L'incontro con la Marijuana è stato importante nel mio cammino spirituale. Sono convinto che tutte le piante psicoattive abbiano insegnamenti da offrire all'essere umano, ma il rischio di usarle come "vie di fuga" invece che come insegnanti è sempre dietro l'angolo. La Cannabis, avendo effetti leggeri, è un po' un caso a parte nella mia esperienza. Vediamo quale insegnamento porta con sé e perché il suo uso a lungo termine può essere controproducente per la propria realizzazione personale.

DISCLAIMER: Ovviamente questo articolo non vuole incitare all'acquisto e all'uso di sostanze dichiarate illegali dalla legge, né intende fornire alcun consiglio di tipo medico o terapeutico. Si tratta di un resoconto della mia esperienza personale, pubblicato con l'intento di portare luce, chiarezza e consapevolezza su un argomento di pubblico interesse.

Ho assunto Cannabis per la prima volta a 20 anni, e ho continuato a farne un uso saltuario per circa 3 anni. Naturalmente qui non parlo dell'uso "ricreativo", che pure c'è stato, ma di quello volto alla ricerca spirituale. Con il mio bel taccuino fumavo marijuana e prendevo nota di come agiva sulla mia coscienza, tentando di direzionare e controllare l'esperienza psichedelica che ne veniva.

Quali sono gli effetti della Cannabis sulla psiche?

marijuana hemp leaf 3661209L'effetto principale che si sperimenta è un senso di irrealtà legato a rilassamento, allegria e leggerezza (o ansia e paranoia mentale se la pianta non è in vibrazione con noi o siamo psichicamente instabili). C'è anche una certa distorsione temporale, il tempo sembra dilatarsi, e la memoria a breve termine non funziona più bene come prima. La ragione per cui tutto sembra più irreale quando siamo sotto l'effetto di questa pianta è perché distacca la nostra coscienza dal livello materiale della realtà avvicinandola di più al livello superiore.

Questo livello è un piano meno denso, dove tutte le nostre esperienze materiali vengono concepite e predisposte dalla nostra mente superiore. Possiamo farne esperienza anche durante i sogni molto vividi o i sogni lucidi. Spesso quando si assume Marijuana la vita appare facile, nessuna esperienza sembra veramente fonte di fatica, siamo più inclini a fare quello che abbiamo voglia di fare senza preoccuparci troppo e tutte le cose, anche quelle che normalmente non noteremmo, ci sembrano davvero molto interessanti.

In altre parole, abbiamo un indizio di come la nostra mente superiore normalmente sperimenta e concepisce la Vita! Si tratta veramente di un insegnamento molto importante, ma solo se accettiamo di considerare quello stato come qualcosa più reale del nostro normale stato medio di coscienza, e non solo una temporanea distorsione della realtà.

La Cannabis inibisce molto anche la fase REM del sogno: i sogni diventano confusi e si tende a non ricordarli più. Per me, ciò è dovuto proprio al fatto che essa crea già uno stato di sogno, e dunque è un po' come se l'energia del sognare venisse consumata quando ancora si è svegli. Anche se un altro motivo è certamente quello che ci rende meno lucidi, meno focalizzati, nella fase "di calo" ci porta in un profondo rilassamento, rendendoci quindi meno capaci di ricordare i sogni, tanto meno di diventare consapevoli di stare sognando.

Questo è un altro motivo per cui non ne faccio più un uso abituale, amo troppo sognare e avere sogni lucidi!


Perché l'uso a lungo termine può essere controproducente per la propria evoluzione personale?

Come ho già detto la Marijuana diluisce la nostra capacità di focalizzarci, e questo significa che ci è più difficile continuare ad alimentare le nostre preoccupazioni quotidiane, sentendoci invece rilassati. Allo stesso tempo però siamo anche meno capaci di focalizzarci positivamente (ci possiamo sentire genericamente entusiasti e gioiosi ma non riusciamo a mantenere il focus a lungo su un determinato argomento). Questo è il principale motivo per cui l'uso a lungo termine può essere controproducente per la propria realizzazione personale.

L'evoluzione umana per me consiste nella creazione di un legame stabile tra la nostra mente razionale e quella superiore (o tra il nostro sé materiale e il nostro Sé Superiore, se preferite). La Marijuana è una di quelle piante che può trasportarci più vicini alla mente superiore, ma poiché siamo stati appunto trasportati, e  non abbiamo invece creato un ponte solido, quello che accade è che quando l'effetto finisce ci sentiamo di nuovo sconnessi da quella sorgente di amore e luce.


Esplorare la soglia tra la mente razionale e la mente superiore

Durante le mie esperienze ho provato molte volte a esplorare il momento di "soglia", quando l'effetto comincia a calare e cominci a sentire nuovamente la presenza della mente razionale. Sapevo che era un momento cruciale perché in quella soglia potevo mantenere un collegamento tra la mente superiore, che ancora percepivo ben viva e presente, e la mente razionale che ricominciavo allora a percepire.

Ma poiché la mia capacità di focus e concentrazione era diluita: esplorare, ricordare e mantenere quello spazio di soglia era difficile... magari semplicemente perché passava una nuvola che all'improvviso sembrava molto più interessante di qualsiasi impresa spirituale!

In fondo è per questo che raggiungere la mente razionale tramite la meditazione è preferibile a qualsiasi additivo: in quel caso sarai lucidamente presente e potrai quindi più facilmente ricordare e riprodurre quello stato di coscienza quando sarai sceso dalla giostra.


Come avvicinarsi alle sostanze psichedeliche

psichedelici

Come per tutte le sostanze psichedeliche che la Natura ci offre, l'uso ottimale sarebbe quello di avvicinarci ad esse quando la nostra Anima lo richiede, in uno stato positivo e gioioso, e di incontrarle con un chiaro intento di apprendere e ricordare. Sono convinto che qualsiasi stato della coscienza possa essere riprodotto senza l'uso di additivi di alcun tipo, ma su questo piano così "concreto" su cui ci troviamo, la Natura ci ha dotato di aiutanti che possono mostrarci come un certo stato accade, quali sono  le sensazioni fisiche e psichiche, e come cambia la nostra percezione della realtà. Tutti questi indizi dovrebbero poi servirci per riavvicinarci a quello stato, semplicemente ricordandolo, senza assumere alcuna sostanza.

Ma poiché spesso ci avviciniamo a questi strumenti carichi delle nostre ansie quotidiane, quello che finiamo per fare è utilizzarli come vie di fuga temporanea, o come analgesici per il nostro "male di vivere". Anche in questo c'è certamente un insegnamento, ma quale sia ognuno lo scopre da sé.

Personalmente la Cannabis ha stimolato enormemente la mia curiosità spirituale 15 anni fa, e mi ha avviato su un percorso denso di scoperte, durante il quale non ne ho mai più fatto uso. Un po' di tempo fa, sentendo di essermi temporaneamente perso nei meandri della mia mente razionale, l'ho incontrata di nuovo e mi ha aiutato a ritrovare il sentiero. E in tutto questo, anch'io mi sono a volte perso e l'ho usata per fuggire, cercandovi sollievo invece di saggezza. Lei mi rispondeva dicendomi "ho terminato il mio compito" (il che tradotto in effetti era un senso di ansia, paranoia e confusione anziché gioia e leggerezza), finché alla fine non ho scelto di ascoltarla e sono tornato sobrio. Ora ci re-incontriamo molto raramente, ma con gioia: ormai siamo buoni amici. 


Perché la Marijuana provoca paranoia?

Il motivo per cui certe persone vi traggono piacere ed altre un forte senso di ansia, non è ancora ben chiaro. Quello che si sa è che agisce in qualche modo sull'amigdala, un'importante ghiandola che gestisce il senso di paura e lo stimolo "combatti o fuggi" che abbiamo ereditato dal mondo animale.
Personalmente, ho vissuto l'intero spettro delle sensazioni date da questa pianta: c'è stata la gioia estatica così come la paranoia più intensa. Io l'ansia l'ho interpretata come un messaggio chiaro che non mi trovavo più in risonanza con la sostanza e dunque era meglio lasciarla andare.

Per ovviare alla paranoia, si consiglia sempre di assumere cannabis con basso livello di THC. Tutte le famiglie "indica" hanno questa particolarità, a differenza delle "sativa" che hanno alti livelli di questa sostanza. La Cannabis indica ha un effetto più rilassante e corporeo, mentre la sativa ha un effetto cerebrale ed energizzante.


Paranoia e dipendenza

Esiste anche una diabolica connessione tra lo stato di paranoia indotto dalla Marijuana e la dipendenza psicologica. Ho potuto sperimentare personalmente questo caso, e non è stato piacevole. Infatti, poiché la Marijuana mi dava comunque un senso di piacere iniziale così come un forte stimolo creativo, cercavo l'esperienza anche se sapevo che quel picco durava poco e mi ritrovavo sempre a discendere in uno stato di ansia, asocialità e mancanza di motivazione.

Questo mi ha spinto inizialmente a cercare tipi di Cannabis che contenessero meno THC; ma anche se l'ansia diminuiva, mi davano sonnolenza e non c'era più il tanto agognato stimolo creativo. Alla fine, ho dovuto semplicemente ammettere a me stesso che avevo una dipendenza e adoperarmi per uscirne.


La Marijuana provoca dipendenza?

La dipendenza fisica si nota solo nel caso di un uso quotidiano prolungato, ma dura pochi giorni e non è certo comparabile a quella di droghe pesanti come l'oppio. Ci si può sentire un po' irritabili e dormire male per qualche notte.

La reale dipendenza in cui si può incappare è invece quella psicologica. Ho diversi amici che non possono fare a meno di fumarsi la canna quotidiana. Se la sostanza non è a portata di mano, diventano irritabili e irrequieti.

Questo tipo di dipendenza è in fondo molto diffusa: non è diversa da quella di tante persone hanno bisogno della sigaretta o di un po' di alcool a fine giornata; ma se ci pensiamo è anche simile alla dipendenza di chi ha bisogno di fare continuamente seminari e corsi di formazione che poi non mette in pratica! Quale che sia la sostanza che usiamo, che essa sia fisica o mentale, se senza di essa sentiamo un vuoto allora abbiamo una dipendenza.


Cosa accade alla coscienza quanto si ha una dipendenza pesante?

smoke cannabis woman 918616Altra cosa è la dipendenza di chi ha bisogno di stare "stonato" per tutto il giorno, perché se no non si sente a posto. Questa è una pesante dipendenza dallo stato di coscienza indotto dalla Cannabis, e produce effetti deleterei sulla nostra coscienza.

Da un punto di vista spirituale, qualsiasi pianta o sostanza ha una sua coscienza che si fonde con la nostra nel momento in cui la assumiamo. Tutto bene se lo facciamo con rispetto e poi integriamo l'esperienza rientrando nel nostro normale stato di coscienza. Ma se restiamo troppo a lungo mescolati alla coscienza della sostanza, ecco che questa può prevalere sulla nostra e portarci in stati psichici molto strani, allontanandoci piano piano dal nostro senso del Sé.

Quando si dice che qualcuno "ci è rimasto sotto" si intende proprio questo. Dal punto di vista medico ci diranno che la sostanza ha semplicemente bruciato certe cellule cerebrali o causato un disequilibrio psichico, ma dal punto di vista spirituale ciò che accade è che la nostra coscienza perde i suoi confini chiari e si mescola ad altre energie. E' un po' come se si aprissero dei buchi in noi che poi vengono riempiti da altre entità e coscienze, le quali magari non vedono l'ora di avere un corpo fisico per fare un po' di esperienza nella materia.

Questo accade a tutti i tossicodipendenti, che sono spesso attorniati da parassiti energetici i quali stimolano in loro l'uso delle varie sostanze.

Nel caso della Marijuana però, "rimanerci sotto" non è così facile. Si tratta di una sostanza, se assunta in dosi normali, abbastanza leggera e sia la psiche che il corpo hanno una grande capacità di reintegrarsi dopo averla assunta.

Persino un accanito fumatore di Cannabis, se riesce a smettere per una settimana ricomincerà di solito a vivere nel suo stato di coscienza normale… il problema è che potrebbe sembragli insopportabile!


E le altre sostanze psichedeliche creano dipendenza ?

Direi proprio di no. Sostanze come l'LSD, la psilocibina (funghi magici), il DMT (Ayahuasca)… non creano nessuna dipendenza fisica.
Inoltre, poiché inducono dei viaggi veramente selvaggi, è difficile che si abbia voglia di farne uso molto spesso. Conosco le storie di alcune persone che hanno assunto LSD troppo spesso e ad alte dosi, e alla lunga questo ha deteriorato il loro equilibrio psichico, ma sono casi veramente rari ed è probabile che queste persone avessero già una psiche piuttosto fragile.

In generale, se ci si avvicina alle sostanze psichedeliche con coscienza e sobrietà, sempre accompagnati da una persona esperta che possa farci da guida, anche il rischio di sviluppare una dipendenza psicologica è estremamente basso.

La Marijuana è un caso a parte perché, essendo una "droga leggera", la si può assumere continuando a fare la propria vita di sempre, ed è facile che diventi un'abitudine più che un'esperienza di crescita.


Allora... Maria sì o Maria no?

cannabis 3176749E' molto difficile che una guida spirituale, soprattutto in occidente, vi "prescriva" una qualsiasi sostanza psichedelica per il vostro cammino spirituale. L'essere umano mediamente non è maturo per maneggiare queste sostanze in modo integro, usandole come maestri e solo una-tantum.
In tutte le tradizioni sciamaniche che si rispettino, le sostanze vengono usate con grande rispetto e sono considerati veri e propri dei... ma in occidente l'atteggiamento medio è ancora quello di considerarle meri composti chimici, e questo rende più difficile avere una relazione equilibrata con esse.

Diciamoci la verità... questa terza densità ci pesa e tutto ciò che ci porta "fuori" lo vogliamo ancora e ancora. Ecco come nascono le grandi e piccole dipendenze. Se quando la "sostanza" non è a portata di mano ti senti privo di appoggio... la stai usando come stampella invece che come maestro. Se riesci a fare dell'incontro con essa un incontro veramente sacro, ti porterà un insegnamento che molti, usandola solo per sballarsi un po', non si sognano nemmeno.


Appendici:


 Approfondimenti:

Niccolò Angeli
Autore: Niccolò Angeli
Sono un divulgatore a cavallo tra spiritualità, scienza, arte e… tutto ciò che definiamo "Dio". Amo semplificare e rendere accessibili quei principi esoterici che un tempo erano riservati a pochi eletti. Per me… spiritualità è la vita stessa, è comprendere le leggi universali che regolano la Natura, non solo con la razionalità, ma anche... leggi tutto.

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Ciao Niccolò,

trovo molto interessante quello che hai scritto sulla Marijuana. Sono sincero, non ho una grande esperienza in merito all'uso di questa sostanza, proprio perché, come dici te, generalmente l'essere umano non è così maturo nel gestire questa pianta. La mia domanda però è, anche l'alcool può ricoprire un quasi "parallelo...

Ciao Niccolò,

trovo molto interessante quello che hai scritto sulla Marijuana. Sono sincero, non ho una grande esperienza in merito all'uso di questa sostanza, proprio perché, come dici te, generalmente l'essere umano non è così maturo nel gestire questa pianta. La mia domanda però è, anche l'alcool può ricoprire un quasi "parallelo significato"? O stiamo parlando di due sostanze totalmente differenti?

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Ognuno risponde diversamente alle sostanze. A me gli alcolici di solito fanno male, mi rendono confuso e mi bloccano la digestione. Infatti sono praticamente astemio. E' capitato però che fossero di buona qualità e dessero un piacevole senso di espansione. I postumi li sento sempre però, e non sono piacevoli...

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