Le fasi qui sotto (anche se fin troppo schematiche) danno un'idea di come l'atteggiamento verso ciò che percepiamo come "ingiustizia" e di conseguenza ciò che definiamo "perdono" segnino anche le fasi evolutive di un'Anima.

La maggior parte delle persone sul nostro pianeta si trova ancora nelle fasi 1 e 2, ossia nel circolo vizioso della vittima e del carnefice.

Chi è capace di controllare i propri impulsi e riflettere si trova nella fase 3, in cui si perdona pur continuando a vivere quel senso di ingiustizia, sentendosi però migliori degli altri in virtù della propria scelta di perdonare. Anche se si ragiona ancora da uno stato illusorio, la scelta di perdonare comincia comunque a liberarci dalle zavorre delle azioni e reazioni automatiche.

Chi comincia a svegliarsi passa alla fase 4, in cui si inizia a comprendere che siamo noi stessi a causare qualsiasi evento nella nostra vita. Se pur continuando a soffrire per i "torti" subiti, si riconosce che è un'illusione e si comincia a perdonare veramente.

Ciò causa una profonda accelerazione evolutiva, poiché questo tipo di perdono libera l'Anima dai circoli viziosi della vittima e del carnefice restituendole energia.

Ed è proprio grazie a questa rinnovata consapevolezza che ci si più distaccare completamente dalla personalità egoica senza sentirsi più feriti dalle ingiustizie che crede di vivere. Possiamo ora a piacimento togliere il filtro che interpretava le cose negativamente e restare neutrali senza avere nessuna reazione.

Questo stato di quiete e passività permette alla persona l'osservazione silenziosa dell'illusione del mondo, penetrandola ancora di più e acquisendo maggiore consapevolezza. L'idea di perdonare ha meno senso, perché non c'è nessuna colpa che viene percepita. Il perdono è quindi ora Amore contemplativo di fronte a qualsiasi evento. Questo è l'insegnamento veicolato dal Buddha.

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Infine, la persona diventa in grado di rimettersi a giocare con le azioni e reazioni del mondo, ma stavolta scegliendo esattamente quale reazione mettere in atto di fronte a qualsiasi evento, scegliendo la reazione più appropriata al fine che vuole ottenere.

Anche qualora esprima una reazione "negativa" (come rabbia o violenza), lo fa con amore e con un fine benefico ben preciso. Il perdono è ora Amore in azione. Questo è l'insegnamento veicolato dal Cristo.

Queste fasi non sono da intendersi come rigide, ma piuttosto sfumate una dell'altra. L'Anima abitualmente sperimenta picchi di fasi più alte quando si trova in una inferiore, così come può ricadere in quelle inferiori pur avendo già raggiunto certi risvegli.

In questo schema, ho volutamente segnato le fasi "passive" (ingoiare il rospo, o contemplare il mondo senza reagire) come inferiori a quelle attive.

Questa è un po' una regola generale per ciò che riguarda l'evoluzione della consapevolezza. Le fasi passive infatti, pur essendo necessarie e importanti, richiedono meno coraggio di quelle attive. Una rabbia repressa alla lunga fa più danni di una che viene invece espressa, anche se entrambe le reazioni andranno alla fine superate. Allo stesso modo, ma ad un gradino superiore, l'atteggiamento di pace contemplativa (osservare il mondo senza giudizio) deve portare naturalmente all'Amore in azione (servire il bene collettivo) se non vuole diventare stagnante.

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Niccolò Angeli
Autore: Niccolò Angeli
Sono un divulgatore a cavallo tra spiritualità, scienza, arte e… tutto ciò che definiamo "Dio". Amo semplificare e rendere accessibili quei principi esoterici che un tempo erano riservati a pochi eletti. Per me… spiritualità è la vita stessa, è comprendere le leggi universali che regolano la Natura, non solo con la razionalità, ma anche... leggi tutto.

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Bellissmo articolo!

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