L’unica cosa reale in questo mondo è il momento presente. Una considerazione molto semplice, e tuttavia è incredibile quanto sia apparentemente difficile farla propria. Per momento presente non si intende un certo periodo di tempo, ma l’istante sempre mutevole in cui tu vivi e puoi dire: in questo istante io sono vivo.

Questo istante è l’unica cosa reale che hai a disposizione per un motivo molto semplice: il passato è passato, e il futuro ancora non c’è. Come vedi è tutto molto logico, e tuttavia sono quasi certo che qualcosa in te si rifiuta di accettare pienamente questa considerazione. Gli uomini continuano imperterriti a nutrirsi di rimorsi verso il passato e preoccupazioni per il futuro. Il flusso dei tuoi pensieri quasi sempre viaggia attraverso ricordi o immagini di futuri possibili. Anche perché se il tuo pensiero potesse stare nel presente, ed adagiarsi in quell’istante sempre mutevole, non potresti più chiamarlo pensiero.

Tutte queste considerazioni non sono solamente un modo per fare filosofia, e ti sarà facile comprendere che il momento presente ha una sua utilità estremamente pratica: ossia ti dà potere.

Prova ad immaginare la tua mente come una barca sballottata senza direzione dalle tue preoccupazioni per il futuro e dai tuoi ricordi del passato, è talmente presa da questa tempesta da non rendersi quasi conto che sta andando alla deriva, il timoniere è completamente ubriaco, continua a lasciare che il timone sbandi a suo piacimento attraverso assurde associazioni di pensiero, di tanto in tanto si riprende, e si stupisce molto di come la barca si sia magari arenata.

La consapevolezza che solo il presente è reale è come una mano d’acciaio su quel timone, che lo dirige attraverso le onde fuori dalla tempesta. Il timoniere tiene saldamente il timone, guarda dritto di fronte a sé una direzione che solo lui conosce, asseconda le onde, ma solo quel tanto che basta per seguire la sua rotta. Questo è il potere che dona il presente. Ossia la possibilità, in ogni situazione, di mantenere il controllo sui propri processi mentali ed emozionali, e di vivere senza aspettativa esattamente ciò che la vita offre. Tutto ciò che esula dal momento presente potremmo chiamarla una distrazione, e l’unico modo per liberarsene è osservarla e soppesarla fino a che si dissolve. Stare saldamente nel presente ti potrebbe sembrare un modo di vegetare, senza più fare progetti e senza ricordare ciò che è stato. Ma questo non è stare nel presente, è, appunto, vegetare.

Vivere il momento presente ti dà semplicemente più potere, e con quel potere tu puoi senz’altro progettare cose nel futuro, o guardare agli eventi passati, e proprio grazie a quel potere tu puoi fare tutto questo non come se fossi preda di un meccanismo automatico, un timoniere ubriaco che fa sbandare la barca, ma come un essere consapevole di ciò che è stato e di ciò che vuole diventare. Così, dalla vetta del tempo presente, tu puoi guardare il tuo passato là in basso, osservare i momenti in cui hai agito in modo scorretto, e correggerli nel presente, guardare le vecchie invidie, i rancori, le incomprensioni, e comprenderli dall’alto per poi lasciarli andare, così come, dalla stessa vetta, puoi osservare il futuro che ancora deve compiersi, guardarlo nelle sue diverse possibilità, e scegliere quelle più utili a te, al tuo percorso, e alla mèta ultima del tuo viaggio.

Abitare il momento presente è come stare su quella vetta che ti permette di guardare lo svolgersi di ogni cosa con grande distacco e sincerità, senza impedirti poi di tornare a mescolarti di nuovo là in basso tra quelle acque fatte di cose passate e cose che verranno, e infine tornare ad osservarle da una vetta piena di silenzio.

Tecnica per sperimentare il momento presente

Siediti con la schiena diritta e le piante dei piedi ben posate a terra. Chiudi dolcemente gli occhi.

  1. Inizia a respirare lentamente con il naso, e osserva delicatamente il respiro.
  2. Concentrati sulla soglia delle narici, dove l’aria entra ed esce, e sulla pausa tra inspirazione ed espirazione.
  3. Ogni volta che qualcosa ti distrae dall’attenzione verso il respiro, osserva quella distrazione, guarda di cose si tratta, da dove è venuta e quanto dura, poi torna ad osservare il tuo respiro.
  4. Non cercare di scacciare i pensieri, che inevitabilmente ti assaliranno, ma semplicemente osservali, uno per uno, soppesali, e poi lasciali andare.

Questa procedura non ha una durata specifica, puoi attuarla per cinque minuti o per tre ore, invariabilmente. E’ una tecnica che necessita di un minimo di esercizio per offrire buoni risultati, per cui ti consiglio, se decidi di sperimentarla, di non scoraggiarti dopo i primi momenti in cui la tua mente ti impedirà di seguire il tuo respiro per più di una manciata di secondi. Hai bisogno di esercizio, esattamente come se stessi praticando uno sport. L’utilità principale di questa procedura è che ti porterà in uno stato di coscienza tale da sperimentare l’essenza del tempo presente, che in questo caso identifichiamo come il respiro, dandogli tutta la nostra attenzione. Il respiro è in effetti estremamente simile al concetto di momento presente, anche lui fluisce in un costante mutare.

La consapevolezza del momento presente sorgerà in te tra una distrazione e l’altra, inizialmente come una sensazione di cui riesci a malapena a percepire i contorni prima che sia spazzata via da un’altra distrazione. In seguito quella consapevolezza acquisterà solidità, potrai percepirla con pienezza, e godere anche dei suoi vantaggi secondari, ossia uno stato di benessere psicofisico, una maggior chiarezza mentale e una nuova capacità di concentrazione.

E’ assolutamente inutile che ti sforzi di scacciare le distrazioni e i pensieri che ti troverai ad affrontare, perché così facendo non farai altro che rafforzarli, e ti ritroverai in uno stato di tensione poco piacevole. L’unica cosa che puoi fare è osservarli con distacco, ed essi si dissolveranno automaticamente, senza che tu opponga loro alcuna resistenza.

Prova anche, almeno una volta al giorno, a restare in tempo presente almeno per trenta secondi. Detto così ti sembrerà facile, ma potrebbe non esserlo. Indipendentemente da ciò che stai facendo in quel momento, sii consapevole che hai scelto di fare ciò che stai facendo, e osservati mentre lo fai, stando totalmente in ciò che stai facendo. Non scegliere un momento piuttosto di un altro, ti sarebbe poco utile ad esempio dire: oggi pomeriggio alle due in punto starò trenta secondi in tempo presente mentre mi faccio la doccia. Lasciati invece sorprendere da te stesso, considerando anche che tutto ciò che fai lo fai perché hai prima scelto di farlo, e dunque ogni cosa, di fronte a questa scelta, vale esattamente quanto le altre. Osservati mentre ti vesti, mentre parli con qualcuno, guarda te stesso mentre stai guidando, o durante una cena al ristorante. Nel momento stesso in cui ti osservi da fuori tu raggiungi il tempo presente, ed insieme a questo la consapevolezza che esisti.

Libri Consigliati:
La pratica della consapevolezza - Henepola Gunaratama – Ubaldini Editore

Niccolò Angeli
Autore: Niccolò Angeli
Sono un divulgatore a cavallo tra spiritualità, scienza, arte e… tutto ciò che definiamo "Dio". Amo semplificare e rendere accessibili quei principi esoterici che un tempo erano riservati a pochi eletti. Per me… spiritualità è la vita stessa, è comprendere le leggi universali che regolano la Natura, non solo con la razionalità, ma anche... leggi tutto.

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