Per molti, Natale vuol dire corsa ai regali, addobbi colorati, albero e luci, abbuffata per il cenone. Così, la nascita del Cristo diviene un evento accessorio, semplicemente da ricordare, e magari da “festeggiare”. Ma nella notte di Natale, l’Universo intero ci invita ad entrare nella nostra personale grotta, per far nascere il nostro Cristo Intimo. E la simbologia legata alla Nascita ci svela quale sia il vero significato del Natale.

C’è un qualcosa di magico nel Natale, quel qualcosa che fa sì che non possa passare inosservato agli occhi di nessuno. C’è nell’aria un’atmosfera particolare, di attesa e di preparazione, che culmina nella notte del 25 dicembre di ogni anno. Certo, gran complice è l’anima del commercio, che si riflette nelle vetrine, vestite di addobbi rossi e oro, di abeti innevati e luci colorate, pulsanti come piccoli cuori, e nelle strade, che brillano per le luminarie, così da farci sembrare il cielo stellato ancor più vicino. Ma se da un lato i nostri occhi si beano di questo scenario fiabesco, mentre il nostro stomaco si prepara per l’abbuffata, e la mente freme per lo scambio dei regali, dall’altro, il nostro cuore comincia a battere sempre più con il ritmo dell’universo.

Come in alto, così in basso

KundaliniIl 25 dicembre si “festeggia”, dicono in molti, la nascita di Gesù, il figlio di Dio venuto sulla Terra per redimerci dai peccati, con il sacrificio della propria vita sulla croce. Questo fatto, divenuto ormai accessorio tra la corsa ai regali, l’esigenza di un bell’albero e la scelta del menu, nasconde in realtà un significato esoterico molto più ampio di quello essoterico trasmessoci dalla Chiesa cattolica. La nascita del bambino Gesù, nella notte del 25 dicembre, dalla Vergine Maria, in una grotta, tra un bue e un asinello, con i Re Magi che portano doni, non è altro che la traslazione sul piano umano di accadimenti cosmici, che ciclicamente si verificano nell’Universo, e sincronicamente dentro ognuno di noi. E la lettura che andremo a fare, della simbologia legata ai dettagli della Nascita, non può che darci conferma di quanto vero sia il motto alchemico della tavola smeraldina di Ermete Trismegisto: “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare i miracoli della cosa una.”

  

Chi nasce veramente?

La nascita del Cristo non è un fatto di più di 2000 anni fa, accaduto e semplicemente da ricordare, ma la traslitterazione terrena di un evento cosmico che ciclicamente si ripete ogni anno, e che riguarda in prima persona ognuno di noi. Il 24 dicembre, il sole raggiunge l’escursione massima verso sud e riparte per il suo viaggio verso nord, portando luce e calori nuovi. Vita nuova. È il momento della rinascita di tutto. Ma il sole fisico non è altro che un simbolo del Sole Spirituale, del Cristo-Sole, dice Samael Aun Weor [1]. Quando gli antichi adoravano il sole, quando gli rendevano culto, non si riferivano propriamente al sole fisico, bensì al Sole Spirituale, al Sole della mezzanotte, al Cristo-Sole, il Sole portatore di vita.

Il Natale si celebra il 25 dicembre, proprio, e immediatamente, dopo il solstizio d’inverno, quando il giorno ha durata minima e la notte durata massima, e dopo il quale la lunghezza del giorno aumenta sempre più. Quindi, al solstizio d’inverno si arriva nella fase calante del ciclo solare, da un periodo in cui le attività rallentano e il buio ruba sempre più terreno alla luce, proprio come accade man mano che entriamo in una grotta. È il momento del sentire, e non del fare, del meditare. È il periodo adatto per entrare nella nostra grotta, nell’interiorità, ed è solo lì che il nostro bambino Gesù può nascere. La nascita del Cristo è una presa di coscienza, un risveglio, un momento intimo di consapevolezza.

La simbologia del Natale

re magiNelle Sacre Scritture, comprese quelle apocrife, si parla di Betlemme, e di una grotta dove Gesù nacque: Tre giorni dopo la nascita del Signore nostro Gesù Cristo, la beatissima Maria uscì dalla grotta e, entrata in una stalla, depose il fanciullo in una mangiatoia, e il bue e l’asino l’adorarono [2]. Bene, la grotta di Betlemme è dentro di noi, qui ed ora. E in questa grotta abitano il nostro bue e il nostro asinello, vale a dire i nostri Ego, assieme emozioni negative o positive e incessante ruminamento mentale. Nel giorno di Natale, l’Universo ci spinge a incarnare il Cristo Intimo, che nasce nella grotta del nostro stesso corpo, dove abitano tutti gli animali del desiderio, delle passioni inferiori. E il nostro Cristo deve nascere, dalla nostra Vergine Maria, la kundalini, e crescere sviluppandosi attraverso l’ascesa e la trasformazione.

Nella notte del 24 dicembre, il cosmo partecipa a questo evento, allineando Sirio, la stella più luminosa (la stella cometa), con le tre stelle al centro della cintura di Orione, conosciute un tempo come “I tre Re” (Magi), indicando così la direzione in cui il sorgerà Sole, la Coscienza rinnovata del piano interiore. E i tre Re, uno di carnagione nera, un altro bianca e un altro ancora gialla, coi loro doni Mirra (nera), Incenso (bianco) e Oro (giallo), non sono altro che l’incarnazione di un processo di trasformazione alchemico. In Alchimia, il nero è la morte (degli Ego, dei desideri, delle passioni), il mercurio arsenicato che deve essere purificato con l’incenso-spirito (il bianco), attraverso le “rette pratiche”, direbbero i buddhisti, volte a dominare mente ed emozioni. Il giallo, l’Oro, è il raggiungimento dello stato Cristico, il compimento della Grande Opera alchemica. I Re Magi, allora, non sono tre persone, ma i colori fondamentali della Grande Opera, e Gesù, il Cristo, ne rappresenta il compimento. Oro, incenso e mirra sono i doni cosmici che riceviamo nella notte di Natale, quando nasce il Cristo Intimo, quando rinasciamo alla luce della Coscienza.

E l’usanza pagana di farsi regali, per molti obiettivo e fine comune del Natale, non è altro che un riflesso di tutto questo.

Per approfondire

[1] Samael Aun Weor. “L’Autentico Simbolismo del Natale”. Conferenza tenuta a Città del Messico fra il 1965 e il 1970

[2] “Il Vangelo dello pseudo-Matteo”. V-VI sec. d.C.

Francesco Albanese
Autore: Francesco Albanese
Mi sono formato come psicoterapeuta e da quasi quindici anni mi occupo di divulgazione su carta stampata e online. Da sempre interessato agli aspetti psicologici legati alla dimensione spirituale dell’essere umano, sono alla continua ricerca dei punti di incontro tra scienza e spiritualità. Di più su di me
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