominciare con 5 minuti al giorno e poi gradualmente aumentare questo tempo, fino ad arrivare a 21 minuti in cui siedi in silenzio e osservi il tuo respiro. Non cercare di fare il salto troppo lungo, non è necessario. Comincia con pochi minuti e poi aumenta gradualmente in base a come ti senti. Se ti sembra che sia troppo, torna ai 5 minuti, ma non interrompere mai la pratica quotidiana, è importante che tu dedichi uno spazio quotidiano alla tua consapevolezza almeno per 21 giorni perché siano gettate le basi di un lavoro più profondo.

Idealmente potresti svolgere i primi 21 giorni di Vipassana in questo modo:

  • 7 giorni - 5 minuti
  • 7 giorni - 10 minuti
  • 7 giorni - 21 minuti

Tuttavia trova tu il tuo ritmo durante l'esperienza, l'importante è che effettui la meditazione per un minimo di 21 giorni, che è il periodo base ideale per avviare qualsiasi processo di trasformazione. Dopo i primi 21 giorni è utile continuare la pratica quotidiana, almeno 5 minuti ogni giorno.

Puoi ascoltare musica o sedere in silenzio, non ha molta importanza. Fai ciò che ti facilita la meditazione, quando poi sarai più abile diventerai capace di integrare qualsiasi rumore esterno nella tua pratica: un abile meditatore può meditare in mezzo al traffico integrando motori e clacson come se fosse una musica rilassante!


La posizione per meditare

La posizione ideale per la meditazione Vipassana è seduti con entrambe le piante dei piedi che toccano terra, la spina dorsale diritta e le meni appoggiate sulle ginocchia o posate in grembo. Puoi anche sedere su un cuscino a gambe incrociate, l'importante è che la spina dorsale sia diritta ma non rigida. Puoi mettere dei cuscini dietro la schiena per sostenerla se la posizione ti risulta faticosa.

Naturalmente non è obbligatorio assumere questa posizione (possiamo stare in tempo presente anche a testa in giù appesi al ramo di un albero) ma probabilmente è la posizione che ti faciliterà di più nella pratica.

Durante la meditazione, resta immobile e rilassato. Se ti muovi continuamente, se cambi posizione, se ti gratti il naso... sarà più difficile accedere rapidamente a quella pura, cristallina consapevolezza.

Se hai un crampo o provi un forte fastidio muoviti, ma cerca di riprendere subito la pratica. Tieni anche conto che, a  livelli di meditazione avanzati, l'idea è di restare perfettamente immobili anche se hai il dolore più acuto: imparando ad osservare quel dolore nel suo esprimersi, senza fare nulla, lasciando che si sciolga gradualmente attraverso il nostro puro osservare. Se sei un meditatore alle prime armi, nessuno ti chiede di restare immobile qualsiasi cosa accada, ma idealmente quella è la tua meta.


La tecnica Vipassana: osservazione del respiro

Durante la meditazione respira soltanto con il naso e porta la tua attenzione al bordo delle tue narici e ai primi centimetri del setto nasale. In quella zona puoi chiaramente percepire il respiro che entra e che esce, e l'attenzione a questa percezione fisica ti aiuterà a restare in tempo presente. Non cercare di forzare il respiro, lascia che esso sia naturale e rilassato.

Quando inspiri, percepisci quindi il respiro che attraversa le tue narici e entra nel tuo corpo, poi percepisci la pausa che accade tra l'inspirazione e l'espirazione. Porta la tua attenzione in quello spazio vuoto e silenzioso, in quell'attimo in cui il respiro si è fermato.

Quando espiri, percepisci di nuovo il respiro che attraversa le tue narici e esce dal tuo corpo, quindi di nuovo porta la tua attenzione in quello spazio vuoto e silenzioso, in quell'attimo in cui il respiro si è fermato per poi inspirare di nuovo.

Non devi forzare questa pausa, è una pausa naturale, che avviene sempre, limitati semplicemente a notarla e ad essere presente mentre accade.

Ecco, questo è tutto ciò che devi fare per effettuare la meditazione Vipassana:

Siedi in silenzio, osserva il tuo respiro che entra, osserva la pausa tra l'inspirazione e l'espirazione, osserva il tuo respiro che esce, osserva la pausa tra l'espirazione e una nuova inspirazione. Resta immobile, rilassato, e consapevole del tuo respiro. Se ti scopri ad esserti distratto, riporta l'attenzione al respiro. A parte questo, non devi fare nulla.


Benefici psichici e fisici della meditazione Vipassana

La meditazione Vipassana di pura consapevolezza ha una grande quantità di effetti e benefici collaterali oltre a quello principale di acquisire consapevolezza. Se ci pensi è abbastanza ovvio, perché la consapevolezza è energia, e più energia abbiamo più il nostro organismo funziona meglio su tutti i livelli.

A livello mentale potrai sperimentare maggiore chiarezza, maggiore intuizione, riflessi più rapidi e maggiore creatività. A livello fisico la riduzione dei livelli di stress ti porterà a rafforzare naturalmente il tuo sistema immunitario, a  rallentare l'invecchiamento cellulare e a ritrovare uno stato di equilibrio tra tutti i tuoi sistemi fisici.
Tuttavia ti consiglio di effettuare questa meditazione libero da aspettative. Non dovresti meditare perché ti aspetti benefici, lascia che avvengano naturalmente o la tua aspettativa diventerà ben presto un ostacolo per quegli stessi effetti benefici.

La meditazione Vipassana dovrebbe essere prima di tutto un piacere in sé per sé, un momento che dedichi a te stesso per conoscere più pienamente chi sei, un incontro profondo e sincero con la tua anima.
Se ti avvicini alla meditazione con leggerezza e libero da aspettative, vedrai che i benefici che te ne verranno saranno più di quelli che puoi immaginare.

Niccolò Angeli
Autore: Niccolò Angeli
Sono un divulgatore a cavallo tra spiritualità, scienza, arte e… tutto ciò che definiamo "Dio". Amo semplificare e rendere accessibili quei principi esoterici che un tempo erano riservati a pochi eletti. Per me… spiritualità è la vita stessa, è comprendere le leggi universali che regolano la Natura, non solo con la razionalità, ma anche... leggi tutto.

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