cos'è al meditazione

Lo stato di meditazione è uno stato di consapevolezza senza pensieri.
Non è un fare, è uno stato d'essere. Un uomo può essere in meditazione mentre è seduto alla scrivania del suo ufficio mentre un altro può essere molto lontano dallo stato di meditazione mentre siede nella posizione del loto in cima a una montagna.

Nonostante tutta la sua popolarità, oggi ancora poche persone sanno cosa è veramente la meditazione. Qualcuno pensa che meditare significhi concentrarsi mentalmente su qualcosa, altri considerano che meditiamo quando immaginiamo qualcosa che ci da pace e soddisfazione. Si dice anche "meditare su qualcosa", intendendo il fermarsi per riflettere con calma su un argomento.

La vera meditazione tuttavia è molto più di questo: è uno stato di profonda, intensa pace interiore che sorge quando la mente è calma e in silenzio, ma completamente vigile e consapevole di sé. Questo stato ci permette di abbracciare il nostro vero potenziale umano.


Lo stato di meditazione e "il testimone"

Quando si pratica la meditazione, la prima cosa che ci viene richiesta è di osservare. Osservare le sensazioni corporee, osservare i pensieri, osservare le emozioni. Osservare ogni processo che avviene dentro di noi, senza prendervi parte, semplicemente osservandolo nel suo generarsi, svilupparsi e avere fine.

Questo è quello che si chiama "essere testimone". La pratica del testimone diventa per l'allievo di meditazione una capacità sempre più raffinata, ed estremamente utile nella vita quotidiana. Infatti, quando si è diventati abbastanza esperti nell'osservare i propri processi durante la meditazione statica e silenziosa, viene naturale di farlo anche durante la vita di tutti i giorni.

Quando un'emozione distruttiva si presenta (rabbia, invidia, gelosia...) anzichè restarne schiavi ed agire in base a ciò che essa stimola in noi, riusciamo ad osservala in modo distaccato. Pur vivendo quell'emozione non ne siamo schiavi e possiamo limitare enormemente la sua azione negativa. 

Allo stesso modo, quando proviamo un'emozione costruttiva (gioia, entusiasmo, soddisfazione...) possiamo osservarla, e anzichè subirla in uno stato di ebbra ma inconsapevole positività, possiamo amplificarla e prolungarla aumentandone l'apporto costruttivo e benefico.

Lo stato di testimone ci aiuta anche a limitare i pensieri ossessivi, le manie compulsive e le dipendenze grandi e piccole.


Meditare significa smettere di provare emozioni?

Spesso ho sentito ripetere questo luogo comune. In realtà il fatto che si sia in grado di osservare, controllare e dirigere pensieri ed emozioni non significa che non li si possa vivere pienamente.

Immaginate una tavola imbandita. Vi sono piatti di tutti i tipi, ed ogni pietanza corrisponde ad un pensiero, ad una sensazione o ad una emozione. Seduti a tavola vi sono due persone: una consapevole di sè e un'altra non consapevole.

Alle loro spalle un'alacre cameriera (che potremmo chiamare "Signorina Mente") si prodiga in continuazione per offrire i cibi più disparati, riempire i piatti e  colmare i bicchieri.

La persona che ha poca consapevolezza si nutre continuamente di tutto ciò che le viene messo di fronte al naso. Alcune cose non le piacciono, ma non è in grado di scegliere qualcosa di diverso, e persino quando si sente sazia non riesce a smettere di mangiare e bere. Vorrebbe dire alla Signorina Mente di smettere di riempirle il piatto, e  fa anche qualche maldestro tentativo di attirare la sua attenzione, ma lei sembra non dargli ascolto.

Viceversa la persona consapevole di sè mangia con gusto e sceglie solo le cose che più le piacciono. Nel momento in cui si sente sazia e felice semplicemente smette di mangiare e fa cenno alla Signorina Mente di fermarsi. La cameriera subito comprende e smette di servire pietanze.

Naturalmente questa è una semplificazione, ma può rendere l'idea di come chi medita sia perfettamente in grado di vivere e gustarsi ogni emozione, probabilmente persino più a fondo di quanto possa fare una persona inconsapevole. L'unica differenza sta nel fatto che uno sceglie cosa gustare, mentre l'altro subisce ciò che gli viene servito dalla propria mente.


Lo stato di meditazione e i poteri psichici

mente potereLo stato di meditazione, quando reiterato nel tempo, non solo produce un'intensa pace interiore, ma apre la porta anche ai cosiddetti poteri psichici e attiva parti del cervello che normalmente sono sopite. 

I "poteri" sono sempre e solo un effetto dello stato di meditazione, e si presentano quando l'allievo ha accumulato abbastanza "silenzio interiore" in uno stato di totale assenza di aspettativa e assenza di brama verso i poteri stessi. Lo stato di meditazione supremo avviene quando, avendo acquisito un determinato potere e avendone verificato la presenza tramite un atto di potere, l'allievo sceglie di non farne più uso, per evitare che nutra i desideri dell'Ego, limitandosi a trattenere la consapevolezza di cui quel potere è l'effetto tangibile.

I poteri psichici che possono esser ottenuti dall'allievo sono i più vari e cambiano in ogni tradizione. Nella tradizione yogica più antica i primi poteri che l'allievo doveva manifestare erano legati all'insensibilità al dolore fisico (leccare sbarre incandescenti, camminare sulle braci, trafiggersi la lingua con uno spillone...). Oggi è possibile avvicinarsi ad alcuni di questi effetti, come la classica camminata sulle braci ardenti, anche a seguito di pochi giorni di intesa pratica, seguiti da un maestro. E' importante notare che non si tratta solamente di essere insensibili al dolore, ma anche di controllare i propri processi fisici al punto tale da non mostrare alcuna ustione, sanguinamento o infezione.

Nella mia esperienza per il classico allievo occidentale solitamente i primi "piccoli poteri" che si manifestano in seguito ad una pratica meditativa quotidiana sono la capacità di percepire maggiormente i flussi energetici intorno al proprio corpo e a quello altrui, così come la capacità di entrare maggiormente in empatia con gli altri. 

Seguono una maggiore chiarezza mentale e una maggiore capacità di osservare pensieri ed emozioni senza esserne coinvolto. Infine non dimentichiamoci dell'incoscio, che attraverso la meditazione riusciamo a contattare più facilmente ricevendone sogni più vividi, sogni lucidi ed esperienze extra-corporee durante il sonno.


Usare la meditazione per il cammino negativo: il Mago Nero

mago neroPersonalmente considero lo "stato" di meditazione uno stato di per sè orientato alla positività, quindi il titolo di questo paragrafo non mi soddisfa pienamente. Direi più correttamente che il mago nero usa gli "strumenti" della meditazione (concentrazione, intento, volontà...) per scopi orientati negativamente.

La meditazione non va mai praticata al fine di raggiungere un qualche potere. Questo tipo di brama non solo crea resistenza nel raggiungimento dello stato di meditazione, ma può portare l'allievo su un sentiero pericoloso, perchè l'energia prodotta dalla meditazione viene direzionata nel nutrire il desiderio dell'Ego, aumentando gli aspetti distruttivi della personalità e rendendo alla lunga l'allievo uno schiavo inconsapevole del proprio Ego.

E' possibilissimo sviluppare i poteri psichici più vari anche senza sviluppare l'apertura del cuore, ma sottomettendo tali poteri alle brame egoiche più oscure: un tempo chi sceglieva questo cammino veniva chiamato "Mago Nero".

Poichè il cammino negativo del mago nero si muove in un certo senso contro corrente rispetto all'energia dell'Universo (che è orientata al cammino positivo/costruttivo) chi sceglie l'oscurità deve compiere uno sforzo notevolmente superiore per poter procedere in tale cammino.

Più l'entità negativa si evolve negativamente, più è la resistenza che incontra, più è lo sforzo richiesto per continuare a procedere. Ne "La Legge dell'Uno" (The Ra Material) si legge che nessuna entità negativa può evolversi oltre la sesta densità, limite oltre il quale o sceglie di orientarsi positivamente oppure si dissolve nell'energia universale.

Ne consegue anche che chi sceglie il cammino positivo è sempre sostenuto e incoraggiato, tanto che basta il 51% di positività per procedere, mentre chi sceglie il cammino negativo necessità di un 90% di negatività per proseguire in quella direzione (cito ancora da "La Legge dell'Uno" / The Ra Material).


La meditazione agli occhi della scienza: ridurre lo stress e... scalare l'Everest in costume da bagno

La meditazione è ritenuta da un certo numero di ricercatori come una delle modalità più efficaci per ridurre lo stress [1]. Uno studio effettuato negli Stati Uniti ha dimostrato che l'includere la meditazione tra le strategie per la riduzione dello stress portava a un numero decisamente minore di visite dal medico nei sei mesi a seguire [3]. Uno studio delle statistiche assicurative ha mostrato inoltre che l'utilizzo delle cure mediche era sensibilmente minore per i meditatori rispetto ai non-meditatori [4].

La spiegazione scientifica per questi effetti benefici della meditazione è che il rilascio di catecolamine e altri ormoni dello stress viene ridotta mentre l'attività parasimpatetica è stimolata.

Negli anni anche la neurologia si è interessata alla meditazione, mappando lo stato del cervello in seguito a vari stati meditativi. L'effetto principale che si riscontra è che tutte le pratiche meditative portano ad una riduzione della frequenza delle onde cerebrali, dal normale stato Beta verso Alfa, Theta e persino Delta

Tutti questi stati cerebrali apportano benefici diversi: mentre Alfa è uno stato in cui siamo più aperti all'inspirazione creativa, Theta è lo stato proprio di quando sogniamo e siamo in contatto con l'inconscio, mentre Delta è lo stato del sonno profondo, quando il corpo si rigenera.

Per approfondire il discorso sulle frequenze cerebrali vi consigli di leggere l'articolo La scienza della musica binaurale: il suono che fa viaggiare la coscienza.

wim hof Wim Hof a bagno nei ghiacci

Concludo questo paragrafo con il caso di Wim Hof, un simpatico olandese ormai noto come "The Ice Man" (l'uomo di ghiaccio). Wim ha elaborato una serie di semplici pratiche legate alla respirazione e al controllo mentale che lo rendono capace di controllare alcuni processi fisici (come la produzione di calore e la risposta immunitaria) in modo assai profondo. E' famoso per i suoi bagni prolungati in acque estremamente gelide, e per la sua scalata dell'Everest in costume da bagno.

Tali effetti sono noti da millenni dagli yogi e dai monaci tibetani, ma a Wim Hof si deve il grande merito di averli divulgati e resi accessibili tramite i suoi corsi, e di essersi prestato a fare la cavia da laboratorio in vari studi scientifici che hanno verificato la "stranezza" di quanto lui e i suoi allievi riescono a ottenere.

Ecco un caso in cui la scienza ha trovato le porte spalancate e ha potuto toccare con mano la concretezza di quelli che un tempo venivano considerati trucchi da baraccone.

Per approfondire la sua storia visitate il suo sito: Icemanwimhof.com.

 

[1] Hassed C. Meditation in general practice. Aust Fam Physician 1996; 25(8):1257–1260.
[3] Achterberg J. Mind body interventions, meditation. In: Berman B. Alternative medicine, expanding medical horizons. Washington DC: Office of Alternative Medicine, National Institute of Health, 1992
[4] McSherry. Medical economics. In: Wedding D, ed. Medicine and behaviour. St Louis: Mosby and Co, 1990 : 463 – 484 .


Tecniche di meditazione:

Esistono migliaia di tecniche per meditare, e chiunque potrebbe inventarne una al giorno solo per sè. Infatti meditare non significa necessariamente stare seduti nella posizione del loto al lume di una candela, nè ripetere un mantra per ore. Si può meditare ascoltando la propria musica preferita, o falciando il prato, o facendo ginnastica. Non è realmente importante cosa si fa, quanto piuttosto lo stato della coscienza mentre facciamo qualcosa. Se siamo in grado di essere presenti a noi stessi, di osservarci attentamente mentre facciamo qualcosa, e di percepire tutti i movimenti interni che quell'azione genera in noi, allora stiamo meditando. Che ci troviamo la bar o in un ashram è solo secondario.

Naturalmente meditare al bar è in generale più complesso che non farlo in un bosco frusciante, nel silenzio della natura. Per questo solitamente ai principianti vengono insegnate tecniche di meditazione silenziosa . L'obiettivo è comprendere cosa significhi "osservare sè stessi", e qual'è la nostra modalità per portarci in tale stato di coscienza. Una volta imparato a farlo, potremo ripetere l'esperienza ovunque ci aggradi e ci sia utile.

In generale potremmo dividere le tecniche di meditazione più note in due grandi gruppi:

Tecniche di meditazione statica:

Sono meditazioni che si fanno stando fermi ed usando un espediente (come ad esempio osservare il proprio respiro) per raggiungere uno stato di silenzio interiore,  in cui la nostra mente non è più affollata di pensieri che si susseguono. Altri espedienti possono essere la recitazione ripetitiva di un mantra o di un suono, cantare un canto che ci è sacro, contare i propri respiri mentalmente, visualizzare qualcosa e via dicendo...

Tecniche di meditazione dinamica:

Sono meditazioni che si fanno in movimento. La semplice danza può facilmente trasformarsi in un atto meditativo.
Anche camminare o correre possono servire allo scopo, ma in questo caso è necessario introdurre espedienti particolari, poichè si tratta di azioni che compiamo abitualmente in modo generalmente inconsapevole. Le tecniche di meditazione dinamiche si adattano molto bene ai ritmi frenetici di noi occidentali e al bisogno dei nostri corpi di scaricare le tensioni quotidiane.


Conclusione

Meditare è qualcosa che potete fare a tanti livelli. Può essere un semplice modo per sentirvi carichi la mattina e rilassati la sera. Oppure può essere un modo per esplorare le vostre capacità psichiche e percettive. 

Ma io spero che sia soprattutto un modo con cui potete contattare quella parte di voi dotata di infinita intelligenza, quel vostro Sé Superiore che sempre è presente, ma molto spesso dimenticato.

Se userete la meditazione non solo come un metodo antistress (per quanto non ci sia nulla di male ad utilizzarla per questo scopo) ma anche come un raffinato strumento di conoscenza, potrete cominciare a scoprire una delle cose più affascinanti che vi potrà capitare nella vita: Voi Stessi!

Niccolò Angeli
Autore: Niccolò Angeli
Sono un divulgatore a cavallo tra spiritualità, scienza, arte e… tutto ciò che definiamo "Dio". Amo semplificare e rendere accessibili quei principi esoterici che un tempo erano riservati a pochi eletti. Per me… spiritualità è la vita stessa, è comprendere le leggi universali che regolano la Natura, non solo con la razionalità, ma anche... leggi tutto.

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